Un’infanzia con Charlie Brown

settembre 20, 2007 § Lascia un commento

 

Come quasi tutti i bambini americani di dieci anni, avevo una relazione intensa e privata con Snoopy, il bracchetto del fumetto. Era un animale non-animale solitario che viveva in mezzo a creature più grandi di una specie differente, e ciò corrispondeva pressappoco a come mi sentivo io in casa.

 

Jonathan Franzen in “Comfort Zone – Un’infanzia con Charlie Brown” online sul sito del Corriere. In originale in inglese qui.

Sul perchè si legge..

settembre 20, 2007 § Lascia un commento

Why are we reading, if not in hope of beauty laid bare, life heightened and its deepest mystery probed? Can the writer isolate and vivify all in experience that most deeply engages our intellects and our hearts? Why are we reading if not in hope that the writer will magnify and dramatize our days, will illuminate and inspire us with wisdom, courage and the possibility of meaningfulness, and will press upon our minds the deepest mysteries, so we may feel again their majesty and power?

Perchè leggiamo, se non nella speranza di svelare la verità, di innalzare la vita e di investigarne il mistero? Può lo scrittore isolare e vivificare tutto ciò che nell’esperienza coinvolge più profondamente il nostro intelletto e i nostri cuori? Perchè leggiamo se non nella speranza che lo scrittore magnificherà e drammatizzerà i nostri giorni, ci illuminerà ed ispirerà con la saggezza, il coraggio e la possibilità di significato, ed imprimerà nelle nostre menti i più profondi misteri, così da farci sentire nuovamente la loro maestà e il loro potere?Annie Dillard, in The Writing Life (1989)

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