Recensione Mezzanotte nel giardino del bene e del male

dicembre 30, 2010 § Lascia un commento

(Tit. Or. Midnight in the Garden of Good and Evil)
Ed. Rizzoli, 1996 (fuori stampa credo) Ed. Or. Random House, 1994
Pag. 360
Traduttore: Olivia Crosio
ISBN: 9788817844710

il libro ritratto è un altro in quanto purtroppo avevo già restituito quello recensito – il drink è uno spritz, la mia risposta alla domanda di Savanna (vedi citazione sotto)

Abbiamo un detto: se vai ad Atlanta, la prima domanda che ti fanno è “Che mestiere fai?”. A Macon ti chiedono “Dove vai in chiesa?”. Ad Augusta vogliono sapere il cognome da nubile di tua nonna. Ma a Savannah la prima domanda che ti senti rivolgere è: “Che cosa vuoi da bere?”.

Mezzanotte nel giardino del bene e del male è un libro che volevo leggere da tempo, da quando vidi degli spezzoni dell’omonimo film che Clint Eastwood girò nel 1997. Prossimamente cercherò di vedere anche il film, che mi ispira molto perchè Eastwood è uno dei miei registi preferiti e John Cusak (che interpreta il protagonista) è invece uno dei miei attori preferiti. 
La prima cosa che ho scoperto quando sono riuscita ad ottenere una copia del romanzo di Berendt è che non si tratta propriamente di un romanzo, ma di una non-fiction novel (come A sangue freddo di Truman Capote). Il libro inoltre entrò nella rosa dei finalisti per il Pulitzer Price nel 1995.
La storia è ambientata nella Savannah degli anni Ottanta. Il protagonista, un giornalista di New York, scopre Savannah durante una visita e decide di tornarci più volte, fino a quando il suo amore per questa città lo induce ad affittare in pianta stabile una casa e a dividere il suo tempo fra Savannah e New York. Il libro è in parte un tributo alla città in parte il resoconto di un processo che proprio negli anni Ottanta vide Jim Williams, accusato dell’omicidio del suo amante e dipendente Danny Hansford.
Il titolo del romanzo fa riferimento al concetto voodoo di mezzanotte (ovvero il passaggio tra il momento per la magia buona e il momento per la magia cattiva) e al Bonaventure Cemetery, uno dei cimiteri di Savannah, dove si trova la statua ritratta in copertina, fotografata appositamente per il libro da Jack Leigh. Dopo la pubblicazione il cimitero fu costretto a donarla a un museo a causa delle numerosissime visite che riceveva.
Il libro si può dividere in due parti, una prima in cui l’autore racconta la città attraverso le storie di diversi personaggi importanti, e una seconda in cui si concentra sul processo. Alcuni dei personaggi su cui si concentra Berendt sono controversi, come ad esempio Joe Odon, un avvocato sempre in bolletta ma abituato a vivere splendidamente grazie a una serie di trucchi e imbrogli, oppure la drag queen Lady Chablis.
L’imputato del processo è invece Jim Williams, un commerciante di antichità molto ricco. La vittima è Danny Hansford, un giovane uomo incline alla violenza e dedito alla prostituzione.
Questo è un buon libro, soprattutto se si è interessati a Savannah e ai suoi abitanti. L’autore esprime benissimo, con un linguaggio scorrevole, la sua fascinazione per questa stravagante città i cui abitanti ben consapevolmente si isolano nella propria eccentricità. Le storie che Berendt racconta, però, sono anche una distrazione rispettivamente alla trama principale. Anche lo stile è molto pacato e non crea interesse per il processo e per il destino di Jim Harrison. Sembra quasi che questo delitto sia stato per Berendt una mera scusa per poter parlare della città che ama. 
Mezzanotte nel giardino del bene e del male è un ottimo libro per immergersi nell’atmosfera di un’interessante città della Georgia (e da questo punto di visto ritengo pertanto perfetta la prima parte) ma è una delusione totale per il resto. Non posso non chiedermi che libro avrebbe scritto Berendt se avesse deciso di concentrasi sulla psicologia dei due protagonisti “principali” e sull’aspetto emotivo del delitto e del processo (e del tentativo di influenzarlo tramite il voodoo).
Votazione: 3/5
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