Recensione 001 – Il paese senza adulti

gennaio 5, 2011 § 8 commenti

Autore: Ondine Khayat
Titolo: Il paese senza adulti
(Tit. Or. Le Pays sans Adultes)
Edizione Piemme 2010, Ed. Or. Anne Carrière 2008
Pag. 265
Traduzione: Paola Lanterna
ISBN 9788856606188

Il paese senza adulti è uno dei miei classici acquisti alla cieca: l’ho visto al supermercato e l’ho adocchiato facendo finta di niente. Poi alla spesa successiva l’ho comprato senza praticamente sapere di che cosa parla (ma con il 15% di sconto!). Si è rivelata una lettura stupenda. E’ per questo che è difficile non farsi tentare!

Il paese senza adulti del titolo è il paese che sognano i due ragazzini del libro: un paese in cui ci saranno solo bambini e adulti con l’anima da bambini, ovvero capaci di sognare sogni per aiutare gli altri.

Slimane vive con il fratello Maxence e i genitori vicino a Parigi. Il padre, da loro chiamato il Demone, beve tutto il giorno ed è perennemente disoccupato. Ogni minimo pretesto è buono per picchiare i figli e la moglie, che pure lavora tutto il giorno facendo le pulizie in un hotel.

Slimane e Maxence sono molto legati e si amano profondamente: si aiutano e si coprono le spalle l’un l’altro contro il padre e contro le brutture del mondo. Cercano disperatamente di creare un mondo alternativo in cui sopravvivere fino a quando raggiungeranno il vero mondo ideale: il paese senza adulti.

Un giorno però accade qualcosa di davvero brutto. Qualcosa che non può essere esorcizzato dai sogni sul paese senza adulti o dai viaggi immaginari sulle scale mobili del centro commerciale.

La vita non è una cosa da bambini.

Questo romanzo ha una tematica molto forte, ma è ingannevole perchè la voce narrante è quella di un ragazzino, e la vita di questo ragazzino per quanto dura è presentata in modo fiabesco. Eppure se ci si ferma a pensare vengono le vertigini. La sensazione  di paura e di destabilizzazione dovuta ai cicli di rabbia e violenza del padre alternati a momenti di vita familiare quasi normale; il senso di abbandono che provano i bambini nei confronti di una madre che preferisce il marito violento a loro; i disperati tentativi di dare un senso e un perchè alla cattiveria paterna.

La cosa più commovente è però il modo in cui i bambini prendono il fango di cui è composto il mondo in cui li hanno fatti nascere e lo usano per creare qualcosa di nuovo, di diverso, di migliore: un paese senza adulti, appunto.

Un libro consigliato senza riserve.

Votazione: 5/5

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§ 8 risposte a Recensione 001 – Il paese senza adulti

  • Phoebes ha detto:

    Accetto il consiglio e lo metto in wishlist! :)Approfitto per farti l'in bocca al lupo per il nuovo blog! Ti seguivo sulla "fabbrica di cioccolato", è un piacere tornarti a seguire di qua! 🙂

  • Roberta ha detto:

    Ciao Phoebes! Grazie mille, spero di essere più costante questa volta… Il libro comunque merita davvero, mi è piaciuto moltissimo!

  • Andrea ha detto:

    Ho fatto la stessa cosa come mi capita spesso l'ho comprato anche io con il 15% di sconto e stasera inizio a leggerlo, poi vedo di tornare per commentare, non ho letto il tuo post per non sapere niente, ciao

  • Roberta ha detto:

    Ciao Andrea benvenuto e buona lettura: sono molto curiosa di sentire il tuo commento!

  • Andrea ha detto:

    Eccomi qua ne ho parlato qui http://pollicino.blogosfere.it/2011/05/il-paese-senza-adulti.html, e anche qui http://familyweb.blogosfere.it/2011/05/la-vita-non-e-una-cosa-da-bambini.htmlquando ho finito di leggerlo sono corso in libreria a comprare Le stanze di lavanda che non avevo letto. Trovo che nonostante le storie diverse ci sia una atmosfera molto comune con L'eleganza del riccio, naturalmente non sono uno che fa recensioni, parlo solo delle cose che mi piacciono. Ciao

  • Roberta ha detto:

    Ciao Andrea, grazie dei link i tuoi post sono molto belli! Io non so se leggerò Le stanze di lavanda (normalmente non mi entusiasmo per le autobiografie, chissà perchè!) però per quanto riguarda questo romanzo credo che la tua osservazione sia giusta: sia qui che nel L'eleganza del riccio ci sono dei bambini che affrontano degli adulti e dei problemi che sono più grandi di loro e nonostate, o forse proprio grazie a questo, danno una prospettiva molto interessante.

  • Anam Cara ha detto:

    Assolutamente d'accordo! L'ho preso anche io per caso, attirata come te dalla copertina ed è stata davvero una piacevole scoperta!Ottima recensione 😉

  • Roberta ha detto:

    Grazie! E' bello quando gli acquisti casuali ci premiano! 😉

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