Recensione 002 – Liza di Lambeth

gennaio 7, 2011 § 2 commenti

Autore: William Somerset Maugham
Titolo: Liza di Lambeth
(Tit. Or.: Liza of Lambeth)
Tascabili Economici Newton, 1994 (Fisher Unwin, 1897)
Pag. 97
Traduzione: Gian Dàuli
ISBN 88-7983-712-5

Liza di Lambeth e una birra (leggete e capirete…)

Maugham è uno dei miei autori preferiti (infatti nella mia TBR list sono presenti anche Schiavo d’amore e Una inglese a Firenze – anche noto come In villa). Di lui ho apprezzato soprattutto La luna e sei soldi e Acque morte. Siccome uno dei nuovi propositi dell’anno è di leggere più classici, ecco spiegata la mia scelta. Il libro è stato ricevuto da Bookmooch a febbraio di quest’anno.

Maugham di formazione e professione era medico, infatti fu proprio il suo lavoro a Londra che gli permise di bazzicare i bassifondi e raccogliere materiale per Liza di Lambeth, che è il suo esordio letterario. All’epoca la casa editrice che lo pubblicò (la Fisher Unwin) era consapevole di correre un rischio con questo romanzo di stampo naturalista, un genere ancora abbastanza osteggiato. Se la critica non ne fu entusiasta, il pubblico in compenso lo amò e così nacque la carriera di un grande scrittore.

Lambeth è un quartiere povero e proletario di Londra, dove vive la giovane Liza con la madre. Liza è una popolana di spirito assai vivace, incline al divertimento. Corteggiata da Tom, il classico bravo ragazzo di quartiere, Liza non desidera sposarlo ma lo frequenta per non precludersi le già poche occasioni di svago che può permettersi nei giorni liberi dal lavoro in fabbrica.

E’ l’arrivo nel quartiere di Jim Blakeston, con moglie e numerosa prole, che cambia la vita di Liza. Jim è un uomo scafato e gli bastano pochi gesti per attirare l’attenzione della giovane, troppo abituata ad averle tutte vinte in campo amoroso. Fra i due nasce una relazione clandestina, descritta da Maugham con estremo pudore. Nonostante tutti gli sforzi i due a un certo punto vengono scoperti: è Liza che lo capisce dalla crescente ostilità delle donne del quartiere, inclusa la moglie di Jim. Ed è Liza che viene osteggiata di più, e specialmente dalle donne, che troppo spesso difendono lo status quo anche se è particolarmente duro con loro.

Sullo sfondo una Lambeth afflitta non tanto dalla miseria economica o dalla fatica del lavoro, quando dalla piaga dell’alcolismo. Tutti bevono molto, anche le donne, ma sono gli uomini a perdere le staffe dopo un bicchiere di troppo e ad alzare le mani sulle proprie mogli: un comportamento che pare inevitabile anche per le persone migliori.

Liza di Lambeth non è un romanzo di denuncia, bensì una tragica storia d’amore di ambientazione proletaria. Ed è ovviamente la storia di Liza, del suo progressivo straniamento dalla comunità di Lambeth, promiscua ma impietosa nei confronti di chi sbaglia. Un romanzo avvincente ma anche piacevole perchè nonostante l’ambientazione tetra i protagonisti sono personaggi pieni di vita.

Una nota sullo stile: nella versione originale la parlata dei protagonisti è in cockney e farcita di slang. Per quanto io abbia adorato Eliza Doolittle nel film My Fair Lady, dubito che sarebbe stato saggio tentare di rendere questo aspetto nella traduzione italiana e quindi ho apprezzato la resa stilistica più neutra del traduttore. Probabilmente sarebbe molto piacevole leggere questo romanzo anche il lingua originale.

Votazione: 4/5

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§ 2 risposte a Recensione 002 – Liza di Lambeth

  • Lorenzo Ruffino ha detto:

    Buongiorno,mi interesserebbe la lettura di questo libro. Mi è stato detto che è un fuori catalogo dal 1996. Dove potrei acquistarlo?

  • Roberta ha detto:

    E' acquistabile usato presso alcuni siti, per esempio Amazon oppure Maremagnum. Altrimenti si trova la versione originale che è priva ormai di copyright, per esempio sul sito del Project Gutenberg.

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