Recensione 003 – Stabat Mater

gennaio 9, 2011 § Lascia un commento

Autore: Tiziano Scarpa
Titolo: Stabat Mater
Edizione Einaudi, 2008
Pag. 144
ISBN: 9788806171247

Tiziano Scarpa – Stabat Mater

Il titolo si riferisce alla preghiera Stabat Mater (Stava la madre) che è stata musicata fra gli altri anche da Antonio Vivaldi.

Stabat Mater è ambientato nel Settecento a Venezia, nell’Ospedale della Pietà, un’orfanatrofio religioso dove le ospiti vengono istruite, in special modo sulla religione e sulla musica. Le orfane vengono tenute rigorosamente separate dal mondo esterno: quando suonano in chiesa lo fanno da dietro una grata che le nasconde e quando escono dal convento indossano mantelli e maschere.

Cecilia, la protagonista del romanzo, è una delle orfane dell’Ospitale. E’ la sua voce che ci accompagna: ha sedici anni e passa le notti insonni a scrivere lettere a una madre mai conosciuta e a parlare con una testa dai capelli di serpente frutto della sua immaginazione (la sua morte).

Il romanzo non è solo una riflessione sulla profonda solitudine di Cecilia, che vive in condizioni di estremo isolamento pur essendo circondata da altre persone. E’ anche un’ode alla musica, e in particolare alla musica di Vivaldi, che entra in scena a metà libro in qualità di compositore e istruttore dell’Ospedale della Carità. E’ proprio il suo arrivo che spinge Cecilia a contestare la vita che le hanno imposto.

L’aspetto che non mi è piaciuto di questo romanzo è il senso di distacco nei confronti della protagonista. Non sono riuscita a “sentirla”, effetto che probabilmente è voluto dato che è la stessa Cecilia a sentirsi distaccata dalla propria esistenza (che a tratti sembra essere frutto della sua immaginazione). Al senso di straniamento contribuiscono lo stile letterario alto e una sospensione in un contesto che non viene mai descritto e che solo a tratti emerge con violenza da uno sfondo nebuloso tramite siparietti improvvisi e angoscianti.

Non sono riuscita ad amare Cecilia nè Stabat Mater perchè nonostante le tematiche forti durante tutta la lettura ho provato una forte sensazione anestetizzante. Può darsi, ripeto, che l’effetto sia voluto ma sicuramente non è questo che cerco in un libro. Il mio voto risulta comunque positivo perchè il libro è costruito benissimo: la scrittura poetica, l’immersione in un mondo opaco occasionalmente sconvolta da eventi esterni, il climax finale, è tutto meraviglioso.

Votazione: 3/5

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