Recensione 005 – Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli

gennaio 14, 2011 § Lascia un commento

Autore: Marilyn French
Titolo: Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli
(Tit. Or.: Her Mother’s Daughter)
Ed. BUR, 2004 (Ballantine Books, 1996)
Pag. 856
Traduzione: Alessandra Cremonese Cambieri
ISBN: 88-17-00134-1

Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli è un’epopea al femminile: racconta la storia di quattro generazioni di donne. E’ un romanzo che affronta il rapporto di odio/amore che si instaura tra madre e figlia. E’ un romanzo sulla condizione della donna, scritto da un’autrice femminista. Da settembre 2009 ha stazionato nella mia TBR list fino a quando lo scorso dicembre, incoraggiata dalle vacanze di Natale, ho deciso di affrontarlo intervallandolo con altre letture (sono pur sempre più di ottocento pagine!).

Stacey Stevens è una fotografa professionista di successo, ha due figli adulti ma, a un certo punto della sua vita, ha smesso di aspettarsi (e di cercare) qualcosa, quel qualcosa che può fare la felicità. Nella sua vita Stacey ha imparato che l’autoaffermazione femminile non può coesistere con un rapporto di coppia duraturo, perchè gli uomini si aspettano sempre che la donna ricopra uno specifico ruolo all’interno del nucleo familiare. Ha imparato che perseguire una carriera in un mondo (inevitabilmente) di uomini inaridisce lo spirito. Ha imparato che dopo essersi sacrificata per anni per i figli questi diventano adulti e si aspettano che tu, madre, inverta la rotta trattandoli come tali.

Stacey cerca così sollievo nel racconto della sua storia, di sua madre, della nonna e anche della figlia, in particolare analizzando il rapporto madre/figlia che di generazione in generazione sembra riproporsi sempre uguale: martirio e sacrificio di sè versus ingratitudine e senso di colpa, il tutto condito da un bel po’ di incomprensioni.

Questo romanzo (a dire il vero io pensavo che fosse una vera autobiografia inizialmente) è senza dubbio interessante. Il ruolo dei figli nella vita di una donna è enorme ancora oggi (così come i problemi per le donne che desiderano fare carriera) figuriamoci a inizio Novecento o anche solo negli anni Cinquanta. Stacey racconta una storia molto lunga, piena di salti temporali e a tratti anche di slittamenti di persona che mi hanno talvolta portata a fare confusione tra lei e la madre Belle. Stacey racconta la storia di donne che si sposano a causa di una gravidanza imprevista che pone fine alle loro ambizioni personali, o che hanno dei figli volontariamente ma a un certo punto non vogliono più rimanere con il marito, mentre gli uomini fanno davvero una figura meschina (c’è il padre padrone, l’innamorato egoista, il fidanzato giocattolo) e nessuno di loro sembra mai intenzionato a fornire (per lo meno, non in maniera stabile) sostegno economico e/o emotivo ai propri figli.

Stacey è la prima a cercare di lottare per una sua carriera e una sua vita a dispetto di tutto e di tutti, non senza sentirsi in colpa nei confronti dei figli, della madre, dell’ex marito, dell’amante. Ma se le donne sono vittime di una società che le incasella e le ostracizza, la French è abbastanza onesta da raccontarci anche quanto sono incapaci di essere felici anche quando la felicità è davvero a portata di mano.

Mi sono immedesimata in molte delle frustrazioni di Stacey, pur non avendo figli nè ambizioni di carriera, e molte pagine mi hanno affascinata e fatto riflettere (anche solo le avventure che vive Stacey nel suo lavoro come fotografa sono incredibili!). In particolare ho apprezzato l’ultima parte, forse la più fruibile. D’altra parte devo però ammettere di aver trovato il libro esagerato. Innanzitutto come lunghezza: se fosse stato lungo la metà, e meno confusionario, ne avrebbe giovato. Poi nei contenuti: la French esagera, tutte le sue donne sono assurdamente e completamente infelici, mentre gli uomini sono sempre incompetenti o inutili o cattivi, e i figli un peso allucinante e allo stesso tempo fonte di amore esagerato e maniacale. Manca la speranza di un modo migliore e diverso di vivere, manca la parte propositiva che era anche la più importante a mio avviso.

Votazione: 3/5

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Recensione 005 – Mia madre non mi ha mai spazzolato i capelli su a bright shining lie.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: