Recensione 019 – Padiglioni lontani

febbraio 15, 2011 § 4 commenti

Autore: M. M. Kaye
Titolo: Padiglioni lontani
(Tit. Or.: The Far Pavilions)
Edizione: Oscar Mondadori, 1985
(Ed. Or.: Viking Press, 1978)
Pag. 846
Traduzione: Mariagrazia Bianchi
ISBN: non presente

Padiglioni lontani è un romanzo pubblicato originariamente nel 1978, scritto da Mary Margareth Kaye, un’inglese nata e cresciuta in India. Padiglioni lontani è un romanzo epico, ma anche d’amore. Racconta la storia di un ufficiale inglese in India nella seconda metà dell’Ottocento. Ashton Pelham-Martyn, noto come Ash, nasce da genitori inglese in India, ma i suoi genitori muoiono molto presto. Affidato alle cure della balia Hindu Sita, Ash cresce convinto di essere un Hindu. Dopo l’infanzia e adolescenza passati presso la corte di Gulkote, Sita finalmente racconta ad Ash delle sue origini inglesi e gli restituisce tutti gli incartamenti che le provano. Il romanzo segue le avventure di Ash e il suo contrastato amore per una principessa indiana.

Padiglioni lontani è un romanzo davvero affascinante, prima di tutto nella figura del suo protagonista Ash. Ash fin dall’inizio si delinea come un ragazzo con un innato e fortissimo senso della giustizia. Dopo aver scoperto di essere inglese ed essere stato mandato in Inghilterra a studiare, Ash decide di tornare in India per realizzare il suo sogno, ovvero far parte delle Guide. Ma il suo carattere lo mette sempre in mezzo ai guai, perchè è totalmente incapace di ragionare secondo i pregiudizi (sia inglesi che indiani). La sua onestà infatti è adamantina. La parte più affascinante del romanzo è proprio la lotta di Ash contro il mondo che lo circonda, diviso fra indiani e inglesi, mentre lui si sente in parte l’uno e in parte l’altro, un personaggio modernissimo, decisamente ancora attuale.

Ma questo non è solo un romanzo di formazione, è anche un avvincente romanzo storico che racconta diversi anni della storia coloniale dell’India e della lotta per il potere con la Russia (è alienante trovare in un romanzo così datato il paese Afghanistan, e sempre associato ad una guerra!). Inoltre non dimentichiamo che Padiglioni lontani racconta la storia di un amore, un amore impossibile, ostacolato da tutto e da tutti, ma che alla fine vince sopra ogni cosa! Ho adorato la storia di Ash e della sua principessa perchè non è affatto banale nè sdolcinata, ma al contrario molto realistica.

Padiglioni lontani è davvero un romanzo capace di trascinare in un altro mondo. Un mondo lontano nella distanza e nel tempo. Impossibile non rimanere affascinati da vite così avventurose, da personaggi così realistici. Non si può rimanere impassibili davanti alle ingiustizie subite dal protagonista (e dalla sua amata). Nonostante tutto, i personaggi sono così freschi da sembrare creati ieri, non più di trenta anni fa. L’unico difetto che trovo a questo romanzo è la lunghezza, davvero eccessiva. Qualche centinaio di pagine poteva essere sfoltito (ci sono dei punti in cui qualche taglio avrebbe dato giovamento), ma trattandosi di un’epica posso chiudere un occhio e godermi il viaggio.

Voto: 5/5

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