Recensione 047 – Paranoid Park

marzo 31, 2011 § 2 commenti

Autore: Blake Nelson
Titolo: Paranoid Park
(Tit. Or.: Paranoid Park)
Edizione: Rizzoli Superpocket, 2009
Pag.: 177
Traduzione: P. Bertante
ISBN: 8846210506


Paranoid Park è un romanzo per ragazzi il cui protagonista principale è un ragazzo che, dopo aver seguito un altro skater incontrato presso l’equivoco Paranoid Park, viene coinvolto in/assiste a un incidente mortale. Mentre l’altro ragazzo scappa (e presumibilmente lascia la città, dato che è un senzatetto) il protagonista (e anche narratore, dato che questo è un romanzo epistolare) torna alla casa di un suo amico e passa la notte pensando a ciò che è successo e a cosa deve fare.

La cosa strana di questo libro è che non è nemmeno davvero chiaro se il protagonista è colpevole o no. Voglio dire, a me sembra (ho anche riletto la scena in cui la guardia giurata muore, ma non è molto chiara) che la morte sia stata solo un incidente. In ogni caso, poichè l’altro ragazzo è sparito e nessun’altro li ha visti, il narratore decide che non c’è motivo di andare alla polizia: la sua famiglia sta attraversando un momentaccio, la guardia è morta e a questo non c’è rimedio, e le conseguenze per sè steso sarebbero spaventose.

Le settimane seguenti sono comunque infernali: c’è senso di colpa, angoscia e paranoia. Una volta scoperto il cadavere, la polizia apre un’inchiesta per omicidio. Nel frattempo il protagonista inizia una storia d’amore insoddisfacente con una compagna di classe e un’amicizia con una vicina di casa. Solo alla fine del romanzo ci è dato sapere che decisione ha infine preso il narratore.

Lo scrittore ha creato Paranoid Park come una rilettura in chiave moderna e per ragazzi di Delitto e castigo ma anche se riesce a trasmettere un certo senso di angoscia, il romanzo non è davvero avvincente. In particolare non mi è piaciuta la descrizione dei ragazzi del libro (poco lusinghiera) e il finale è davvero debole e anche ingiusto.

Giudizio: 2/5

Paranoid Park is a YA novel whose main character is a boy who, after having followed a fellow skater met at the ill-famed Paranoid Park, is involed into/witnesses a death accident. While the other boy runs away, and presumably leaves the city (he’s a homeless), the protagonist (and narrator too, because this is an epistolary novel) goes back to his friend’s home and spend the night alone thinking about what happened and what he should do.


The weird thing about this novel is that it is not even really clear if the protagonist is guilty or not. I mean, it seems to me (I even re-read the scene where the security guard dies, but it is not clear) that the death is just an accident. Anyway, since the other boy has vanished and nobody saw what happened, the narrator feels there is no real reason to go to police: his family is going through a crisis, the guard is dead and there is nothing to do about this, and the consequences for himself would be scary.


The next weeks are horrible, though: there is guilt and angst and paranoia. Once the corpse is discovered, the police begins a murder investigation. In the meanwhile, the protagonist begins an unsatisfactory romance with a class mate and a friendship with a neighbour girl. Only at the end of the novel we are told which t is the final decision of the narrator.


The writer intended Paranoid Park to be a Young Adult and modern version of Crime and Punishment but while a certain amount of angst is delivered to the reader, the novel is not really gripping. I particularly despised the author’s description of the teen world (not really fair) and the ending was too weak and unjust.


Rating: 2/5

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Recensione 046 – The Help

marzo 30, 2011 § 2 commenti

Autore: Kathryn Stockett
Titolo: The Help
(Tit. italiano: L’aiuto)
Edizione: Penguin, 2010
Pag.: 464
ISBN: 0141039280



Editato 31/03/2011: ecco la foto personalizzata!

Non c’è più molto da dire su questo romanzo, originariamente pubblicato nel 2009 e ampiamente letto e recensito sul web. The Help è ambientato a Jackson, Mississippi, negli anni Sessanta, appena prima del Civil Rights Act. E’ la storia di tre donne, una bianca e due nere, che iniziano un progetto insieme. Vogliono scrivere un libro che dia voce alle domestiche di colore (l’aiuto del titolo) che lavorano per le famiglie bianche nel profondo Sud. L’unico problema è che devono tenerlo nascosto perchè quello che stanno facendo è sia illegale che pericoloso.

Probabilmente questo romanzo può essere considerato sia politicamente scorretto (una donna bianca che racconta la storia di cameriere nere? usando il dialetto?) e storicamente poco accurato (la Stockett utilizza alcuni eventi che non sono ancora accaduti, come la canzone di Bob Dylan – è un uso voluto comunque). Può essere che io non sia il miglior giudice sia perchè sono bianca sia perchè vivo in un posto che non ha nulla a che fare con gli stati meridionali degli U.S.A.. In ogni caso, ho bisogno di dire che ho amato questo libro. Mi ha fatto piangere e mi ha fatto ridere e mi ha fatto pensare.

Solo l’ennesimo romanzo sul razzismo nel Sud? Forse. Ma è un libro dannatamente buono e penso sia importante che ci venga ricordato quanto in basso noi esseri umani possiamo cadere.

Giudizio: 5/5

There is not much left to say about this novel, originally published in 2009 and widely read and reviewed on the web. The Help is set in Jackson, Mississippi during the Sixties, just before the Civil Rights Act. It is the story of three women, one white, the others black, who start a project together. They want to write and publish a book giving voice to black maids (the help of the title) working for white families in the deep South. The only problem is they have to keep it secret, because what they are doing is both illegal and dangerous.


Probably this novel can be considered both politically uncorrect (a white woman telling the story of black maids? using vernacular?) and historically inaccurate (Stockett makes use of things not already happened at the time of the story – i.e. the Bob Dylan song – this use in intended anyway). It could be that I am not the best judge because I am both white and living in a place completely different from the American Southern States. Anyway, what I need to say I loved this book. It made me cry and it made me laugh and it made me think.


Just another novel about racism in the South? Well, maybe. But it is a darn good novel and I think it is good and important to be reminded of how low can we human beings can fall.


Rating: 5/5

Nella mia wishlist [ week 12 ]

marzo 28, 2011 § Lascia un commento

The Victorian House: Domestic Life from Childbirth to Deathbed


Judith Flanders – The Victorian House

La storia della vita domestica dell’epoca vittoriana, raccontata attraverso lettere, diari e romanzi.

Joyce Dennys – Henrietta’s War

Un romanzo epistolare, una raccolta di lettere (ovviamente fittizie) scritte e illustrate dall’autrice Joyce Dennys e ambientate in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale. Originariamente scritte per una rivista. Questo libro è stato associato sia al Diario di una lady di provincia sia a The Guernsey Literary and Potato Peel Society.

Lily King – Father of the Rain

Il romanzo è il terzo di Lily King e racconta la storia di Daley e del suo rapporto con il padre alcolizzato.

The Weight of Silence (MIRA)

Heather Gudenkauf – The Weight of Silence

Il romanzo di debutto della Gudenkauf, di cui ho appena letto These Hidden Things. Racconta la sparizione di due bambine da una piccola cittadina universitaria, una storia di silenzio e di segreti familiari.


Angel (Virago modern classics)
Elizabeth Taylor – Angel
“In uno di quei villaggi dickensiani della vecchia Inghilterra in cui il cielo illividisce sin dalle prime ore del pomeriggio, vive Angel Deverell, quindicenne con gli occhi verdi, la carnagione bianca e i capelli scuri, e un animo scontroso e indolente, avido di rivalsa e di affermazione. Nel piccolo universo in cui si aggira, la scuola, la bottega di sua madre, rimasta prematuramente vedova, la casa di sua zia, Angel non riesce a nascondere la sua natura indocile e ribelle. Senza vere amiche, con un astioso rapporto con la madre, la ragazza vive in un mondo tutto suo, creato dai suoi sogni e dalle sue fantasticherie. Un mondo in cui occupa un posto centrale Paradise House, la villa nobiliare in cui sua zia lavora al servizio di Madam, una vera lady coi polsi ornati da splendidi granati. Il destino, però, ha approntato per Angel la più imprevedibile delle svolte. Un giorno la ragazza decide di trasferire le sue innumerevoli fantasticherie in un romanzo. Grazie al fiuto di un editore di Bloomsbury, l’opera conoscerà un incredibile successo. Angel sarà celebre e ricca e avrà Paradise House e, soprattutto, avrà Esmé Howe-Nevinson, pittore di talento, bello e scapigliato, capace di assoggettarsi al suo capriccio. Asserragliata nel proprio grottesco delirio e nelle stanze di Paradise House, Angel trascorrerà gli anni migliori della sua vita. E, come una primadonna del cinema muto, saprà far fronte ai rovesci che l’esistenza le riserverà affrontando un lungo Viale del Tramonto.” (IBS.it)

Margaret Forster – Georgy Girl

Un romanzo di formazione scritto – e ambientato – negli anni Sessanta.

Oggi è una giornata terribile, mi sono svegliata malissimo e tutto a causa del cambio dell’ora! Quanto lo odio! In questo momento vorrei proprio essere sul mio divano con il bellissimo libro che sto leggendo (The Help di Katryn Stockett).

Buone letture a tutti!

Nuovi acquisti

marzo 26, 2011 § Lascia un commento

Nuovi acquisti della settimana: sono arrivati gli ultimi tre libri dell’acquisto effettuato su Bookdepository.com.
Tom Perrotta – Little Children (tradotto in italiano: Bravi bambini)
“In una periferia americana di candide villette e giardini ben curati, alcune madri sui trent’anni si incontrano al campo giochi per accompagnare i loro bambini, vezzeggiati, adorati, su cui si riversano tutte le aspettative dei genitori. Tra queste giovani donne, la più inquieta è Sarah, con un passato di militanza lesbica e femminista alle spalle. Il marito Richard è sempre più ossessionato da una pornodiva di Internet e lei si innamora di Todd, padre casalingo con una moglie in carriera. Intanto, nella cittadina è arrivato, con la vecchia madre, un pedofilo appena uscito dal carcere e la sua presenza angoscia i genitori e spinge qualcuno, come l’ex poliziotto Larry, a una sorta di guerra preventiva…” IBS.it
Miriam Toews – A Complicated Kindness (tradotto in italiano: Un complicato atto d’amore)
“Nomi Nickel ha sedici anni e vive in un posto chiamato East Village. Che non è il famoso quartiere di New York (dove lei vorrebbe scappare), ma un paese sprofondato nelle praterie canadesi, popolato da un’austera comunità religiosa mennonita – agli occhi della ragazza “la sottosetta più sfigata del mondo” che ha scelto di isolarsi dal resto dell’umanità trasformando la vita in un “facsimile della morte”. E proprio questo ordine ossessivo e claustrofobico, a cui anche i Nickel soggiacciono, sarà all’origine di una catastrofe familiare che lascerà Nomi attonita e straziata.” IBS.it
Tobias Wolff – Old School (tradotto in italiano: Quell’anno a scuola)
“È il 1960, JFK è appena stato eletto, ma alla Hill School la notizia è la visita di Hemingway: il grande scrittore consegnerà il premio letterario della scuola al miglior racconto. Uno degli studenti, il più povero e complessato, pensa di scrivere la storia che gli darà fama e riconoscimento sociale. Ma la sua opera viene smascherata come il puro plagio di un racconto altrui. Esplode lo scandalo e il ragazzo viene cacciato dalla scuola. Raccontata vent’anni più tardi, dal ragazzo stesso, diventato scrittore affermato, questa storia tormentata si staglia nella mente del lettore come il congedo nostalgico dall’ultimo istante dorato che precede la fine dell’innocenza.” IBS.it

Altre nuove acquisizioni dal Gutenberg Project:

Charles Dickens – The Mystery of Edwin Drood
Elizabeth von Arnim – The Enchanted April

Buone letture a tutti!

Recensione 045 – These Things Hidden

marzo 25, 2011 § 2 commenti

Autore: Heather Gudenkauf
Titolo: These Things Hidden
Edizione: Harlequin Mira, 2011 (ARC digital copy from Netgalley)
Pag.: 344
ISBN: non presente

La prima volta che ho sentito parlare di These Things Hidden* e l’ho messo in wishlist ero sicura che fosse un romanzo per ragazzi. Mentre lo leggevo mi sono resa conto che no, non lo è, è invece un romanzo psicologico, una specie di suspense novel o thriller ed è pubblicato dalla casa editrice Mira che fa parte del gruppo Harlequin. E’ la storia di Allison, che all’età di ventuno anni viene rilasciata dalla prigione dove ha passato gli ultimi cinque anni per un crimine orribile ma lasciato non specificato. Deve tornare a Linden Falls e cercare di rimettere in piedi la sua vita, cosa non semplice: le sue coinquiline al centro di reinserimento la trattano malissimo per via del suo crimine, i suoi genitori non vogliono vederla, sua sorella non vuole nemmeno parlare con lei. Mentre Allison cerca di affrontare questa situazione, ci viene lentamente rivelata la verità, fino al tesissimo finale.

These Thing Hidden racconta la storia di quattro donne: Allison, la sorella Brynn, l’aspirante infermiera Charm e la proprietaria di un negozio di libri Claire. Il libro è organizzato in capitoli corti, ognuno raccontato dalla voce di uno di questi personaggi. Le quattro donne sono tutte collegate da qualcosa che non posso rivelare, dato che si scopre più o meno a metà del libro. La suspense della storia è proprio ciò che mi ha indotto a leggere capitolo dopo capitolo per arrivare alla verità. Questo è un romanzo coinvolgente e commovente, e lo raccomando (a parte ai troppo sensibili, perchè ci sono dei momenti tristissimi). L’unico motivo per cui ho dato solo tre stelle su cinque (ed è comunque un buon giudizio dal mio punto di vista) è che ho trovato la storia troppo poco realistica, e anche se questi romanzi si basano su eventi improbabili, mi ha comunque dato un po’ fastidio. In ogni caso proverò anche l’altro romanzo della Gudenkauf, The Weight of Silence.

* Nessuno dei libri della Gudenkauf (due finora) è stato tradotto in italiano ad oggi.

Giudizio: 3/5

I don’t know why but when I first heard of These Things Hidden and I put it my wishlist I was sure this novel was YA fiction. While reading I realized it’s not, it’s what I would call psychological novel, and it is published by Mira (a Harlequin branch). It’s the story of Allison, who at the age of 21, is released from prison, where she has spent her previous five years for a horrible, though unspecified, crime. She is bound to go back to Linden Falls, Ohio, to try to peace together her life. Once there, though, it is not easy: her housemates at the halfway house are mad at her because of her crime, her parents don’t want to see her, her sister does not event want to talk with her. As she tries to cope with this situation we are slowly revealed her true story, up to the suspenseful ending.

These Things Hidden tells the story of four women: Allison, her sister Brynn, the would-be nurse Charm and bookshop owner Claire. The book is organized into short chapters, each one with a different point of view. These women are connected by something I can’t reveal, since the reader is aware of this only halfway through the novel. The suspence of the story is what made me going through chapter, eager to know the truth. This is a involving and moving novel, and I recommend it (except for those who are too sensitive, because there are many sad moments). The only reason why I only give three stars out of five (and it’s still a good rating from my point of view) is that I found the story quite unrealistic, and even if these kind of novels are based on unlikely occurrences, I still find it a little annoying. I am going to try Gudenkauf’s other novel, though (The Weight of Silence).

Rating: 3/5

Recensione 044 – The Pleasing Hour

marzo 24, 2011 § Lascia un commento

Autore: Lily King
Titolo: The Pleasing Hour
Edizione: Scribner, 2000
Pag.: 237
ISBN: 0-7432-0164-7
The Pleasing Hour è il romanzo di debutto di Lily King, di cui ho letto anche The English Teacher (il suo secondo romanzo) e anche se il talento della King è già presente, credo che sia migliorata molto dal suo primo lavoro (nessuno dei suoi libri è tradotto in italiano). The Pleasing Hour racconta la storia di Rosie, una giovane americana che parte per la Francia per lavorare come ragazza alla pari per una famiglia con tre bambini. Il suo torpore è presto spiegato: ha lasciato la sua casa, dove ha dato alla luce un bambino solo per darlo alla sorella sterile che desiderava moltissimo un bambino. Ora sta cercando di riprendersi dal dolore del distacco e dalla nostalgia che prova.
Nicole, la madre della famiglia per cui lavora, è elegante e piuttosto insoddisfatta, sempre impegnata a rimproverare l’adorabile marito Marc. La figlia più grande è Odile, bella come la madre, in lotta con la sua identità sessuale. Poi c’è la Lola, la bambina felice, e Guillame, che vuole diventare prete. Una seconda storia intrecciata a questa mostra Rosie nel futuro, mentre lavora con Lucie, un’amica della madre di Nicole, nel villaggio di Plairie, nel Sud della Francia. Il suo rapporto con Lucie è l’occasione per raccontare la storia della famiglia di Nicole durante la seconda guerra mondiale.
La storia è interessante, anche se non mi è piaciuta molto Rosie, nè le sue scelte. Il romanzo è buono, mi è piaciuto e sono contenta di averlo letto, ma ha i suoi difetti. Il più ovvio è che l’autrice cerca di raccontare troppe cose: l’esperienza di Rosie come madre surrogata per la sorella, il rapporto tra Nicole e Marc, la relazione di Nicola con la sua famiglia, la storia della madre di Nicole (e il collaborazionismo), la storia di Lucie, Odile e la sua identità sessuale, Guillam e la fede. Ognuno di questi poteva essere sviluppato in un romanzo singolo. Messi insieme, si indeboliscono, scompaiono. E c’è questa generale sensazione che  la storia non abbia uno scopo, che non porti a nulla (e non porta a nulla: non mi è piaciuto il finale, che non è un finale vero in primo luogo). La storia principale (il rapporto di Rosie con la famiglia Tivot, e la sua storia d’amore) è la meno interessante (per me, ovviamente). Mi sarebbe piaciuto sapere di più della sorella di Rosie, del bambino, di Odile o anche di Guillame. E invece solo briciole, senza un vero sviluppo. Nel complesso, comunque, un romanzo piacevole.
Votazione: 3/5
The Pleasing Hour is Lily King’s debut. I have also read The English Teacher by her (her second novel) and even if King’s talent is already here I think she has improved a lot since her first work. The Pleasing Hour tells the story of Rosie, a young American who leaves for France, to work as an au pair for a family with three children. Rosie’s numbness is soon explained: she has fled her house, where she had given birth to a boy only to give him to her infertile sister who longs for a child. Now she is trying to recover from the pain of detachment and from the longing she feels.
Nicole, the mother of the family she works for, is a stylish and somewhat unsatisfied woman, always rebuking her charming husband Marc. Their older daughter is Odile, a beauty like her mother, struggling with her sexuality. Then there is Lola, the happy child, and Guillame, who wants to become a priest. Another storyline is intertwined with this one, showing Rosie in the future, working with Lucie, a friend of Nicole’s mother, in the Southern village of Plairie. Her relationship with Lucie is an occasione to tell the story of Nicole’s family back to WWII.
The story is really interesting, even if I don’t like very much Rosie and her choices. The novel is good, I liked it and I am happy I read it, but it has its flaws. The most obvious one is that the author wants to talk about too many things: Rosie’s experience as a surrogate mother for her sister, the relationship between Nicole and Marc, Nicole’s relationship with his family, the story of Nicole’s mother (and collaborationism), Lucie’s story, Odile and her sexual identity, Guillam and the issue of faith. Anyone of these things could have been developed into a single novel. All together they grow weak, they fade. And there is this general feeling that the story does not have a purpose, that it is leading to nowhere (and it does: I did not like the ending, which was not a real ending in the first place). The main storyline (Rosie’s relationship with the Tivot and her romance) is the least interesting one (to me, that’s obvious). I would have like to know more about Rosie’s sister and the baby, or Odile, or even Guillame. And instead all I got were bits and pieces and no real development. On the whole, though, this was a pleasant novel.
Rating: 3/5


Recensione 043 – L’albero degli amanti perduti

marzo 23, 2011 § Lascia un commento

Autore: Santa Montefiore
Titolo: L’albero degli amanti perduti
(Tit. Or.: Meet Me Under the Ombu Tree)
Edizione: Sonzogno, 2006
(Ed. Or.: 2001)
Pag.: 501
Traduzione: Marina Pignatti e Isabella Ruggi
ISBN: 88-454-2428-6
L’albero degli amanti perduti è a metà strada fra un romance e una soap opera. Anche se è scorrevole e anche accattivante, sono sorpresa di vedere quanti buoni voti si è guadagnato. Ci sono due cose in questo romanzo che non ho saputo accettare: l’evidente disinteresse nei confronti del background storico (il romanzo è ambientato in buona parte nell’Argentina degli anni Settanta) e la protagonista Sofia, una ragazza – e poi donna – bella, viziata ed egoista.
Il romanzo segue Sofia fin da quando da bambina viveva con i genitori e con tutta la loro famiglia patriarcale nella estancia Santa Catalina. Mentre cresce si innamora del cugino Santi e a un certo punto iniziano una relazione segreta. Poi un avvenimento prevedibile li separa anche se continuano ad amarsi. Ci sono anche molti flashback che raccontano la storia d’amore fra i genitori di Sofia, anche questa una storia contrastata.
Non dirò di più, ma devo dire che non sono per nulla d’accordo con quella che sembra essere la morale implicita del romanzo (evidenziare se si vuole leggere ma attenzione è uno spoiler: ovvero che se è vero amore l’infedeltà è ammissibile) e non mi è piaciuto il comportamento della maggior parte dei personaggi. Come lettura leggera va anche bene ma ci sono molti romance molto meglio di questo. Se invece cercata una saga familiare latina, cercate Isabel Allende.
Votazione: 3/5
Meet Me Under the Ombu Tree is something between a romance and a soap opera. Though easy to read and even engaging, I am surprised to see how many praises it obtains. There are two things in this novel I was not able to cope with: the manifest disinterest in the historical background (the novel is mainly set in Argentina in the 1970s) and the main character Sofia, a spoiled and self-centered beautiful girl – and then woman.
The novel follows Sofia since when she was young and living with her parents and the whole of their patriarchal family in the Santa Catalina estancia. As she grows up she falls in love with his cousin Santi and at a certain point they begin a secret relationship. Then a predictable event separates the two lovers even if they are still in love one with each other. There are also many flashbacks recounting the love story between Sofia’s parents, also a thwarted one.
I won’t tell more, but I must say that I do not agree with the novel’s implicit moral (highlight if you want to read, but it’s a spoiler: that if it’s true love you can cheat) and I don’t like most characters’ behaviour. As a light reading it’s ok but there are many romance novels far better than this. If you’re looking for a Latin American family saga, turn to Isabel Allende instead.
Rating: 3/5

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