Recensione 028 – On Beauty

marzo 1, 2011 § Lascia un commento

Autore: Zadie Smith
Titolo: On Beauty
Edizione: Penguin Books, 2006
Pag.: 446
ISBN: 9780141019451





On Beauty è il terzo romanzo di Zadie Smith. Ho letto il suo primo, Denti Bianchi, molti anni fa, mentre L’uomo autografo, il suo secondo, è attualmente nella mia wish list. Questo romanzo è molto lontano dall’essere perfetto (troppi personaggi e troppe tematiche) ma l’ho amato profondamente lo stesso. Ho trovato la scrittura ipnotica e, anche se la trama in se e per se è piuttosto irrealistica, i dialoghi sono brillanti e i personaggi principali ben descritti. Zadie Smith è capace di farmi arrivare esattamente dentro la testa di un personaggio, per cui posso perdonarla se a volte questi personaggi si perdono e non viene loro dato molto spazio.

Uno degli aspetti più destabilizzanti di questo romanzo è che la sua direzione cambia in continuazione. All’inizio, sembrava un moderno Romeo e Giulietta, con Jerome che sfida il padre Howard non solo accettando una borsa di studio a Londra da Monty Kipps, l’acerrimo nemico del padre, ma addirittura innamorandosi della figlia di Monty, Victoria, e decidendo di volerla sposare. Poi all’improvviso la prospettiva cambia a questo succede più e più volte, fino a che il lettore non riesce più a capire qual è l’argomento principale del romanzo.
Il risultato è che il libro è piuttosto frammentario e posso capire perchè molti lettori lo vedono come un difetto principale. Per esempio all’inizio Howard vola da Wellington, la città universitaria del New England dove lavora e insegna, a Londra solo per impedire il matrimonio del figlio. E’ chiaro che c’è un problema fra padre e figlio, dovuto soprattutto – sembra – alla conversione al cristianesimo di Jerome, che Howard non è in grado di accettare. E’ anche chiaro che la storia fra Jerome e Victoria è stata piuttosto breve e che mentre lui pensava al matrimonio lei non riteneva nemmeno la loro una relazione importante. Nonostante tutto, la Smith non si sofferma sulla storia d’amore o sulla rottura, che sono solo accennate. Non fa nemmeno parlare Jerome con il padre (delle loro divergenze, della fede o anche solo della sua delusione sentimentale) o con la sua ex ragazza Victoria (che a un certo punto si trasferisce da Londra a Wellington con la famiglia perchè il padre ha accettato di tenervi delle conferenze). On Beauty è un romanzo pieno di possibilità, ma non tutte sono sviluppate.
Il punto centrale non è nemmeno la faida accademica tra Howard e Monty, bensì il matrimonio di Howard e Kiki. Howard è un professore inglese che lavora negli Stati Uniti mentre Kiki è un’infermiera afroamericana. Sono sposati da più di trent’anni. Mentre Howard è un arido intellettuale, Kiki è una donna amorosa e generosa ma nonostante tutte le loro differenze entrambi sentono che la loro è un’unione forgiata in cielo. Poi Howard mette la loro relazione a rischio tradendo Kiki e facendosi scoprire. Il romanzo esplora approfonditamente la reazione di Kiki al tradimento e la crisi di mezza età di Howard, insieme alle possibilità del loro matrimonio. Ho trovato il romanzo molto più sensibile rispetto a Nell’intimità di Hanif Kureishi, di argomento simile, anche se avrei preferito leggere di più su Kiki. Mentre Howard e Kiki cercano di superare un periodo difficile della loro esistenza, i loro figli adolescenti lottano per realizzare le loro personalità e diventare adulti. Se la storia di Jerome è marginale, quelle di Zora e Levi sono più sviluppate. Zora è una ragazza intelligente ma è anche molto sensibile al problema del suo aspetto fisico e delle sue scarse capacità sociali. Mentre dentro di sè è una femminista, esternamente tenta disperatamente di adeguarsi ai canoni della società di Wellington. Anche Levi si camuffa: tenta di pensare a se stesso come a un ragazzo del ghetto, mentre chiaramente non lo è. Nella sua ricerca di un’identità, incappa in alcuni immigrati haitiani e si unisce al loro programma politico.
In conclusione, On Beauty è un romanzo commovente e interessante, forse un po’ troppo denso e non sempre ben sviluppato. Nonostante ciò, mi sono molto divertita e l’ho segnato “da rileggere” ancora prima di averlo finito per la prima volta.
Votazione: 5/5

English Version:

On Beauty is Smith’s third novel. I read her first one, White Teeth, many years ago, while The Autograph Man is currently in my wish list. This novel is far from perfect (too many characters and too many themes) but I still deeply loved it. I found the writing hypnotic and, even if the plot itself is quite unrealistic, the dialogues are brilliant and the main characters are well described. Zadie Smith is able to place me exactly in the head of a character, so I can forgive her if sometimes these characters get lost or are allowed not much space.

One of the most destabilizing traits of this novel is that its course is ever changing. At first, it seemed that the story was a modern Romeo and Juliet, with young Jerome defying his father not only accepting a scholarship by Monty Kipps, his father’s academic arch enemy, but also falling in love with his daughter Victoria and trying to propose to her. Then, all of a sudden, the perspective changes and this is repeated over and over, until the reader is quite unable to tell which is the main theme of the novel.

The result is that the novel is quite fragmented and I can understand why many readers feel like this is a major flaw. For instance, at the beginning of the novel Howard fly to London from Wellington, a college town in New England where he lives and teaches, only to prevent his son’s marriage. His son Jerome has recently turned Christian (much to his scorn) and has accepted a scholarship in London by Howard’s arch-enemy, left-wing academic Monty Kipps. Moreover, Jerome has fallen in love with Monty’s daughter, Victoria, whom he apparently intends to marry. It is clear that there’s a problem between father and son. It is also clear that the story between Howard and Victoria was a short one and that, while he was thinking to marry her, she was not even considering their relationship as a serious one. In spite of all, Smith does not linger on the love story or on the break up, which are only hinted at. She does not even have Jerome talking with his father (about their divergences, about faith or even about his romantic setback) or with his former girlfriend Victoria (who at a certain point moves from London to Wellington with the family because her father has accepted to keep a series of lectures there). On Beauty is a novel full of interesting possibilities but not all of them are developed.

The main focus is not even of the academic feud between Howard and Monty, but on Howard and Kiki’s marriage. Howard is an English academic working in the United States and Kiki is an African American nurse. They have been married for over thirty years. While Howard is an arid intellectual, Kiki is a loving and generous woman but in spite of all their differences they both feels their match was made in heaven. Then Howard puts their relationship at stake betraying Kiki and being discovered. The novel explores at lenght Kiki’s reaction to betrayal, Howard’s middle age crisis and the possibilities of their marriage. I found Smith’s novel much more sensitive than Hanif Kureishi’s Intimacy, on a similar theme, even if I would have preferred to read more about Kiki. While Howard and Kiki are trying to overcome a difficult stage of their lives, their teenager children are struggling to achieve their personalities and become adults. If Jerome’s story is marginal, Zora and Levi’s are more developed. Zora is very intelligent, but she also feels strongly the problem of her physical appearance and of her poor social abilities. While a feminist inside, she desperately tries to adapt herself to the canons of Wellington society. Levi is also disguising himself: he tries to think of himself as a boy from the ‘hood but he clearly is not. In his search for an identity, he stumbles on some Haitian immigrants and join their political agenda.

In conclusion, On Beauty is a moving and interesting novel, maybe a little bit too much dense and not always well developed. In spite of this, I really enjoyed myself and labelled it as “to-re-read” even before I finished reading it for the first time.

Rating: 5/5
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