Recensioe 032 – Carmel

marzo 5, 2011 § 3 commenti

Autore: Gwendoline Riley
Titolo: Carmel
(Tit. Or.: Cold Water)
Edizione: Fazi, 2003
(Ed. Or.: Vintage, 2003)
Pag.: 130
Traduzione: Federica Bigotti
ISBN: 88-8112-414-9

Carmel McKisco è una barista che vive sola in un appartamento a Manchester. Quando non lavora, passa il suo tempo bevendo nei bar o con gli amici. Non sono proprio riuscita a farmi piacere questo romanzo. Penso che il problema principale sia che è completamente pessimista. Mentre molti lettori hanno trovato la sua atmosfera cruda ma romantica, io l’ho trovata solo cruda, ovattata e oppressiva. Carmel per me è solo l’ennesima ragazzina che si crogiola romanticamente nella sua malinconia. Quando ero come lei, da adolescente, avrei potuto adorare questo libro d’atmosfera, ma adesso mi serve di più.

Non sto negando i problemi di Carmel. Vive in un luogo tetro, senza opportunità, con un passato di abusi familiari e pochi soldi. Intorno a lei solo strani personaggi che sanno di fallimento o persone che cercano di approfittarsi di lei. E’ solo che il narratore (la stessa Carmel) non approfondisce i suoi problemi, semplicemente ci mostra una serie di scene dove lavora, o è in giro con gli amici. Scene che non sono collegate, e in cui non sembra esserci alcun significato. C’è solo questa pervasiva atmosfera di tristezza, o nostalgia. Capisco che Carmel sia insoddisfatta della sua vita, ma odio la sua inerzia, condivisa da tutti gli altri personaggi. Si limita a continuare a fare le stesse cose senza significato e senza scopo e ad arrabbiarsi se qualcuno glielo fa notare. Ma anche quando è arrabbiata o preoccupata, non fa nulla, non c’è una vera reazione.

La scrittura, con l’eccezione di qualche deriva poetica, è molto asciutta e non mi trasmette molto. Mentre leggevo mi sentivo estraniata e non riuscito a mettermi in contatto con Carmel o con qualcuno degli altri personaggi. Peggio ancora, sono sicura che ci sono personaggi ricorrenti nel romanzo ma sono così anonimi che non sono mai riuscita a distinguerli.

Un altro problema è l’assenza della trama. Io adoro le trame. Penso che riuscirei a fare senza se il romanzo fosse davvero buono, ma ne preferisco comunque una. In Carmel la protagonista continua a fare sempre le stesse cose, solo in modo leggermente diverso, o con persone diverse, ancora e ancora, come un disco rotto. Non c’è nessun cambiamento dall’inizio alla fine del romanzo. Non c’è nessuno scopo, niente sogni spezzati, niente ambizioni non realizzate. Ci sono solo drink, drink economici e drink gratis (la gente a Manchester sembra bere molto, ma d’altronde è vero che questo è un libro ambientato nei bar). Se l’assenza di trama è inquietante, devo ammettere che quando finalmente alcuni eventi hanno luogo, sono ancora più inquietanti e senza senso: l’incontro con l’ex ragazzo Tony il giorno del compleanno di Carmel, per esempio, oppure quando rintraccia l’ex cantante Steven a Macclesfield. Io davvero non ho colto.

In breve, se amate i romanzi atmosferici senza trama ma romanticamente ambientati in una città inzuppata di pioggia e di malinconia, questo potrebbe proprio fare per voi. Al contrario, se preferite approfondimento psicologico all’interno di una storia con svolte improvvise ma significative, senza parlare poi di un vero e proprio finale, statevene lontani!

Votazione: 2/5

English version:

Carmel McKisco is a barmaid living alone in a flat in Manchester. When she does not work, she spends her time drinking in bars or with friends. It was impossible for me to like this book. I think the main problem is that it is completely pessimistic. While many readers find its atmosphere gritty but romantic, I just find it gritty, muffled and oppressive. Carmel to me is just another young girl romantically reveling in her own gloom. When I was just the same, in my adolescence, I could have loved this atmospheric novel, but now I do need more.

I’m not denying Carmel’s problems. She’s living in a very cheerless place, with no opportunity, with a past of family abuse, with little money. All around her weird people smelling of failure or trying to take advantage of her. It’s just that the narrator (Carmel hersel) does not delve in her problems, she just presents us with a series of scenes where she’s at work, or hanging out with friends. The scenes are not connected, and there seems to be no meaning at all. There’s only this pervasive feeling of sadness, or homesickess. I understand Carmel is dissatisfied with her life, but I hate her inertia, shared by all other characters. She just keeps on doing meaningless things without purpose and getting angry if someone tries to point it out. But even when she’s angry or worried, she does nothing, there’s no real reaction.

The writing, with the exception of a few poetic drifts, is really dry and does not convey much to me. While reading I felt estranged and was not able to make contact with Carmel or any of the other characters. The worst is I am quite sure there are recurrent characters in the novel but they are so undistinguished I was never able to tell one from the other.

Another problem is the absence of plot. I love plots. I guess I could make without if the novel was really good but I prefer to have one just the same. In Cold Water Carmel keeps on doing the same things, only slightly different, or with different people, over and over, as in a loop. There is no change from the beginning to end of the novel. There is no purpose, no broken dreams, no unfulfilled ambitions. There are only drinks, cheap drinks or free drinks (people in Manchester seem to drink a lot, but then it’s true it’s a novel set mainly in bars). If the absence of plot is quite disturbing, I must admit that there are some events taking place (at last!) that are even more disturbing and meaningless to me: the meeting with ex boyfriend Tony on the day of Carmel’s birthday, for instance. Or when Carmel tracks down ex singer Steven in Macclesfield. I simply don’t get it.

In short, if you like atmospheric novels with no plot but set in a romantically rain and melancholy-drenched city, this could be just for you. On the contrary, if you prefer psychological depth, storylines and sudden but meaningful twist, not to mention a proper ending, just stay away!

Rating: 2/5

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§ 3 risposte a Recensioe 032 – Carmel

  • Girasonia76 ha detto:

    Le tue recensioni mi piacciono e mi ispirano sempre… questa ovviamente mi ha ispirata in negativo! ^_^

  • Roberta ha detto:

    Eh eh grazie! per fortuna che non incontro spesso libri così brutti (per me ovvio) ma c'è da dire che trovo più facile recensire i libri che non mi sono piaciuti… sarà che durante la lettura mi annoio e faccio l'elenco dei difetti? 😉

  • Girasonia76 ha detto:

    i più facili da recensire sono o quelli bellissimissimi stupendi tanto dda farti mancare le parole perciò ne spendi tantissime per riuscire a spiegare la perfezione, o le delusioni, perchè – soprattutto per me – quando un libro mi ha annoiata, non mi è piaciuot, mi ha fatta arrabbiare, è una soddisfazione poterlo distruggere con le mie parole!

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