Recensione 033 – Il castello d’Otranto

marzo 6, 2011 § 3 commenti

Autore: Horace Walpole
Titolo: Il castello di Otranto
(Tit. Or.: The Castle of Otranto)
Edizione: BUR, 2001
(Ed. Or.: 1765)
Pag.: 168
Traduzione: Oreste Del Buono
ISBN: 88-17-15092-4
Il castello di Otranto è considerato il primo romanzo gotico mai scritto, e questo spiega la sua fama. Il principe Manfredo è riuscito ad organizzare il matrimonio tra il suo unico – e malato – figlio con la principessa di Vicenza, l’erede dell’unica famiglia che protrebbe rivendicare dei diritti sul suo principato. Ma il giorno del matrimonio suo figlio viene misteriosamente ucciso così Manfredo per salvare il suo casato da un’antica profezia ripudia la moglie per sposare la giovane Isabella (la promessa sposa del figlio). Lei rifiuta e scappa dal castello utilizzando un passaggio segreto che porta a un vicino monastero. Ben presto Manfredo scopre la sua fuga e si adira. Nel frattempo ha imprigionato un contadino straniero per l’omicidio del figlio tramite magia, e deve vedersela con degli emissari che giungono da parte del padre di Isabelle, creduto morto in Terra Santa.
Devo ammettere che quando, nelle prime pagine del romanzo, il principe muore ucciso dalla caduta di un misterioso elmo gigante, nel giorno delle sue nozze (terminando la linea maschile del padre il principe Manfredo) sono rimasta scioccata. Se poi considerate che non solo la presenza di un elmo gigante non viene spiegata, ma la trama diventa sempre più ridicola man mano che le pagine aumentano (per fortuna il libro è breve) potete capire perchè il classico di questo mese è stata una grandissima delusione. So bene che questi classici vanno considerati nel loro contesto ma lo stesso, se questo è il gotico, ora capisco perchè Jane Austen ne aveva una così bassa opinione.
Un romanzo zeppo di svolte infantili, con l’improvvisa rivelazione di identità segrete, storie d’amore intricate e impossibili, persone sull’orlo della morte che recuperano la salute nel giro di una notte, padri che si riuniscono con i figli dopo un’assenza di anni, fantasmi, elmi giganti e gambe giganti, passaggi segreti, cattivi auspici, profezie criptiche. Be’, sembra interessante, ma non lo è. E’ davvero noioso: lo stile di scrittura è piatto e la trama illogica. I personaggi sono privi di vita e i dialoghi sono elaboratamente e melodrammaticamente assurdi. Le apparizioni sovrannaturali sono senza senso e non vengono spiegate nemmeno nel finale, che fra parentesi – ma neanche tanto – è il peggiore mai visto nella storia della letteratura.
Per concludere: a meno che non vi piaccia soffrire, o non abbiate un vero amore per il trash, statevene lontani.
Voto: 2/5 (Non lo stronco completamente per il suo valore storico)
The Castle of Otranto is considered to be the first gothic novel ever written, and this can explain its fame. Prince Manfred has managed to organize the marriage of his only, sick son to the Princess of Vicenza, who is heiress to the only family line that could claim some rights over his Princedom. But on the day of the marriage his son is mysteriously killed so Manfred in order to save his lineage from an old prophecy repudiates his wife and decides to marry young Isabelle instead (his son’s fiancée). She refuses and leaves the castle using a secret passage leading to a close monastery. Soon Manfred discovers her disappearance and gets crossed. In the meanwhile, he has imprisoned a foreign peasant for the killing of his son by means of magic, and has to cope with emissaries from of Isabelle’s father, assumed to have died years before in Holy Land.
I must admit that when in the first few pages of the novel a prince is killed by the fall of a mysterious giant helmet on the day of his wedding (thus ending his father Prince Manfred’s male line), I was completely bewildered. If you then consider that not only the presence of a giant helmet is not explained, but also the plot becomes more and more ridiculous as the pages go on (luckily the book is short) you can understand why the classic of this month was an utter delusion for me. I know these classics have to be put into context, but still if this is gothic I now understand why Jane Austen had such a low opinion of it.
A novel full of childish twists, with people’s secret identities suddenly revealed, intricate and impossible romances, people on the verge of death recovering within the space of a night, fathers reuniting with sons after years of absence, ghosts, giant helmets and giant legs, secret passages, bad omens, cryptic prophecies. Well, it sounds interesting but it is not. It is really boring: the writing style is flat and the plot is illogical. The characters are lifeless and dialogues are elaborately and melodramatically absurd. The supernatural appearances are nonsensical and unexplained even during the worst ever ending in the history of literature.
In short: unless you like to suffer, or you have a real love for trash, keep far from this.
Rating: 2/5 (not a total failure only because of its historical worth)
Annunci

§ 3 risposte a Recensione 033 – Il castello d’Otranto

  • Girasonia76 ha detto:

    No, il castello di Otranto no!!! non l'ho ancora letto ma speravo tanto che fosse un romanzo degno! uffi. ora finisce che sarà scavalcato da tanti altri…

  • Roberta ha detto:

    Guarda io sono rimasta proprio basita. Di classici ne ho letti tanti e sinceramente penso ormai di affrontarli con la giusta elasticità mentale. Comunque ho visto che la maggioranza delle persone lo apprezza molto per cui c'è ancora speranza! 😉

  • Girasonia76 ha detto:

    quando il libro riuscirà a scartare gli altri in attesa e a farsi leggere da me, verrò a riferirti el mie impressioni 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Recensione 033 – Il castello d’Otranto su a bright shining lie.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: