Recensione 035 – Il fanciullo d’oro

marzo 9, 2011 § Lascia un commento

Autore: Penelope Fitzgerald
Titolo: Il fanciullo d’oro
(Tit. Or.: The Golden Child)
Edizione: Sellerio per Panorama, 2003
(Ed. Or.: Scribner, 1977)
Pag.: 222
Traduzione: Masolino D’Amico
ISBN: NO

Penelope Fitzgerald cominciò a pubblicare all’età di cinquattotto anni, con una biografia. Poi pubblicò Il fanciullo d’oro, un murder mystery originariamente scritto per divertire il marito malato, e molti altri romanzi che non vedo l’ora di leggere. L’arrivo di una mummia africana presso un museo di Londra mette tutti in subbuglio. L’intero paese è così entusiasta all’idea di vederla da fare la fila una volta al giorno e perfino due il giorno di chiusura. Personalità eminenti arrivano da tutto il mondo per vedere la mostra che è il risultato di molti complicati rapporti diplomatici.

Il direttore del museo è disgustato dall’invasione del museo da parte del pubblico e da tutte le misure di sicurezza aggiuntive che sono necessarie. L’unica persona che si rifiuta di vedere il fanciullo d’oro è Sir William, il suo stesso scopritore. In ogni modo Sir William è sempre il benvenuto al museo, in quanto oltre ad essere molto vecchio e ricco ha anche promesso un grande lascito al direttore del museo in quanto curatore.

A un certo punto all’improvviso un esperto straniero dichiara la mummia e tutte le altre reliquie false. E la sola cosa che il direttore riesce a pensare è di mandare uno dei dipendenti meno importanti del museo, Waring Smith, in Russa ad ottenere un’autenticazione da un espero, ma il viaggio è un incubo senza senso, e quando Waring torna in Inghilterra i servizi segreti sono molto interessati a lui. Quando finalmente riesce a liberarsene e a tornare al museo, scopre che hanno trovato un cadavere in biblioteca.

L’ambientazione fa chiaramente riferimento alla mania per Tutankhamon che era in pieno svolgimento all’epoca della stesura del romanzo, che inoltre si beffa grandemente della politica dei musei e di moltre altre cose direi. Mentre il giallo non mi ha interessato molto, ho trovato molto coinvolgente le relazioni umane descritte dall’autrice. Il personaggio principale è Waring Smith, un uomo che pensa solo al suo mutuo e alla sua fidanzata, ma che presto è costretto a deviare i suoi pensieri verso le molte sconcertanti cose che gli stanno succedendo all’improvviso. Ho trovato il viaggio in Russia particolarmente stupefacente. Penso che questo sia stato il secondo difetto del romanzo (il primo è la debolezza della trama gialla): la storia passa da comica a farsesca, e la farsa non è proprio il mio genere.

In breve, Il fanciullo d’oro è un romanzo ben scritto e divertente. In parte giallo, in parte commedia, in parte farsa, è molto piacevole e arguto e più ci penso, più mi piace. Sicuramente leggerò dell’altro di Penelope Fitzgerald.

Giudizio: 3/5

English Version:


Penelope Fitzgerald began publishing at the age of 58, with a biography. Then she published The Golden Child, a murder mystery originally written to entertain her sick husband, and many other novels I am eager to read. The arrival of an African mummy to a London museum throw everyone into turmoil. The whole country is so eager to see it on display that there are people making the queue once a day, even twice on the closing day. Distinguished personalities are coming from all around the world to see the exhibition which is the result of many complicated diplomatic relationships.


The museum director becomes disgusted with the invasion of the museum from the public and with all the additional safety measures required. The only person refusing to have a look at the Golden Child is Sir William, its very discoverer. Anyway Sir William is a welcome guest in the museum since he is very old and rich and will leave all his money to the musem’s director as administrator. 


Then all of a sudden a foreign expert declares the relics to be fake. And the only thing the director can conceive is to send one of the less important employees of the museum, Waring Smith, to Russia to have an authentication by an expert, but the journey is a nonsensical nightmare and when Waring is back the intelligence is very interested in him and when he is finally free to go back to the museum he discovers a corpse was found in the library.


This setting clearly refers to the Tutankhamon mania that was in full swing at the time of writing of the novel, that moreover makes fun of museum politics and on many other things I would say. While the mystery was just not that interesting to me, I found the human relationships portrayed in the novel very absorbing. The main character is Waring Smith, a man always thinking about his loan and his fiancée. Very soon, however, he is forced to divert his thought to the many disconcerting things happening to him all of a sudden. The trip to Russia I found particularly bewildering. I think there was the second flaw in the novel (the weakness of the mystery plot being the first one): the story changes from comic to farcical and farce is not really my genre.


In short, The Golden Child is a well written and funny novel. Part mystery, part comedy and part mockery, it is very enoyable and witty and the more I think about it, the more I like it. I will certainly read more by Penelope Fitzgerald.


Rating: 3/5

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