Recensione 048 – Il colosso di New York

aprile 1, 2011 § Lascia un commento

Autore: Colson Whitehead
Titolo: Il colosso di New York
(Tit. Or.: The Colossus of New York)
Edizione: Mondadori, 2004
Pag.: 150
Traduzione: K. Bagnoli
ISBN: 8804524669

“Cuoci a fuoco lento l’idea di metropoli fino a quando non è ridotta a pochi isolati, aggiungi una spruzzata di ipocondria e un cucchiaio di sofferenza. Insaporisci con superbia a piacimento. Servire in dosi abbondanti. Qualche tempo fa le mani hanno smesso di essere necessarie, per farla funzionare, da qualche tempo la città gira per pura forza di volontà, ma effettuare la manutenzione li fa dormire tutti un po’ di più, la notte. Veterani in equilibrio su scale malferme smontano i cartelloni defunti. Sostituire, sostituire. Li disprezzi perchè richiamano l’attenzione sulla tua irrilevanza. Rendi testimonianza alla varietà di obsolescenze. A teatro oggi le offrono di interpretare le madri delle ingenue che interpretava una volta. Parte il coro: quella è come-si-chiama che passa con gli occhiali da sole. E’ la prima volta che ci viene da un anno e, guardandosi in giro, ripensa al giorno in cui si è reso conto che suo figlio era un uomo migliore di lui. Aspetta il tuo turno, c’è abbastanza amarezza per tutti. Devia l’energia che si accumula in questo luogo per potenziare il tuo subconscio. Probabilmente ne uscirebbe uguale.” “Times Square”

Questo non è un romanzo, ma un saggio su New York. E’ diviso in capitoli, ognuno su un posto o una caratteristica particolare. Questa citazione viene dall’inizio della sezione dedicata a “Times Square”. Ho trovato il libro sia pretenzioso (lo stile è un flusso di coscienza semi poetico che però non riesce a comunicare molto al lettore – a me, almeno) e pessimistico. E’ vero che non amo i saggi ma pensavo questo fosse sull’amore per New York, non su Central Park e i cadaveri di scoiattoli con la rabbia o Times Square e l’amarezza della vita. Ho assegnato due stelle solo perchè il primo capitolo è davvero bellino.

Giudizio: 2/5

This is not a novel, but a non-fiction book about New York. It is divided into chapters, each talking of a particular place or characteristic. This quotation comes from the beginning of the “Times Square” section (I am sorry I was not able to found in English). I found the book both ostentatious (the style is a poetry-like stream of consciousness but it does not convey much to the reader – to me, at least) and pessimistic. It is true I don’t like non fiction very much, but this one I thought was about loving New York, not writing on Central Park and rabid squirrel corpses, or on Times Square and life bitterness. I gave it two stars only because the first chapter is charming.


Rating: 2/5

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