Recensione 049 – La casa maledetta

aprile 2, 2011 § Lascia un commento

Autore: John Saul
Titolo: La casa maledetta
(Tit. Or.: Black Creek Crossing)
Edizione: Mondolibri, 2007
Pag.: 393
Traduzione: Federica Aceto
ISBN: non presente

La casa maledetta è il classico romanzo horror del genere “casa infestata”. Quando la famiglia Sullivan ha l’opportunità di trasferirsi e di ricominciare da capo, la prende al volo. Angel Sullivan è sempre stata una outsider sia a scuola che a casa propria: a scuola i suoi compagni la prendono crudelmente in giro e a casa il padre ubriacone urla sia con lei che con la madre (fedele devota), perdendo un lavoro dopo l’altro. Dopo il trasferimento a Roundtree Massachusetts, Angel capisce che sarà sempre un’emarginata ma questa volta è in buona compagnia: Seth Baker, ugualmente emarginato e con un padre che lo maltratta.

Al di là dellè difficoltà sociali, il problema per i Sullivan è proprio la loro casa: non solo qualche anno prima il precedente proprietario ha massacrato la sua stessa moglie e figlia, ma sembra anche che nel passato la casa sia stata abitata da due donne uccise per stregoneria e che l’abbiano infestata da allora. Quando Angel e Seth scoprono un vecchio libro nella casa e un vecchio capanno vicino al torrente, iniziano a pensare che ci sia una via d’uscita dal loro martirio sociale (con i loro compagni di scuola sempre più violenti) e che forse è arrivato il momento della vendetta.

Con una trama semplice e senza sorprese e un finale imbarazzante (poteva essere decisamente meglio), La casa maledetta è evitabile ma comunque una lettura piacevole. Dimenticatevi di Stephen King, siamo più al livello di Dean Koontz (anzi più bassi direi) ma questo è comunque un page-turner e una buona compagnia per un paio d’ore passate sul divano (lo so che sembra lungo, ma in realtà è una lettura veloce e anche che dà dipendenza). La migliore recensione su Amazon comunque è intitolata: “This story was much better when Stephen King wrote it and called it “Carrie”” (ovvero: questa storia era molto meglio quando la scrisse Stephen King e la intitolò “Carrie”). Una cosa che ho notato: a parte il bullismo nei confronti dei due protagonisti che secondo me non è credibile (Angel viene maltrattata perchè non è magra e carina e Seth perchè odia lo sport e ama la fotografia?), sono rimasta colpita dal fatto che in questo romanzo tutti i personaggi sono davvero cattivi e odiosi: gli adulti maltrattano i figli o sono semplicemente tardi o disinteressati (inclusi i preti con la sola possibile esclusione di padre Alex) e gli adolescenti non sono da meno. Mi rendo conto che questo romanzo non è un granchè, ma è un buon divertimento!

Giudizio: 3/5

Black Creek Crossing is a classic “haunted house” horror novel. When the Sullivans have the chance to move and begin anew their life, they eagerly take it. Angel Sullivan has always been the outsider in her school and in her own home: at school her schoolmates cruelly mock her and at home her drunkard father yell at her and at her Christian mother while losing one job afther another. After moving to Roundtree, MA, Angel finds she is always going to be the outcast, but this time she has company: Seth Baker, who is equally outcast and has an abusing father.


Apart from social awkwardness, the problem for the Sullivans is their new house: not only some years before its previous owner slaughtered his own wife and daughter, but it seems that in the past the house was inhabited by two women who got killed for witchcraft and had been haunting it since then. When Angel and Seth discover an old spells book in the house and an old hut by the creek, they begin to think there is a way out of their social martyrdom (their schoolmates becoming more and more violent) and that maybe it is time for payback.


With a plain and no-suprise plot with and awkward ending (it could have been better), Black Creek Crossing is avoidable but still a nice reading. Forget about Stephen King, this is more like Dean Koontz (but on a lower level), but it is a page-turner and good company for a couple of hours on your couch (I know it seems long but it is a quick read and quite addictive too). The best review I read on Amazon, though, was called “This story was much better when Stephen King wrote it and called it “Carrie””! A thing I noticed: apart from the bullying itself which was not believable (Angel is bullied because she is not thin and pretty, Seth is bullied because he hates sports and like photography?), I was struck by the fact that almost all Saul’s characters are evil and hateful: all adults are abusive or simply dull-witted or disinterested (priests included with the only possible exception of Father Mike) and teenagers are not better. I know this novel is not a good one, but it is good entertainment nonetheless!


Rating: 3/5

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