Recensione 050 – Una inglese a Firenze

aprile 6, 2011 § Lascia un commento

Autore: William Somerset Maugham
Titolo: Una inglese a Firenze
(Tit. Or.: Up at the Villa)
Edizione: Longanesi, 1966
Traduzione: Jole Giannini
Pag.: 166
ISBN: non presente

Mary è una giovane e bellissima vedova. Suo marito è morto da un anno, dopo alcuni infelici anni di matrimonio passati bevendo, giocando d’azzardo e tradendo, il tutto alle spese dell’amorevole e premurosa moglie. Quando alcuni amici le offrono di passare del tempo nella loro villa giusto fuori Firenze, Mary accetta con entusiasmo. Qui passa il suo tempo quasi sempre da sola, riprendendosi dal suo terribile matrimonio. Anche se un nuovo matrimonio è l’ultimo dei suoi pensieri, Mary riceve in breve tempo due proposte molto diverse: una da sir Edward Swift, un amico di famiglia e diplomatico, molto più vecchio di lei. L’altra è di Rowley Flint, un noto donnaiolo. Mary è piuttosto indifferente a entrambi, ma mentre Rowley viene velocemente rifiutato, chiede a Edward alcuni giorni per poter riflettere. Edward accetta ma nel frattempo un tragico avvenimento e le sue conseguenze cambiano la vita di Mary per sempre.
Un romanzo molto breve con una trama semplice e non sviluppata e con troppa poca caratterizzazione, Una inglese a Firenze è comunque un libro gradevole, grazie soprattutto al suo stile di scrittura, elegante e conciso (ho letto una vecchia traduzione italiana per cui non sto parlando del testo originale). Il romanzo è ambientato a Firenze ed è un bel dispiacere la mancanza di descrizioni e di interazione con gli abitanti del luogo. Sembra che Firenze abbia rappresentato solo un luogo esotico come un altro solo per rendere più comprensibile l’inaspettato comportamento della protagonista.
Poichè il romanzo è così breve l’unico personaggio che ho percepito come reale è stato Mary, e non mi è piaciuta. Il marito le lascia pochi soldi, ma abbastanza da poter vivere senza lavorare, seppur grazie a una rigida economia. Quando Edward si dichiara, non è sicura di lui (sicuramente non ne è innamorata) ma poichè è gentile, innamorato di lei, e presto sarà anche Governatore del Bengala, accetta di prenderlo in considerazione. Poi però Mary incontra Karl Richter, un rifugiato austriaco. Questo è il personaggio più interessante del romanzo (ricordo che nel 1938, mentre avvengono questi fatti, Hitler aveva appena annesso l’Austria alla Germania e siamo vicini allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale), ma viene trattato solo come un espediente per aggiungere una svolta tragica alla storia e forzare gli avvenimenti. Mary non cambia in seguito al loro incontro, l’unico effetto è il cambiamento nei suoi piani matrimoniali. Che tristezza!
Giudizio: 3/5
Mary is a young and stunningly beautiful widow. Her husband died one year before, after some miserable years spent drinking cheating and gambling at the expense of his loving and caring wife. When Mary is offered to stay at a house just outside Florence by some friends of hers, she eagerly accepts. Here she spends most of her time alone, recovering from her horrible marriage. Even if marriage is the last of her thoughts, Mary receives – in a very short time – two different proposal: one from sir Edward Swift, a family friend and diplomat, much older than she is. The other is from Rowley Flint, a well-know womanizer. Mary is quite indifferent to both, but while Flint is quickly refused, she asks Edward some days to think about it. Edward accepts but in the meanwhile a tragic event takes place and its aftermath changes Mary’s life forever.
A short novel with a simple, undeveloped plot and not enough characterisation, Up at the Villa is still an enjoyable book, mainly because of its writing style – elegant and concise. (I read an old Italian translation, so I am not talking about the original text). The novel is set in Florence and it is quite a disappointment the lack of descriptions and interaction with the locals. It seems Florence just served as an exotic location where it is more understable to have the main character behaving in an unpredictable way.
Since the novel is so short, I feel the only real character to me was Mary, and I did not like her. She is left by her husband with little money, but enough to make a living out of it, even if by rigid economy. When Edward proposes, she is not sure about him but since he is kind and loves her and he is going to be Governor of Bengala in a few days, she accepts to consider its proposal. Then, however, Mary meets Karl Richter, an Austrian refugee. He is the most interesting character of the novel (in 1938 whent he events take place Austria was annexed to Germany by Hitler) but he seems to be just a way to add a tragic twist to the plot. Mary is not changed by their encounter and the only effect is a change in her wedding plans. How sad!

Rating: 3/5
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