Recensione 089 – Dead and Gone #9

giugno 30, 2011 § 2 commenti

Autore: Charlaine Harris
Titolo: Dead and Gone
Serie: Southern Vampire Mysteryes #9
Edizione: Ace, 2009
Pag.: 312
ISBN: 9780441017157

Dead and Gone (Morto e spacciato in italiano) è il nono libro della serie Southern Vampire Mysteries di Charlaine Harris. Proprio quando ho cominciato a pensare che in fin dei conti il fascino di Sookie sta cominciando a sbiadire, c’è stata una svolta che mi ha tolto il fiato! Sono davvero curiosa di vedere come la nostra eroina reagisce a tutti gli eventi di questo romanzo.

In Dead and Gone i mannari si rivelano – finalmente – al mondo umano. Anche se all’inizio sembra che tutto vada bene, ben presto si capisce che la reazione umana avrebbe potuto essere migliore. In questo romanzo Sookie affronta molte minacce: due agenti dell’FBI che vogliono interrogarla a proposito del recupero vittime al Summit dei Vampiri; i nemici del bisnonno fatato che le danno la caccia; alcuni membri della Confraternita del Sole che cominciano davvero a pensare che lei sia troppo legata al mondo soprannaturale; il nuovo Re della Louisiana che la vuole al suo fianco in Nevada ed Eric che, per impedire ciò, la lega a sè con una specie di rituale matrimoniale vampirico.

Come ho detto prima, all’inizio del romanzo pensavo che forse Charlaine non ha più nessun mezzo possibile per mantenere interessante questa serie. Non mi ci è voluto molto a capire che non è affatto così, e spero questo si riveli vero anche per il prossimo romanzo.

Giudizio: 4/5

Dead and Gone is the ninth book in Southern Vampire Mysteries series by Charlaine Harris. Just when you think Sookie’s charm has finally faded, there is twist that leaves you breathless! I am really eager to see how our little Southerner reacts to all this book’s events.

In Dead and Gone we witness – at last! – the revelation of weres to the human world. While at first everything seems to go quite well, after a while it is clear that the human reaction could have been better. In this novel Sookie must face many different threats: a couple of FBI agents come to Bontemps to question her about her role in the rescuing of victims at the Vampire Summit; her great-grandfather’s enemies are looking for her; some FotS members sees her as way too much involved in the supernatural world; the new King of Louisiana wants her by his side in Nevada and Eric, in order to prevent this, binds her to himself in a sort of vampiric marriage.

As I said before, at the beginning of the novel I thought that maybe Charlaine has no other possible way to keep this series interesting. It didn’t take me much time to realize this is far from true, and I only hope this will be true for the next installments too.

Rating: 4/5

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Recensione 088 – Il canapé rosso

giugno 28, 2011 § Lascia un commento

Autore: Michèle Lesbre
Titolo: Il canapé rosso
(Titolo originale: Le canapé rouge)
Traduzione: Roberta Ferrara
Edizione: Sellerio, 2009
Pag.: 133
ISBN: 88-389-2352-3


Poichè è da un po’ che Anne non riceve lettere dal suo amico Gyl (ex amante e compagno politico) decide di mettersi in viaggio per la Siberia, dove lui ha deciso di vivere da tempo. Nel lungo viaggio Gyl riflette sul suo passato, sulla sua vita e sulle sue scelte, ma soprattutto pensa a Clémence, una vecchia e malata signora che vive nel suo palazzo e con la quale passa molto tempo, leggendo e parlando di eroine della letteratura e non solo:

Non correvo dietro a un vecchio amore, ma era come se quell’amore avesse rappresentato tutti gli altri, come se li avesse contenuti tutti in un’unica storia che mi somigliava, una e insieme plurale. La vecchia signora sembrava seguirmi  in quel treno, pensavo spesso a lei. Stavamo andando, ognuna a suo modo, verso il momento della vita in cui era cominciato tutto.

Quando arriva nel paesino dove Gyl vive, Anne scopre che lui è via per due settimane, con la moglie incinta di cui lei non sapeva nulla. La cosa non la sconvolge, più che altro sembra essere una tappa di questo viaggio che è un più un viaggio alla scoperta di sè stessa che per trovare un amico. Tornando a casa mi sembra che Anne decida di staccarsi dal suo passato, di emergere da una situazione di stasi senza per questo rinnegare ciò che è stato e che – anzi – le è molto caro e prezioso.

Tutto sommato un libro-fumo. Uno di quei libri che pensi amerai, pensi di dover amare, pensi che riuscirai ad amare, e che invece alla fine non riesci ad aggrappare, a capire. Bello se si rinuncia a dare un senso e ci si lascia cullare dal ritmo della scrittura come dalle rotaie durante un lungo viaggio in treno.

Giudizio: 3/5

Recensione 087 – Baci da Malibu

giugno 24, 2011 § Lascia un commento

Autore: Marian Keyes
Titolo: Baci da Malibu
(Titolo originale: Angels)
Traduzione: A. Petrelli
Serie: Walsh Family, #3
Edizione: Sperling & Kupfer, 2006
Pag.: 408
ISBN: 9788882749897

Tre anni fa ho letto il mio primo libro di Marian Keyes, Speranze e bugie. Allora non conoscevo quest’autrice e ho letto il libro solo perchè me l’hanno prestato e aveva una copertina accattivante (al contrario di questo). Mi è piaciuto così tanto che penso di poter leggere ogni libro scritto dalla Keyes solo nella speranza di un bis. The Other Side of the Story (Nemiche del cuore) è molto buono mentre questo, Baci da Malibu, mi dispiace ma non lo è affatto.

Maggie Walsh (questo è il terzo libro della serie Walsh Family, Speranze e bugie era il quarto, per cui sto andando a ritroso!) ha appeno scoperto che il marito la tradisce. Invece di arrabbiarsi, o di tentare di riconquistarlo, fa tranquillamente i bagagli e torna a vivere dai genitori. Dopo un po’ accetta la proposta della sua amica Lily di andare a trovarla a Los Angeles.

L’autrice riesce a raccontare la vera storia di Maggie per mezzo di una serie di flashbacks (questo è il marchio di fabbrica della Keyes). Il problema è che Maggie è un personaggio molto passivo e scialbo e la trama non è molto interessante (al contrario, è abbastanza prevedibile). Una piacevole lettura da spiaggia, ma se cercate qualcosa di più penso che possiate tranquillamente evitare.

Giudizio: 3/5

Three years ago I read my first Marian Keyes novel, Anybody Out There?. Back then I didn’t know this writer and I read the book only because it was lent to me, and it had a nice cover (I read the italian edition, Speranze e bugie). I liked it so much I think I can read any novel by Keyes, just hoping for an encore. The Other Side of the Story was very good, but this one, Angels, is not, I am afraid.

Maggie Walsh (this is book #3 of Walsh Family series, Anybody Out There? is book #4, I am going in reverse!) has just discovered her husband’s infidelity. Instead of getting angry or of trying to win her husband back, she quietly packs and goes back to her family’s house. After a while she accepts her friend Lily’s invitation in Los Angeles.

The author manages to reveal the truth of Maggie’s story by means of several flashbacks (this is a Keyes trade-mark). The problem is Maggie is a very passive and dull character and the plot is not really interesting (on the contrary, it is quite predictable). A pleasant beach read, but if you are looking for something more I suggest you skip this one.

Rating: 3/5

Recensione 086 – Destiny

giugno 24, 2011 § Lascia un commento

Autore: Sally Beauman
Titolo: Destiny
(Titolo originale: Destiny)
Edizione: Sperling, 1989
Pag.: 754
ISBN: 978-88-6061-560-2


Dark Angel è molto meglio di questo: ho continuato a leggere solo perchè ero curiosa di sapere come sarebbe andata fra Edouard e Hélène, ovviamente. Ad ogni modo questa è una storia lunga e melodrammatica, con il melodramma che scaturisce da ragioni incredibili. Edouard è soggetto a decisamente troppe disgrazie, mentre Hélène continua a fare scelte incredibilmente stupide. Inoltre mi sarebbe piaciuto avere uno sfondo storico più significativo (la Beauman è brava a spiegare certi momenti storici in poche parole, ma nonostante ciò i personaggi sembrano fluttuare contro uno sfondo che non li tocca, lontano e non sentito).

Sally Beauman è una brava scrittrice e mi piace molto, ma se volete leggere qualcosa di suo saltate questo e provate con L’angelo caduto oppure Il segreto di Rebecca (il seguito di Rebecca, la prima moglie di Daphne du Maurier)

Giudizio: 3/5

Dark Angel was far better than this one: I kept reading only because I was curious about Edouard and Hélène, obviously. Anyway this is a long and melodramatic story, where melodrama is based on unbelievable reasons. Edouard undergoes way too many disgraces, while Hélène makes again and again incredibly stupid choices. I would have also liked to have a more sound historical setting (Beauman is good at explaining some historical moments in few words, but still the characters seem to float against a far and unfelt for historical background)
Sally Beauman is a good writer and I like her, but if you want to read her just check Dark Angel or Rebecca’s Tale (a sequel to Daphne du Maurier’s famous Rebecca’s Tale).

Rating: 3/5

Recensione 085 – Il ritorno

giugno 23, 2011 § 2 commenti

Autore: Diana Gabaldon
Titolo: Il ritorno
(Titolo originale: Dragonfly in Amber)
Serie: Outlander #2
Edizione: Tea, 2007
Pag.: 396
ISBN: 9788850210640

La prima volta che ho sentito parlare della serie della straniera di Diana Gabaldon, mi sono molto incuriosita: i viaggi nel tempo e una storia d’amore sono una combinazione che ha già funzionato molto bene per me (La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo). Così due anni fa ho comprato e letto il primo volume, La straniera (in originale: Outlander – nella prima edizione italiana Ovunque nel tempo). Mi è piaciuto abbastanza, ma avevo aspettative più alte.

Dopo qualche mese ho letto anche il secondo volume e comprato il terzo. Mi dispiace dire che ho trovato il secondo volume piuttosto noioso e speravo che il terzo fosse migliore. Lo speravo, fino a quando non ho realizzato che il secondo e il terzo volume in italiano sono in realtà solo la prima e la seconda parte del secondo volume in originale. Non so se si usa anche negli altri paesi, ma qui in Italia ho notato che ogni tanto le case editrici dividono i libri in due, ammesso che siano piuttosto grossi e che facciano parte di una serie (eh sì, il riferimento implicito è alla serie di George R. R. Martin).

Per cui ho semplicemente letto un’unico romanzo, diviso in due tranche. E la recente lettura de Il ritorno (parte seconda di Dragonly in Amber) è stata buona ma ancora non eccezionale. Penso che uno dei problemi sia che una buona idea può funzionare in un romanzo di duecento, trecento pagine, ma quando la tiri per adattarla a una serie (non finita ancora) di sei volumi da mille pagine l’uno, è difficile tenere i lettori all’erta. Questo è il motivo, credo, per cui Dragonfly in Amber finisce con un colpo di scena terribile. Sfortunatamente, anche se normalmente mi sento quasi costretta a completare le serie, non credo continuerò con questa. Ho già messo nella pila di libri da regalare alla biblioteca i due della Gabaldon ancora da leggere che avevo già accantonato (parte uno e due in italiano di Drums of Autumn).

Giudizio: 4/5 (eppure…)

When I first heard about Diana Gabaldon’s series Outlander, I was very curious about it: time travel and a love story already proved to be a good combination for me (The Time Traveler’s Wife). So two years ago I read the first volume, Oulander (in italian published with the title Ovunque nel tempo and then La straniera). I found it quite good, but I had higher expectations.

After a few months I read the second volume and bought the third. I am sorry to say the second volume was quite boring and I hoped the third one was better. Until I realized that the second and third volume in Italian are nothing more than the first and second part of the second original volume. I don’t know if this is usual in other countries, but here in Italy sometimes publishing houses divides books in two when they are quite big and – obviously – belonging to a series.

That is why I have been simply reading the same novel, only in two tranches. And the recent reading of Il ritorno (part two of Dragonfly in Amber) was good but as always not special. I think one of the problems is that a good idea can work in a 200/300 pages novel, but when you stretch it to six 1000-pages-long books (and the series is not finished yet), it is quite difficult to keep readers alert. This is the reason why, I think, Dragonfly in Amber ends with a real cliffhanger. Unfortunately, even if I usually feel compelled to complete series, I don’t think I am going on with this one. I have already put the two unread Gabaldon books I already own (part one and part two of Drums of Autumn) in my stack of books to be donated to the library.

Rating: 4/5 (and yet…)

Recensione 084 – The Wonder Spot

giugno 23, 2011 § Lascia un commento

Autore: Melissa Bank
Titolo: The Wonder Spot
(Titolo italiano: L’amore per caso)
Edizione: Penguin, 2006 (ristampa)
(Edizione italiana: Frassinelli, 2005)
Pag.: 336
ISBN: 9780143037217

Ero curiosa di leggere Manuale di caccia e pesca per ragazze ma ho trovato prima questo. The Wonder Spot (L’amore per caso in italiano) è la storia di Sophie Applebaum, una ragazza ebrea non praticante, di famiglia borghese, che viene dalla Pennsylvania. Questa è più una raccolta di racconti che un romanzo vero e proprie, la cronaca di questa ragazza dall’infanzia all’età adulta. La scuola, il lavoro, l’amore, la famiglia.

Devo ammettere che all’inizio ho trovato il romanzo un po’ noioso. Poi però la storia mi ha catturato. La vita di Sophie non è niente di speciale, così come la maggior parte delle vite. Il suo problema principale però sembra essere la sua mancanza di entusiasmo e la sua mancanza di conoscenza di sè. Due esempi:

Walking down Fifth Avenue, I couldn’t work up any excitement about being in New York. It was hard to feel that anything was possible in a dress and sneakers. In a dress and sneakers, I was just me, pretending to be on a date while my boyfriend was having dinner with an ex-girlfriend. In a dress and sneakers, I was just me, killing time before going back to my grandmother’s.

E il passaggio più divertente del libro (per me, almeno):

It reminded me of how I’d felt applying to college. Night after night, I sat with my father in his study while he read aloud from Baron’s. He’d read the name of the college, the number of men and the number of women, and a description in guidebook prose; then he’d say, ‘How does that sound?’ and I’d think, Sounds just like the last one.
It took me a few nights to realize that my father was reading only the colleges that I had some chance of getting into – not Brown but Bowling Green; not Wesleyan but Ohio Wesleyan; not Williams or Smith, but William Smith. Until that moment, it hadn’t occurred to me that my grades and test scores over the years were anything more than individual humiliations; I hadn’t realized that one day all of them would add up and count against me.

Sophie è sempre fuori posto, fondamentalmente perchè non riconosce i modelli di comportamento della vita, e non sa quello che vuole. La maggior parte delle volte sembra che si comporti come lei pensa gli altri vorrebbero (il padre, gli amici, i ragazzi). Un commentatore su Goodreads si è lamentato dell’inutilità di questa esistenza, e sono abbastanza d’accordo, anche se il libro mi è piaciuto, per lo più. In ogni caso sono curiosa di leggere l’altro romanzo della Banks.

Giudizio: 3/5
I was eager to read The Girls’ Guide to Hunting and Fishing but I found this one before. The Wonder Spot is the story of Sophie Abblebaum, a non-practising Jewish girl from a suburban family from Pennsylvania. This is quite a short stories collection, the chronicles of this girl from childhood to adulthood. The school, her jobs, her lover, her family.

I must admit at first I found the novel a little bit boring. Then I was seized by the story. Sophie’s life is nothing special, just as most lives are. Her main problem, though, seems to be her lack of eagerness and her lack of self-knowledge. Two examples:

Walking down Fifth Avenue, I couldn’t work up any excitement about being in New York. It was hard to feel that anything was possible in a dress and sneakers. In a dress and sneakers, I was just me, pretending to be on a date while my boyfriend was having dinner with an ex-girlfriend. In a dress and sneakers, I was just me, killing time before going back to my grandmother’s.

 And the most hilarious (to me) passage of the book:

It reminded me of how I’d felt applying to college. Night after night, I sat with my father in his study while he read aloud from Baron’s. He’d read the name of the college, the number of men and the number of women, and a description in guidebook prose; then he’d say, ‘How does that sound?’ and I’d think, Sounds just like the last one.
It took me a few nights to realize that my father was reading only the colleges that I had some chance of getting into – not Brown but Bowling Green; not Wesleyan but Ohio Wesleyan; not Williams or Smith, but William Smith. Until that moment, it hadn’t occurred to me that my grades and test scores over the years were anything more than individual humiliations; I hadn’t realized that one day all of them would add up and count against me.

Sophie is always out of place, basically because she does not recognize life’s patterns, and she does not know what she wants. Most times, it seems she is behaving accordingly to what she thinks other people would like to see (her father, her friends, her boyfriends). A reviewer on Goodreads complained about this life’s pointlessness, and I tend to agree, even if I have liked the book, mostly. Anyway I am eager to read Bank’s other novel.

Rating: 3/5

Recensione 083 – Miss Alabama e la casa dei sogni

giugno 22, 2011 § Lascia un commento

Autore: Fannie Flagg
Titolo: Miss Alabama e la casa dei sogni
(Titolo originale: I Still Dream About You)
Edizione: Rizzoli, 2011
Traduzione: V. Ricci
Pag.: 395
ISBN: 9788817028073

Miss Alabama e la casa dei sogni

Chiaramente questo non è bello come i precedenti della Flagg, ma l’ho amato comunque perchè c’è qualcosa nella scrittura di questa autrice che mi fa pensare a tutto ciò che c’è di bella nel mondo. Leggere un romanzo di Fannie Flagg è semplicemente incoraggiante, anche quando non è al suo meglio.

Il personaggio principale di questo romanzo è l’agente immobiliare ed ex Miss Alabama Maggie. Maggie ora ha sessanta anni e anche se ha avuto una bellissima vita, ora sente che non c’è più niente per lei per cui valga la pena di vivere. Di conseguenza, pianifica con attenzione la sua stessa morte, prendendosi cura in modo ossessivo di ogni minimo particolare. Proprio prima di uccidersi, però, succede qualcosa che richiede la sua attenzione e decide di rimandare. Questo accade ripetutamente: ogni volta che Maggie si libera del suo make up, dei suoi abiti e chiude i suoi conti bancari, c’è qualcosa che le impedisce di portare a termine il suo piano, rendendolo una farsa.

Ovviamente ci sono altri grandi protagonisti nel romanzo, c’è un’arcinemica, un sogno (molti sogni, veramente), scenette comiche, un confortevole giallo e molte riflessioni sulla bellezza della vita.
Una lettura rilassante e leggera.

Giudizio: 4/5

Obviously this is not as good as Flagg’s previous novels, but I loved it nonetheless because there is something, in Flagg’s writing, that makes me think about all things beautiful in the world. To read a Flagg novel is simply uplifting, even when she is not at her best.

The main character of this novel is estate agent and former Miss Alabama Maggie. She is now sixty and even if she has led a beautiful life, she now feels there is nothing to live for. As a result, she carefully plans her own death, obsessively taking care of every little thing. Just before killing herself, though, something happens that requires her attention and she delays. This happens repeatedly: every time Maggie gets rid of her make up, clothes and closes her bank accounts, something prevents her from following her plan, until the entire project becomes farcical.

Obviously there are many great characters in the novel, there is an arch-enemy, a dream (more than one dream really) funny incidents, a cozy mystery and many considerations on life’s beauty.
A relaxing and light read.

Rating: 4/5

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