Recensione 090 – Shopgirl

luglio 7, 2011 § Lascia un commento

Autore: Steve Martin
Titolo: Shopgirl
(Titolo italiano: Shopgirl)
Edizione: Hyperion, 2001
Pag.: 130
ISBN: 9780786885688

Shopgirl è la storia della giovane Mirabelle, che lavora al reparto guanti di un grosso negozio a Los Angeles e vive sola in un piccolo appartamento, aspettando disperatamente una telefonata dagli amici. Quando incontra il donnaiolo e milionario Ray, un uomo sulla cinquantina che vive a Seattle, pensa che la loro sia una storia d’amore. Ray invece la considera semplicemente un modo piacevole di passare il tempo finchè non incontrerà la donna giusta. Nel frattempo Mirabelle cerca di combattere la depressione e di sviluppare il suo talento artistico.

Inizialmente ho apprezzato lo stile delicato e demodè del romanzo e l’approfondimento psicologico dei personaggi, ma a un certo punto ho realizzato che questa storia non stava andando da nessuna parte. Mirabelle è davvero disperata, al punto che chiunque è meglio di nessuno. Tutti i personaggi sono ben lontani dall’essere assertivi (specialmente Mirabelle, che è perfino incapace di far capire ai suoi amici che una loro mancata telefonata o un mancato incontro la feriscono), con l’unica eccezione di una sgradevole ragazza di nome Lisa, collega di Mirabelle, la cui funzione è incomprensibile. Non ho apprezzato molto il finale, poichè mi è sembrato che la soluzione dell’autore ai problemi di Mirabelle sia di trovarle un uomo (ma la depressione è una malattia seria!), e allo stesso tempo che non ci sia nessuno sviluppo caratteriale. Inoltre ho trovato non solo improbabile ma pure imbarazzante la trasformazione di Jeremy da stupido ed egoista in una persona normale e affidabile. Una lettura interessante, ma non penso che continuerò con gli altri libri di Steve Martin.

Giudizio: 3/5


Shopgirl is the story of young Mirabelle, who works at the gloves department of a big store in Los Angeles and lives alone in a little flat, desperately waiting for phone calls from friends. When she meets Seattle-based womanizer and millionaire on his fifties called Ray, she thinks their story is a love one. Ray, on the other hand, thinks she is just a nice way to spend his time until he meets the right woman. In the meanwhile Mirabelle tries to fight back her depression and develop her artistic talent. 
At first I liked the delicate and out-of-fashion style and the psychological portrayal of the characters, but at a certain point I realized the story wasn’t going anywhere. Mirabelle is really desperate, to the point where anyone is better then no one. All the characters are far from being assertive (especially Mirabelle, who seems even unable to make her friends understand they hurt her when they fail to show up or call her after having promised to do so) with the only exception of a very unlikable girl called Lisa, a co-worker from the store, whose ultimate function in the story is unfathomable. I didn’t like very much the ending, since it seemed to me that the author’s solution to Mirabelle’s problems is to find her a man, while there is no real character development. I also found Jeremy’s transformation from a stupid self-centered jerk to a normal, reliable human being not only impossible, but also embarrassing. An interesting read, but still I don’t think I’ll read more by Steve Martin.
Rating: 3/5
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