Recensione 103 – Giorni memorabili

luglio 27, 2011 § Lascia un commento

Autore: Michael Cunningham
Titolo: Giorni memorabili
(Titolo originale: Specimen Days)
Traduzione: Ivan Cotroneo
Edizione: Bompiani, 2007 (prima edizione 2005)
Pag.: 410
ISBN: 978-88-452-5903-6

Lei disse (sebbene non parlasse con le parole): Siamo questo adesso. Eravamo stanchi e sfruttati, vivevamo in stanze minuscole, mangiavamo dolci di nascosto, ma adesso siamo raggianti e pieni di gloria. Non siamo più qualcuno. Siamo parte di qualcosa di più grande e meraviglioso di quanto i vivi possano immaginare. (129-30)

“Si guardi intorno,” disse. “Vede felicità? Vede gioia? Gli americani non sono mai stati così ricchi, la gente non è mai stata così al sicuro. Non hanno mai vissuto così a lungo, così in buona salute, mai, in tutta la loro storia. A una persona di un secolo fa, non di più, questo mondo sarebbe sembrato il paradiso. Possiamo volare. I nostri denti non marciscono. I nostri bambini non hanno un po’ di febbre un momento e poi il momento dopo sono morti. Non c’è letame nel latte. C’è latte, quanto ne vogliamo. La Chiesa non può arrostirci vivi se la pensiamo diversamente. Gli anziani non possono lapidarci perchè abbiamo commesso adulterio. I nostri raccolti non vanno a male. Possiamo mangiare pesce crudo nel deserto, se vogliamo. E ci guardi. Siamo così obesi che ci servono lotti cimiteriali più grandi. I nostri bambini di dieci anni si fanno di eroina, o uccidono bambini di otto anni, o fanno tutte e due le cose. Divorziamo più velocemente di quanto ci sposiamo. Tutto quello che mangiamo deve essere sigillato perchè, se non lo fosse, qualcuno lo avvelenerebbe, e se non trovano come metterci il veleno, ci mettono dentro degli spilli. Un decimo di noi è in galera, e non riusciamo a costruire le nuove carceri abbastanza in fretta. Bombardiamo gli altri paesi semplicemente perchè ci innervosiscono, e la gran parte di noi non solo non saprebbe trovare questi paesi su una cartina, ma non saprebbe neanche dire in quale continente si trovino. Tracce degli ignifughi che mettiamo nei rivestimenti e nei tappeti cominciano a venire fuori nel latte materno. Quindi, mi dica. Direbbe che funziona bene? Le sembra una storia che dovrebbe continuare?”

Cunningham riprende lo stile tripartito già utilizzato ne Le ore, romanzo che ho letteralmente adorato. Anche qui le tre parti ruotano intorno a un romanzo e a un autore, in questo caso Foglie d’erba di Walt Whitman.
Nella prima parte siamo nella New York dell’Ottocento e un ragazzino in parte deforme prende il posto in fabbrica del fratello maggiore, morto proprio schiacciato da un macchinario. Ossessionato da Whitman,  il ragazzino comincia a sentire gli spiriti dei morti che cercano di fare del male ai vivi attraverso le macchine. Nella seconda parte, ambientata nella New York moderna, un’investigatrice della polizia si trova a dover fronteggiare dei ragazzini kamikaze che piazzano bombe senza un apparente schema, e che sembrano far capo a un’eccentrica donna che conoscono come Walt Whitman e che li ha allevati con i versi di Foglie d’erba. Nella terza parte siamo in una New York futuristica. Il protagonista è un drone che viene dichiarato illegale e pertanto fugge prima di essere ‘ucciso’. Alla sua fuga si unisce un’aliena, una razza che sulla terra è destinata ai lavori meniali e alla discriminazione.

Non mi è piaciuto come Le ore, e dubito che Cunningham si ripeterà per quel che mi riguarda. In generale il romanzo sembra parlare di oppressione e di ribellione all’oppressione, anche se in realtà nella seconda parte la ribellione non è tanto nei confronti di un’oppressione, quanto nei confronti di uno stile di vita solo apparentemente migliore, ma in realtà da boicottare. L’ambientazione della prima parte è stata la mia preferita, ma il protagonista visionario non mi ha entusiasmato. La seconda parte è forse quella che ho capito meno ma che ho apprezzato di più (forse perchè la protagonista era il personaggio più comprensibile, più avvicinabile). La terza parte l’ho trovata un po’ tirata, sia per la parabola del protagonista sia per l’ambientazione. Nel complesso un romanzo molto interessante.

Giudizio: 4/5

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