Recensione 122 – Vicino, sempre più vicino

agosto 31, 2011 § Lascia un commento

Autore: Jennifer Weiner
Titolo: Vicino, sempre più vicino
(Titolo originale: Fly Away Home)
Traduzione: Irene Annoni
Edizione: Piemme, 2011
Pag.: 461
ISBN:

Un’utente di aNobii, stella marina, ha definito questo romanzo una tazza di brodo caldo offerta durante un attacco di influenza invernale, ovvero direi io una lettura confortevole che va bene quando abbiamo bisogno di essere rassicurate.

Sono perfettamente d’accordo con lei: la protagonista di questo romanzo è Sylvie, una donna di mezza età (non mi sembra che venga nominata esattamente l’età, diciamo sulla cinquantina) che è sposata con un politico, Richard, che all’inizio del libro è senatore ma punta prima o poi alla Presidenza. Nella sua vita matrimoniale Sylvie ha sempre sostenuto il marito nella sua carriera, anzi in pratica ne è diventata l’assistente, assumendosi compiti (come quello di attendere le uova del marito al buffet dell’albergo) che fanno infuriare la di lei madre Selma, giudice ormai in pensione ma non per questo meno battagliera. La stessa Sylvie ogni tanto ha dei dubbi sulla sua vita incasellatissima, ma li ricaccia indietro. Fino a quando non scoppia uno scandalo intorno alla relazione del marito con una giovane avvocatessa. A quel punto Sylvie decide di tornare nella casa al mare dove ha passato tutte le sue estati, cercando di capire che cosa fare del suo matrimonio, e della sua vita. Nel frattempo anche le figlie di Sylvie stanno attraversando dei brutti periodi: la maggiore, Diana, medico del pronto soccorso, sposata con un figlio, ha una storia con un collega più giovane, una storia che sta mettendo in crisi il suo matrimonio “di convenienza”; la figlia più giovane, Lizzie, ha superato i suoi problemi di droga ma una relazione d’amore rischia di mettere in crisi il suo fragile equilibrio. Così tutte e tre queste donne si riuniscono alla casa al mare per tirare le somme e riprendersi un po’.

Davvero un libro confortevole, che tiene fede a quella che secondo me è la sua linea programmatica, una frase pronunciata da nonna Selma: In cinese il termine per “crisi” è lo stesso che indica “opportunità”. Infatti ovviamente per tutte e tre le donne il momento di sbando rappresenta un’occasione per rivedere le loro priorità e riorganizzarsi la vita. Piacevolissima lettura, anche se rispetto ad altri della Weiner secondo me ha un po’ meno smalto.

_Edit 31.08.2011_ Nei ringraziamenti alla fine del libro la Weiner rivela che questo romanzo è stato scritto dieci anni fa, il che potrebbe spiegarmi la mancanza della verve che caratterizza gli altri suoi libri.

Giudizio: 3/5

Recensione 121 – Breathing Lessons

agosto 30, 2011 § Lascia un commento

Autore: Anne Tyler
Titolo: Breathing Lessons
(Titolo italiano: Lezioni di respiro)
Edizione: Pan Books, 1989
Pag.: 327
ISBN: 9780330310703



Non sono riuscita a trovare l’esatta copertina della
mia edizione, ma anche questa è molto bella!



Il viaggio per partecipare a un funerale è l’occasione per ‘dissezionare’ una coppia di provincia come tante altre, Maggie e Ira Moran. Maggie, in perenne lotta contro quei maledetti dieci chili in più (anche se Ira trova che le stiano benissimo) cerca sempre di ‘guidare’ le vite degli altri, a fin di bene certo! Ira è un uomo molto riservato e che si esprime poco. Maggie e Ira hanno due figli: una ragazza in procinto di partire per il college, intelligente ed organizzata ma anche estremamente ansiosa e incapace di godersi la sua età. Il figlio invece è il classico scavezzacollo, che si è sposato giovanissimo perchè la sua ragazza era incinta, ed è stato poi abbandonato dalla moglie che ora non vede da anni, per non parlare della figlia.
La Tyler è bravissima a farci entrare nella testa di queste persone: in quella di Maggie che interpreta la realtà a suo modo e pensa che la sua goffaggine non sia così grave ma solo esaltata dal contrasto con il dignitosissimo marito; in quella di Ira, che ama la moglie, i figli e la nipote ma non capisce la tendenza della moglie di immischiarsi in cose che non le competono, inventando bugie per convincere le persone a fare quello che lei crede sia meglio per loro. Nella testa del figlio e della ex moglie che per orgoglio buttano a mare tutte le occasioni di riconciliazione. Forse però in questo romanzo la minuziosa analisi di questi comportamenti è un tantino esagerata: come dice un utente di aNobii, queste persone sono impossibili. E alla fine del romanzo si ha l’impressione di aver corso una maratona e non di aver letto un libro.

_Edit 30.08.2011_

Nei primi capitoli del romanzo la protagonista Maggie riflette su quanto la percezione degli altri del suo carattere derivi dalla sua contrapposizione con il carattere del marito.

Why, if she had accepted that date with Durwood she’d be a whole different person now. It was all a matter of comparison. Compared to Ira she looked silly and emotional; anybody would have. Compared to Ira she talked too much and laughed too much and cried too much. Even ate too much! Drank too much! Behaved so sloppily and mawkishly!
She’d been so intent on not turning into her mother, she had gone and turned into her father.

Il padre di Maggie era un uomo buono e di pochissimo polso, al punto che toccava alla madre indossare i pantaloni ma anche fare la cattiva con i figli e in generale, ove ce ne fosse bisogno, imporsi. Trovo affascinante (anche se davvero deprimente per il nostro concetto di libero arbitrio) il fatto che magari ogni persona scelga il suo partner cercando di evitare qualche dinamica spiacevole relativa ai genitori che è rimasta particolarmente impressa! La cosa mi ha colpito perchè anche in Vicino, sempre più vicino della Weiner, che ho letto in contemporanea a questo, è presente la stessa riflessione. Diana, dopo aver visto la madre annullarsi per un marito che non aveva mai tempo nè per lei nè per le figlie, decide di sposare un uomo poco ambizioso, un uomo che però ci sarà sempre per la famiglia e avrà del tempo da passare con lei e il loro figlio. Ovviamente in entrambi i casi le donne hanno fatto i conti senza l’oste. Mi viene da chiedermi se davvero delle persone scelgono il proprio partner con questo criterio: magari inconsciamente l’ho fatto pure io! 😉

Giudizio: 3/5

Nella mia wishlist [ week 34 ]

agosto 29, 2011 § Lascia un commento

Paul Gallico – Mrs. Harris Goes to Paris and Mrs. Harris Goes to New York

Raccoglie i primi due libri della quadrilogia di Paul Gallico dedicata alla signora Harris (ho già recensito il primo nella traduzione italiana La signora Harris). Purtroppo Mrs Harris Goes to New York non si trova da solo, a meno che la Frassinelli non decida di tradurre anche questo. Mrs Harris si appresta ad andare a New York al seguito di una sua ricca cliente, ma oltre a occuparsi della sua casa, la signora Harris ha un’altra missione: trovare il padre del povero piccolo maltrattato Henry Brown.

Anne Tyler – If Morning Ever Comes (Se mai verrà il mattino)

Il suo nome è Ben Joe Hawkes, è nato a Sandhill, nel Nord Carolina, e in tutta la sua vita è sempre stato circondato da donne: una madre imperscrutabile, una nonna irriducibile e sei sorelle, piccole e grandi, vivaci e bizzarre. Poi se ne era andato a New York, a studiare e a cercare la sua strada, ma un giorno decide di tornare nella sua piccola città, un po’ per nostalgia, un po’ per controllare che tutto vada bene. All’imprevista riunione familiare, nello scorrere dei giorni e delle notti, si uniscono uno alla volta i fantasmi del passato, primo fra tutti la figura del padre, scomparso in maniera tragica e insieme surreale, a suscitare ricordi, domande dimenticate, confessioni. E dal passato ritorna anche una compagna di scuola di Ben, una vecchia fiamma che forse potrebbe riaccendersi…
John Mortimer – The First Rumpole Omnibus

Raccoglie i primi tre volumi di avventure dell’avvocato Rumpole: Rumpole of the Bailey, The Trials of Rumpole e Rumpole’s Return. Dello stesso autore (e stessa serie) ho recensito Rumpole and the Penge Bungalow Murders.



Recensione 120 – La signora Harris

agosto 25, 2011 § 3 commenti

Autore: Paul Gallico
Titolo: La signora Harris
(Titolo originale: Flowers for Mrs Harris – pubblicato negli USA con il titolo Mrs ‘Arris Goes to Paris)
Traduzione: Ninì Boraschi
Edizione: Frassinelli, 2011 (prima pubblicazione 1958)
Pag.: 186
ISBN: 978-88-200-5040-5

Paul Gallico è uno scrittore americano scomparso nel 1976 e famoso soprattutto per il suo romanzo The Snow Goose (La principessa smarrita) ma anche per la serie dedicata alla signora Harris (o ‘Arris, come pronuncia lei stessa il suo cognome, con il suo accento cockney). La signora Harris fu pubblicato originariamente nel 1958 come il primo di quattro romanzi (Mrs Arris Goes to New York, Mrs Arris Goes to Parliament e Mrs Arris Goes to Moscow, nessuno di questi tradotto in italiano che io sappia, e quasi tutti fuori catalogo anche in lingua originale – il primo e il secondo volume sono stati però ristampati insieme dalla casa editrice Bloomsbury, speriamo recuperi anche gli altri due!).

La signora Harris è vedova da venti anni e per mantenersi lavora come donna delle pulizie per diverse persone. Dieci ore al giorno dal lunedì al venerdì e il sabato mattina interamente dedicate a ripristinare appartementi lasciati in orribili condizioni dai proprietari. Ma la signora Harris prova una certa soddisfazione nel suo lavoro, e non le interessa se il giorno dopo dovrà ricominciare tutto da capo, dato che viene pagata per questo. Nelle rare occasioni in cui è ammalata o altrimenti impegnata, la signora Harris viene sostituita dalla sua amica, la signora Butterfield, a cui ricambia il favore. Nel loro tempo libero, le due amiche si destreggiano fra una capatina al pub, una chiacchierata davanti a una tazza di tè o l’uscita settimanale al cinema. Una vita decisamente tranquilla, in cui il desiderio di bellezza della signora Harris viene soddisfatto dalla coltivazione di gerani in quantità industriale. Un giorno però, facendo le pulizie presso una sua facoltosa cliente, la signora Harris apre un armadio e rimane letteralmente folgorata dalla visione di due abiti da sera di Dior. Da quel momento in poi i pensieri della signora Harris sono riservati esclusivamente all’abito di Dior che ha deciso di acquistare non appena riuscirà ad accantonare l’incredibilmente alta cifra che le serve per acquistarlo.

Questo è un librino delizioso, a cui io ho assegnato cinque stelline, come ho fatto per I Capture The Castle di Dodie Smith, e come ho fatto per quel libro, ribadisco che questo è un genere particolare, che facilmente potrebbe deludere il lettore pieno di aspettative. La signora Harris è un librino leggero leggero, adatto a chi si diverte con le piccole cose quotidiane. Anche se per una buona parte è ambientato a Parigi lo definirei comunque un romanzo domestico, perchè esalta proprio i piccoli piaceri della vita. Ovviamente, il vestito di Dior non è esattamente un *piccolo* piacere della vita…:) Mi ha anche ricordato il film Lezioni di felicità – Odette Toulemonde che ho visto proprio di recente. Ho visto su aNobii che qualcuno ha anche criticato lo sguardo poco politicamente corretto dell’autore nei confronti della classe lavoratrice. Probabilmente è vero, ma questo libro non tratta di tematiche sociali (e non tratta nemmeno del consumismo, come ho letto non mi ricordo più dove), tratta di una piccola signora e di un suo grande grandissimo sogno. Chiunque abbia desiderato con grandissima foga qualcosa (non necessariamente haute couture) si potrà immedesimare nella signora Harris.

Giudizio: 5/5

Recensione 119 – Rumpole and the Penge Bungalow Murders

agosto 24, 2011 § Lascia un commento

Autore: John Mortimer
Titolo: Rumpole and the Penge Bungalow Murders
(Titolo italiano:
Serie: Rumpole of the Bailey, #13
Edizione: Penguin, 2005 (prima pubblicazione 2004)
Pag.: 215
ISBN: 9780141017761

Tredicesimo (conteggio mio fatto sulla bibliografia presente su Wikipedia) libro della serie dedicata a Rumpole of the Bailey (dove Bailey sta per Old Bailey, il nome con cui viene chiamato il tribunale di Londra – Central Criminal Court*). La serie nasce prima di tutto come serie televisiva creata dallo stesso John Mortimer. La serie di romanzi (i volumi iniziali sono però più che altro delle raccolte di racconti) ne è una derivazione (così come ci furono dei programmi radiofonici dedicati a questo personaggio). Ovviamente io avrei voluto leggere la serie in ordine cronologico, ma per un disguido al posto di Rumpole of the Bailey ho ricevuto questo da un’utente di Bookmooch. Ora sicuramente recupererò tutti gli altri. La serie è pubblicata dal 1978 al 2009 ed è ambientata in un passato recente in cui il protagonista ormai settantenne ricorda gli episodi più interessanti della sua vita.

Appassionato del suo lavoro come difensore in tribunale, amante della poesia che occasionalmente cita, afflitto da una moglie decisamente autoritaria, idealista e amante dei sigari e del chiaretto, Rumpole è una vera macchietta, un personaggio a cui è davvero facile affezionarsi. In Rumpole of the Penge Bungalow Murders (che è, per inciso, il primo volume della serie ad avere la forma del romanzo) Rumpole ricorda il suo primo caso (apparentemente spesso nominato negli altri volumi) in cui si ritrovò da essere l’avvocato assistente del suo mentore a gestire tutto da solo un caso apparentemente privo di spiragli. L’accusato è un giovane accusato dell’omicidio del padre e di un amico di questi. Le prove sono tutte contro di lui ma Rumpole è convinto che sia innocente e che meriti una difesa onesta. Ambientato nei primi anni Cinquanta, questo è un romanzo pacato, dal ritmo lento e ampiamente suggestivo. Consigliato!

_edit: Ho dimenticato di segnalare che i primi due libri della serie (Rumpole of the Bailey e The Trials of Rumpole) sono stati pubblicati anche in italiano da Sellerio con il titolo di Avventure di un avvocato e Nuovi casi per l’avvocato Rumpole)

Giudizio: 4/5

Recensione 118 – The Ice Queen

agosto 23, 2011 § 2 commenti

Autore: Alice Hoffman
Titolo: The Ice Queen
(Titolo italiano: La regina di ghiaccio)
Edizione: Back Bay Books, 2006
Pag.: 240
ISBN: 9780316154383

The Ice Queen è un libro richiesto su Bookmooch in un momento di stanca, complice la bellissima copertina. E’ la storia di una donna (che racconta in prima persona e di cui non viene mai rivelato il nome) che vive una vita solitaria, rifiutando ogni contatto umano, perchè si sente colpevole della morte della madre, avvenuta quando lei era piccola, e proprio dopo che aveva espresso un desiderio di morte nei suoi confronti. Da adulta la protagonista si prende cura della nonna che l’ha cresciuta fin quando, alla sua morte, il fratello Ned praticamente la obbliga a trasferirsi dal gelido New Jersey alla caldissima Florida, dove lui vive con la moglie e lavora come ricercatore metereologico all’università. Ma poco dopo il trasferimento la protagonista viene colpita da un fulmine che le lascia molti effetti collaterali (anche seri) e le porta via la pochissima residua voglia di vivere. L’incontro con un altro sopravvissuto del fulmine sembra portarla verso la guarigione, insieme a tutta un’altra serie di eventi che non nomino per non rovinare la lettura.

La protagonista è antipatica e fredda, effetto probabilmente voluto visto il titolo ma che sicuramente mi ha impedito di immedesimarmi. Più che provare pietà per lei ho provato molta rabbia dato che si è evidentemente comportata sempre da persona egoista nella sua vita. Per il resto anche se la trama ha degli sprazzi interessanti è poco verosimile dato che il cambiamento della protagonista si innesta nel nulla e non viene nè spiegato nè motivato. Troppo metaforico, troppo introspettivo, troppo vittimismo. Carino ma dimenticabile.

Giudizio: 3/5

Nella mia wishlist [ week 33 ]

agosto 22, 2011 § Lascia un commento

Dorothy E. Stevenson – Il libro di Miss Buncle

Villaggio di Rivargenton. Miss Barbara Buncle, che sembra di mezza età anche se ha trent’anni, che veste in modo orribile e sembra condurre un’esistenza di sconfinata virtù e noia, vive grazie alla rendita dei suoi dividendi insieme alla governante Dorcas. Siamo nei primi anni trenta del Novecento e la crisi economica non tarda a farsi sentire, così un giorno Miss Buncle si accorge che la rendita si fa scarsa e che per andare avanti deve inventarsi qualcosa. Accantonata l’idea di allevare galline (troppo svolazzanti), decide di intraprendere la via più semplice: scrivere un libro. Miss Buncle non è dotata di grande immaginazione e le uniche cose di cui è in grado di scrivere sono quelle che conosce: i suoi concittadini. Ignorata da tutti ma osservatrice attenta, percepisce vizi e virtù di chi la circonda. La sua sincerità e la capacità di entrare nell’animo altrui la rendono pericolosa come scrittrice mentre guarda e annota. Il libro viene così pubblicato, sotto lo pseudonimo di John Smith, e diventa un bestseller. Ben presto gli abitanti di Rivargenton si accorgono di essere dentro un romanzo che porta allo scoperto la loro vera natura. Scatta allora la caccia al misterioso John Smith e per Miss Buncle inizia una vita veramente difficile.

Michelle Magorian – Goodnight, Mr. Tom

Londra è sospesa sul bordo della Seconda Guerra Mondiale. Il timido, macilento Willie Beech – il figlio maltrattato di una madre sola – viene evacuato nella campagna inglese. Inizialmente è terrorizzato da tutto, dei suoni e delle viste della campagna, anche del signor Tom, il burbero e gentile anziano che lo ha preso con sè. Ma gradualmente Willie dimentica l’odio e la disperazione del suo passato. Impara ad amare un mondo che non sapeva nemmeno esistesse, un mondo di amicizia e affetto in cui le parole aspre e i maltrattamenti quotidiani non hanno alcun posto. Poi arriva un telegramma. Willie deve tornare dalla madre a Londra. Quando passano delle settimane senza nessuna parola da parte di Willie, il signor Tom si reca a Londra per cercare il ragazzino che ha imparato ad amare come un figlio.

Rachel Ferguson – The Brontës Went to Woolworths

Le sorelle Carne (Deirdre, Katrine e la giovane Sheil) condividono un appetito insaziabile per il fantastico. La sorella più vecchia Deirdre è una giornalista, Katrine è un’attrice alle prime armi e la giovane Sheil ha ancora un’istitutrice; insieme vivono una vita non controllata dalla madre nella loro casa di città. Le sorelle non possono evitare di inventare storie così come hanno fatto fin dall’infanzia: dai loro giocattoli parlanti alla loro amicizia immaginaria con il vero giudice Toddington chiamato affettuosamente Toddy.
Ma quando Deirdre incontra la vera moglie di Toddy a una vendita di beneficenza, le sorelle sono obbligate a confrontarsi con il soggetto delle loro fantasie. Si libereranno delle loro fantasie infantili per sempre? Toddy e la moglie, Lady Mildred, riusciranno ad accettare queste ragazze fascinosamente eccentriche? E quando la fantasia e la realtà si scontrano, chi può dire cosa può succedere?

Maggie O’Farrell – After You’d Gone (Dopo di te)

Una giovane donna sale su un treno. Si sta recando in Scozia per far visitaalla sua famiglia. Appena arrivata alla stazione di Edimburgo il suo sguardoviene attratto da qualcosa che la sconvolge al punto di farla ripartireimmediatamente, prendendo il primo treno per tornare a casa. Ore più tardigiace su un letto d’ospedale a Londra in coma profondo, dopo essere statatravolta da un’auto: un fatale incidente o un gesto dettato dalladisperazione, da tempo meditato? Mentre Alice è sospesa tra la vita e lamorte, attorno al suo capezzale si radunano tutte le persone che le voglionobene, fra le quali esplodono inaspettate tensioni a lungo represse, in ungroviglio di sentimenti e rancori, di segreti e bugie.

Joshua Ferris – Then We Came to the End (E poi siamo arrivati alla fine)

Una grande agenzia di pubblicità sulle rive dell’immenso lago di fronte a Chicago, nel cuore dei grattacieli più antichi d’America. Qui, tra open space e cubicoli, tra computer e stampanti, si svolge la commedia umana di un gruppo di giovani spregiudicati e sognatori, cinici e brillanti, che ogni mattina, fatalmente, si incontra nello stesso luogo: in ufficio. Carl, Karen, Benny, Amber, Jim sanno tutto di tutti. Sanno che Tom è pazzo, e che Lynn, il boss, ha un tumore al seno. Sanno che il vecchio Brizz se la passa male ed è finito nella classifica di Quale vip muore prima, anche se non e una celebrità. Sanno chi ha nascosto il sushi dietro la libreria di Joe. Sanno con chi se la prende Marcia quando ha inviato una mail a Genevieve in cui c’è scritto: “È davvero irritante lavorare con persone irritanti”. Conoscono ogni pettegolezzo, ogni storia d’amore, ogni invidia e segreta generosità. Sanno chi è nelle grazie del capo e chi verrà fatto fuori. Sanno tutto di tutti perché quell’ufficio è ormai la loro vita. E in quelle stanze, tra corridoi e scrivanie, scopriamo un mondo, l’universo intero della nostra gioia e del nostro scontento, l’affetto e la competizione, lo struggimento e il disprezzo, il desiderio e la privazione, in fondo la vita stessa, perché nessuno ci conosce davvero quanto le donne e gli uomini che ogni giorno ci siedono accanto.

Dove sono?

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