Recensione 136 – Rumpole of the Bailey

settembre 30, 2011 § Lascia un commento

Autore: John Mortimer
Titolo: Rumpole of the Bailey
(Titolo italiano: Avventure di un avvocato)
Serie: Rumpole of the Bailey, #1
Edizione: Penguin, 1980 (prima edizione 1978)
Pag.: 208
ISBN: 9780140046700

Di questa serie ho già parlato qui. Ovviamente dopo il disguido di allora ho recuperato il primo volume ed eccoci qua. Più che un romanzo questa è una raccolta di racconti in cui Rumpole racconta dei casi in cui è stato recentemente coinvolto. Rispetto all’altro libro mi ha colpito di più una certa tristezza di fondo, mitigata sì dall’ironia del narratore, e comunque interessante per le riflessioni di Rumpole, ma comunque c’è una insoddisfazione di fondo (soprattutto per quanto riguarda la vita familiare, e il concetto di coppia che sembra essere vuoto, solo un modo di evitare la solitudine). Inoltre un episodio in particolare sembra voler dire che Rumpole non è affatto il leone del tribunale ma un avvocatucolo da strapazzo noto per i suoi insuccessi. D’altra parte questa visione può essere ribaltata facilmente, per cui chi lo sa… Contemporaneamente devo dire che c’è uno humour inglese davvero delizioso una volta entrati nel mood giusto. Una lettura tranquilla e paciosa, certamente d’atmosfera e interessante anche se non particolarmente travolgente. Piacevolissima la scrittura.

Giudizio: 4/5

Recensione 135 – La libreria dei nuovi inizi

settembre 29, 2011 § 1 Commento

Autrice: Anjali Banerjee
Titolo: La libreria dei nuovi inizi
(Titolo originale: Haunting Jasmine)
Traduzione: V. Zaffagnini
Edizione: Rizzoli, 2011
Pag.: 338
ISBN: 9788817049313
Due settimane fa, durante una domenica piovosa e temporaleggiante, ho finito appena prima di pranzo Practically Perfect di Katie Fforde. Il giorno dopo dovevo partire per una settimana di ferie, in aereo e con il solo bagaglio a mano, e non volevo iniziare un libro che non mi sarei potuta portare via. Eppure La libreria dei nuovi inizi ammiccava dalla libreria e così l’ho iniziato…e finito in un paio d’ore (parte della lettura permessa dalla luce di due candele dato che siamo rimasti per un po’ senza elettricità!).
E’ esattamente il genere di lettura adatto a una domenica di magnifica nullafacenza.
La protagonista torna nella sua città natale, un’isola nella zona di Seattle ben lontana dalla civiltà dato che per usare un cellulare bisogna farsi investire dalla marea e internet non esiste. Qui deve sostituire la zia alla guida della sua libreria, mentre lei torna in India per farsi curare. Jasmine è però anche reduce da un divorzio piuttosto brutto, ed è contenta di sottrarsi alle telefonate del marito che sta cercando di vendere la casa dove vivevano insieme. Nel frattempo Jasmine è anche molto preoccupata per il suo lavoro, credo nel campo degli investimenti anche se ora ho già dimenticato di cosa si occupava con esattezza.
Acida, scontrosa, e sicura di poter fare a modo suo, Jasmine deve fronteggiare una libreria con molta più personalità del previsto, l’inizio di un nuovo amore e una rivelazione decisamente interessante! Non ho ben capito la sottotrama della cugina che se ne va di casa (ma che senso aveva?) nè peraltro certe conversazioni così surreali da convincermi che avrei scoperto, continuando a leggere, che si trattava di sogni (ad esempio la conversazione con il marito che le chiede se può generosamente lasciare la casa a lui e alla sua amante). Piccolezze però, il libro è godibilissimo e pieno di citazioni letterarie (e non solo!)!

Giudizio: 4/5

Recensione 134 – Practically Perfect

settembre 27, 2011 § Lascia un commento

Autore: Katie Fforde
Titolo: Practically Perfect
(non tradotto in italiano)
Edizione: Century, 2006
Pag.: 352
ISBN: 9781844136759

Questo è il primo libro che leggo della Fforde, e devo dire che me li aspettavo molto più mielosi, quando invece si tratta di romance/chick lit leggeri e divertenti. Anna è un’architetto d’interni e ha appena acquistato un cottage da ristrutturare e rivendere nella zona inglese degli Cotswolds. In realtà ha scelto la zona anche nella speranza di rivedere il suo grande amore dell’univesità, Max, un conferenziere con cui ha ‘quasi’ avuto una storia. Nel frattempo Anna fa amicizia con la spumeggiante vicina di casa, adotta un cane e si immerge nella vita locale.

Lettura piacevole anche se onestamente ho visto storie d’amore migliori. Inoltre ho trovato la protagonista Anna un po’ lagnosa e a volte assurdamente combattiva. La trama è un po’ troppo costruita ma nel complesso la storia regge e non vedo l’ora di mettere nuovamente alla prova la Fforde.

Giudizio: 3/5

Recensione 133 – The Summerhouse Trilogy

settembre 27, 2011 § Lascia un commento

Autore: Alice Thomas Ellis
Titolo: The Summerhouse Trilogy
(non tradotto in italiano)
Edizione: Virago, 2007
Pag.: 336
ISBN:  9781844080847

The Summerhouse Trilogy è una vera e propria trilogia composta da tre romanzi, anzi da tre novelle: The Clothes in the Wardrobe, The Skeleton in the Cupboard e The Fly in the Ointment, originariamente pubblicate singolarmente. La trilogia racconta la preparazione di un matrimonio, e ognuna delle tre novelle racconta la stessa storia, più o meno, narrata da una protagonista diversa: la promessa sposa, Margaret; la madre del promesso sposo, Mrs. Monro; un’amica della madre di Margaret, la vivace Lily.
Margaret è da poco tornata da un periodo trascorso in Egitto presso un’amica della madre, quando si trova quasi per caso (o per punizione?) fidanzata con il vicino di casa Syl, che ha il doppio della sua età nonostante tutti gli sforzi compiuti per mantenersi giovane. Qualcosa è successo in Egitto, ma solo poco a poco scopriremo che cosa. Inoltre anche nella seconda e terza parte vengono raccontati degli episodi che possono aiutarci a capire il carattere di Margaret. Apatica e del tutto disinteressata ai preparativi per il matrimonio, Margaret suscita le ire della madre Monica, che da tempo abbandonata dal marito per un’altra donna, vede nel matrimonio l’unica soluzione al carattere problematico della figlia, e pertanto non si interroga sull’assurdità di questa improbabile unione. Anche la madre di Syl, Mrs. Monro, si interroga sul prossimo matrimonio, ma il suo matrimonio è stato infelice e non riesce a fidarsi del suo giudizio. Inoltre vede il matrimonio come un mezzo per liberarsi dall’eccessivo attaccamento del figlio, e anche un modo di far tacere dei dubbi che ha su di lui, perennmente fidanzato a ragazze più giovani che spesso lo lasciano bruscamente. Sarà l’entrata in scena dell’esuberante Lily, un’amica di Monica, a cambiare le carte in tavola.
Appassionante lettura, in cui l’aspetto più interessante è proprio la visione della stessa situazione da tre punti di vista molto diversi. Bellissimo l’approfondimento psicologico delle tre protagoniste, anche se devo dire che Lily – e la sua parte – non mi è piaciuta molto, anche se come personaggio fa la parte del leone. Inoltre alla terza rivisitazione degli eventi un po’ di noia comincia a filtrare.
Giudizio: 4/5

Nella mia wishlist [ week 37 ]

settembre 26, 2011 § Lascia un commento

Alice Thomas Ellis – The Sin Eater (non tradotto)

Una vecchia famiglia del Galles si riunisce nella tenuta padronale per assistere alla morte del patriarca della famiglia, il Capitano. La vivace eroina Rose, la figlia di un veterinario locale, è sposata con Harry, il figlio più vecchio ed erede. Michael, il figlio più giovane, è sposato con la tradizionale e snob Angela. Una sorella più giovane e repressa, Ermyn, desidera solo diventare una suora. La satira della Ellis include la servitù. La governante Phyllis, un tempo colonna portante della grande casa, deve ora dividere le sue giornate tra l’assistenza al Capitano e la cucina di manicaretti per il grassoccio nipote Gomer, che non fa proprio nulla.
Il figlio di Phyllis, noto in famiglia come Jack il Bugiardo, si ubriaca quanto più spesso possibile e per il resto del tempo ozia. Una pecora da compagnia di nome Virginia Woolf passeggia per la tenuta. Il pittoresco paese di Llanelys, dove la famiglia vive, sfoggia insegne moderne sia in gallese che in inglese; al giorno d’oggi, invece di allevare pecore, i locali tosano i turisti per vivere.

Sallie Day – The Palace of Strange Girls (non tradotto)


La famiglia Singleton è in vacanza. Per la settenne Beth, appena uscita dall’ospedale, questo significa impegnarsi a riempire il suo libro I-Spy e a evitare l’occhio d’aquila della madre Ruth. La sorella sedicenne Helen, nel frattempo, ha fatto amicizia con una cameriera il cui amore per il divertimento accenna a una vita al di là delle severe regole di Ruth.
Ma i tempi stanno cambiando. In qualità di capofabbrica del locale cotonificio, Jack, il marito di Ruth, è stretto fra i sindacati e i proprietari i cui provvedimenti per ridurre i costi minacciano un intero stile di vita. E il suo lavoro non è l’unica cosa a rischio.
Quando arriva una lettera da Creta, un segreto riemerge dalle macerie del passato di guerra di Jack, un segreto che può distruggere il suo matrimonio. Mentre Helen è attirata al di fuori dei sicuri confini dei rigidi decreti della madre, con conseguenze drammatiche, un incontro inaspettato ispira Beth a trovare la sua strada. Nell’arco di una settimana di vacanze, tutti e quattro i Singleton dovranno lottare per trovare il loro posto in un mondo fluttuante di lungomari, sesso illecito e pomposi te del pomeriggio, in questo romanzo toccante ed evocativo.

Alan Bradley – The Sweetness at the Bottom of the Pie (Flavia De Luce e il delitto nel campo di cetrioli)

Inghilterra, 1950.
In un’antica dimora vittoriana, il Colonnello de Luce, vedovo e veterano di guerra, alleva con dedizione e pazienza le sue tre figlie. L’ultima, Flavia, di undici anni, ha una vera passione per le scienze che si traduce in lunghe ore trascorse a fantasticare dentro un polveroso laboratorio di chimica allestito nel solaio. L’inquietante rinvenimento sui gradini di casa di un uccello morto con un raro francobollo stretto nel becco, segna il primo drammatico cambiamento nella tranquilla routine della famiglia de Luce. Quando dietro casa viene rinvenuto un cadavere e il colonnello viene accusato di omicidio, Flavia decide che è finalmente giunta l’ora di mettere a frutto le sue capacità deduttive.

Marjorie Hillis – Il piacere di vivere da sola

I manuali per donne che vivono da sole – per scelta o no – sono sempre esistiti, mentre curiosamente non ci sono molte guide destinate agli scapoli. Questo delizioso libro, riedizione di un best seller americano del 1936, si rivolge a quelle donne che si distinguevano per autonomia e desiderio di emancipazione in un’epoca segnata dalle istanze delle suffragette e che già preludeva alle rivendicazioni del movimento femminista degli anni Sessanta e Settanta. Sorprendentemente attuale nei contenuti, “Il piacere di vivere da sola” è un galateo intelligente e scherzoso che invita le donne sole a non essere vittime ma anzi padrone della situazione, affrontando con grinta e allegria la propria esistenza solitaria e godendosi la grande libertà e le molte opportunità da essa derivanti. Corredato di numerosi esempi di vita vissuta analizzati con impareggiabile acume e di divertenti illustrazioni che ne sottolineano l’incantevole carattere ‘old fashion’, questo volumetto suggerisce come comportarsi, coccolarsi, partecipare attivamente alla vita sociale, prospettando soluzioni originali alle problematiche più disparate.

In ferie

settembre 19, 2011 § 2 commenti

Ci risentiamo fra una settimana…

Recensione 132 – Soltanto un sorriso

settembre 17, 2011 § Lascia un commento

Autore: J. D. Robb (Nora Roberts)
Titolo: Soltanto un sorriso
(Titolo originale: Rapture in Death)
Serie: Eve Dallas/In Death, #4
Traduzione: D. Cerutti Pini
Edizione: TEA, 2009
Pag.: 368
ISBN: 9788850220120

La serie ‘In Death’ o di Eve Dallas come è più nota in Italia, è una serie mystery/romance con ambientazione scientifica creata dalla famosissima scrittrice romance Nora Roberts, e pubblicato sotto lo pseudonimo J. D. Robb. La protagonista è appunto Eve Dallas, tenente della Omicidi di New York in futuristico Ventunesimo secolo, e il marito, il mega miliardario Roarke.

In questo quarto volume Dallas e Roarke stanno godendosi la loro luna di miele e per fortuna è già quasi finita quando viene interrotta da un suicidio. A questo ne seguiranno altri, tutti poco verosimili in base alla carattere delle persone. Dallas è decisa a provare che si tratta di una serie di omicidi, ma non è semplice, dato che le prove puntano altrove.

Come sempre una lettura piacevole: niente di spettacolare (questa volta il colpevole l’ho individuato pure io, che sono notoriamente una ciofeca) ma ottimo per qualche ora di relax.

Giudizio: 3/5

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