Recensione 127 – For One More Day

settembre 8, 2011 § Lascia un commento

Autore: Mitch Albom
Titolo: For One More Day
(Titolo italiano: Un giorno ancora)
Edizione: Hyperion, 2006 (prima pubblicazione:
Pag.: 197
ISBN: 9781401303273

A differenza di Death of a Superhero, For One More Day è smaccatamente buonista, come d’altronde tutti i romanzi di Mitch Albom, incluso il suo bellissimo I miei martedì col professore. A differenza di quest’ultimo, però, For One More Day non mi ha colpito molto, o per lo meno non in senso positivo.

“Chick” Benetto è un giocatore di baseball che per sei settimane è riuscito a giocare nella Major League. A lui però queste sei settimane non sono bastate e ha trascorso il resto della sua vita cercando disperatamente di rientrare nel mondo dei big del baseball, e poi, quando era ormai evidente che non c’era nessuna possibilità, ubriacandosi e allontanandosi da tutti i suoi cari. Il giorno in cui riceve un paio di fotografie del matrimonio della figlia, che non lo ha voluto come invitato, Chick capisce che la sua vita è stata un totale fallimento e decide di suicidarsi, però tornando al suo paesino natale. Qui, dopo aver causato un incidente con un camion, Chick vede sua madre, in realtà morta da otto anni, e passa la giornata con lei. Durante questa giornata Chick ricorda la sua infanzia, il padre adorato, il divorzio dei genitori, il college e impara a conoscere nuovi aspetti della vita della madre, che negli ultimi anni lui aveva molto trascurata.

Il buonismo e la sdolcinatezza possono andare bene in un romanzo se veicolano un messaggio importante (e I miei martedì col professore secondo me ha un messaggio importante). In questo caso ci viene detto che è davvero importante amare i propri genitori perchè spesso noi ci vergogniamo di loro o non capiamo le loro scelte solo perchè non abbiamo il quadro generale. Ma il problema di Chick non è solo che si vergognava della madre (e ancora si vergogna quando scopre che ha fatto la donna delle pulizie per mantenere lui e la sorella al college). Il problema di Chick è che lui ha fatto un gran casino della sua vita e sinceramente in un libro con un minimo di realismo una persona così sarebbe proprio da buttar via, perchè nessuno può cambiare così tanto nella vita. Potrei comunque accettare il cambiamento se mi insegnasse qualcosa, se mi facesse riflettere su qualcosa. E invece la morale sembra essere che dobbiamo perdonare noi stessi. Punto. Ah bè. Come dire, edificante!

Giudizio: 2/5

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