Recensione 128 – Io non ricordo

settembre 13, 2011 § Lascia un commento

Autore: Stefan M. Block
Titolo: Io non ricordo
(Titolo originale: The Story of Forgetting)
Traduzione: S. Bortolussi
Edizione: Neri Pozza, 2008
Pag.: 350
ISBN: 9788854502277

Seth ha sedici anni e vive a Austin, nel Texas, insieme al padre e alla madre. La madre di Seth, Jamie, è sempre stata molto sbadata e smemorata e per lungo tempo Seth pensa che questo sia semplicemente il suo carattere. Ma quando la perdita di memoria di Jamie diviene innegabilmente inquietante, Seth e il padre sono costretti a portarla da un medico che le diagnostica una forma di Alzheimer familiare o a esordio precoce. Se fino a quel momento il padre ha finto che le cose non fossero poi così strane, ora davanti alla dura realtà accetta di ricoverare la moglie in un istituto per anziani, dove sarà tenuta sotto controllo. Seth è profondamente arrabbiato – arrabbiato perchè la madre non lo riconosce e non vive più a casa, arrabbiato perchè il padre è sempre più assente, arrabbiato perchè anche lui potrebbe essere destinato allo stesso declino della madre, arrabbiato perchè i genitori non gli hanno mai parlato del loro passato, nè ne hanno parlato fra di loro. E così, ora che la madre vive nel suo mondo, Seth deve scoprire per conto proprio il suo passato.

Abel è anziano e vive nella sua casa fatiscente seguendo uno stile di vita antico, circondato e quasi soffocato dalla modernità. Ma Abel non può andarsene, perchè sta aspettando la figlia da lungo tempo partita. Mentre maledice l’artrosi o va a fare la spesa a cavallo, Abel ricorda di quando viveva con il fratello gemello Paul. Quando Paul sposa Mae, Abel si innamora perdutamente di lei ma cerca di evitarla. Fino a quando Paul parte per il fronte ed Abel scopre che anche Mae condivide i suoi sentimenti.

La storia dell’adolescente arrabbiato e quella dell’anziano che vive nel suo mondo di ricordi ovviamente non corrono parallele ma sono destinate ad incrociarsi. Le due storie si intrecciano però anche a una storia dell’Alzheimer e al mito di Isidora. Personalmente avrei cancellato queste due parti, che diluiscono il romanzo e sono confusionari e dispersivi. Per quanto riguarda le due storie principali, trovo che siano molto interessanti, anche se l’autore ha ‘poetizzato’ le due situazioni al punto che, chiuso il libro, è difficile mantenere vivi nella memoria questi personaggi improbabili, è difficile affezionarsi e capire le loro scelte. Nel complesso però, soprattutto saltando un po’ la parte sulla genetica e la parte su Isidora (noiose!) parecchio scorrevole.

Giudizio: 3/5

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