Nella mia wishlist [ week 41 ]

ottobre 17, 2011 § Lascia un commento

Lemony Snicket – Horseradish. Bitter Truths You Can’t Avoid

Horseradish: Bitter Truths You Can't Avoid

La vita è un viaggio turbolento, pieno di confusione, afflizioni e fastidi. Sfortunatamente, questo libro non vi sarà di nessun aiuto.
Al contrario, questo libro di arguzia e saggezza offre una selezione di verità allarmanti ma inevitabili dal lavoro di Lemony Snicket, insieme a selezioni dalle sue carte inedite e osservazioni che ha fatto durante cene e sommosse di anarchici.

Catherine O’Flynn – What Was Lost (La bambina che sapeva troppo)

What Was Lost

Negli anni Ottanta, Kate Meaney è solo una ragazzina che gioca a fare il detective in compagnia dell’inseparabile Mickey la scimmia, il suo pupazzo preferito. Armata di penna e di taccuino, Kate si lancia in missioni spericolate, annotando con dovizia di particolari i tratti del volto delle persone che la incuriosiscono e, naturalmente, stilando liste contenenti i nomi di tutti i probabili sospetti. Col tempo ha affinato un metodo di indagine che prevede disegni e fotografie “rubate” preferibilmente all’interno del grande Green Oaks Shopping Centre: un gigantesco centro commerciale dal quale la piccola Kate sparisce all’improvviso, senza lasciare traccia. Mentre la memoria della bambina-detective si dilegua con il passare del tempo, vent’anni dopo la sparizione di Kate, le telecamere a circuito chiuso dell’Oaks Shopping Centre iniziano a trasmettere le immagini di una bambina con un pupazzo a forma di scimmia…

Susan Breen – The Fiction Class

The Fiction Class

Sulla carta, Arabella Hicks sembra più che qualificata per insegnare nel suo corso di scrittura nella Upper West Side: lei stessa è una scrittrice, è appassionata di libri, è anche stata chiamata Arabella come l’eroina di un romanzo di Georgette Heyer.

D’altra parte, ha trentotto anni, è single, e sta scrivendo lo stesso libro da sette anni. Ed è stata distratta recentemente: nello stesso giorno in cui fa lezione, Arabella va anche a visitare la madre in una casa per anziani fuori città. E ogni volta litigano. Arabella vuole che i litigi finiscano ma, come dice la madre, “Solo perchè siamo parenti, non significa che dobbiamo piacerci per forza”. Quando il suo corso prende una piega sorprendente e le sue lezioni iniziano a riversarsi nelle sue visite settimanali, Arabella scopre improvvisamente che potrebbe avere la chiave per l’amore della madre e, osa pensare, anche per la sua ispirazione. Dopo tutto, come amante dei libri da una vita, conosce il potere di una buona storia.

Carlos Maria Dominguez – La casa di carta

L’Io narrante è un docente argentino di ispanistica all’Università di Cambridge, che ha sostituito una collega, Bluma Lennon, travolta mortalmente da un’auto mentre leggeva, incantata nel verso, una poesia di Emily Dickinson. Il professore riceve un libro a lei spedito, La linea d’ombra di Conrad, impastato con frammenti di cemento, recante una dedica della stessa Bluma che sembra accennare a un’avventura amorosa. Una restituzione, secondo tutte le apparenze. E non resiste alla tentazione di entrare nell’intimità di Bluma, di decifrare il mistero di un legame tranciato dal destino, che, attraverso quel testo dell’amato Conrad recuperato da chissà quale distruzione, gli manda una specie di messaggio imperioso racchiuso in un silenzio da squarciare. Approfitta così di un ritorno al suo paese, per trovarsi, tra Buenos Aires e Montevideo, dietro le tracce evanescenti di un uomo, Carlos Brauer. Era il destinatario, all’inizio di tutto, di quel volume dedicato poi restituito; e in una occasione aveva espresso su Bluma – rivela al professore un individuo che lo conobbe bene nelle sue ossessioni – una profezia stranamente precisa. Celebre bibliofilo, prigioniero della divorante passione per le collezioni bibliotecarie, Carlos era svanito verso terre estreme, dopo aver inseguito una chimera di dominio che lo aveva precipitato nell’inquietudine o nell’insania. Raggiunto il rifugio finale del bibliofilo, sulla costiera di una finisterre sudamericana, il professore apprende finalmente il segreto che lega Bluma a Carlos: un capriccio, una beffa del tempo circolare. La casa di carta si situa in quella narrativa incentrata su temi fantastico-intellettuali, e ha nobili maestri nel paese dell’argentino Domínguez. Le tenaci realtà generate dalla finzione o dall’interpretazione o dall’equivoco; «i libri che cambiano il destino delle persone»: con svolgimenti, in questo racconto, che seguono le linee dell’allegoria e della ricerca avventurosa.

John McNally – After the Workshop

After the Workshop: A Novel

“Ti laurei presso lo Iowa Writers’ Workshop con un racconto pubblicato dal New Yorker e poi nella raccolta The Best American Short Stories. Rimani in città e lavori sul tuo romanzo. E lavori sul tuo romanzo. E lavori sul tuo romanzo. E poi dodici anni sono passati e ora lavori come media escort per i tour degli autori. Il tuo romanzo incompiuto è in una scatola sotto il letto. La tua ragazza ti ha lasciato. Alla tua macchina manca la marmitta. Il tuo vicino se ne va in giro nudo perchè ha le mani bendate e non riesce a chiudere la cerniera dei pantaloni. Sei alla mercè di una massa di scrittori sempre più pazzi, e quando uno di loro scompare, un pazzo editore di New York comincia a perseguitarti.” Questa è la vita di Jack Hercules Sheahan, un personaggio perfettamente realizzato da John McNally. Anche McNally si è laureato alla Iowa Writers’ Workshop, e anche lui era un media escort, e queste disavventure nascono dalle disavventure stesse dell’autore. After the Workshop racconta la storia satirica di uno scrittore che affronta i demoni del passato mentre accompagna quelli del presente.

Walter Isaacson – Steve Jobs. A Biography (Steve Jobs)

Steve Jobs: A Biography

Il giorno di Capodanno del 2009 Walter Isaacson riceve una lunga telefonata da Steve Jobs, con il quale già alcuni anni prima era nato il progetto di una biografia. Il creatore di Apple insiste sul fatto che è arrivato il momento di raccontare la sua vera storia: “Ho fatto tante cose di cui non sono fiero ma non ho scheletri nell’armadio che non possano essere mostrati e penso che tu sia bravo a far parlare le persone”. Oltre a raccontare a lungo in prima persona, Steve invita quindi Isaacson a contattare le persone che hanno attraversato la sua vita, nel bene e nel male: il risultato è un eccezionale racconto e un documento unico sulla storia di Steve Jobs e di Apple. Dall’infanzia, insieme alla famiglia adottiva, all’adolescenza a Cupertino, tra i pionieri dell’informatica, dai mesi passati in India alla ricerca del lato filosofico e spirituale della vita alla fondazione di Apple con l’amico Steve Wozniack, dal successo commerciale all’uscita temporanea dall’azienda, dal boom planetario nell’ultimo decennio alla verità sulla sua malattia, la storia di un imprenditore la cui passione per la perfezione e il carisma unico hanno rivoluzionato per sempre l’industria della comunicazione e della tecnologia. La storia vera di Steve Jobs, l’uomo che ha cambiato il modo di lavorare e di pensare di milioni di persone.

James Wight – The Real James Herriott. A Memoir of My Father

Nessuno può scrivere la biografia di James Herriott meglio del figlio che lavorò con lui nello studio di veterinaria dello Yorkshire quando Herriott divenne un autore di bestseller internazionali. In questa calda e commovente biografia, Jim Wight si avventura oltre la vita di suo padre come veterinario per rivelare l’uomo dietro le storie – l’individuo riservato che rifiutò di permettere alla fama e alla ricchezza di interferire con il suo lavoro o la sua famiglia. Con l’accesso a tutte le carte, le lettere, i manoscritti, le fotografie del padre – e gli intimi ricordi dei fattori, locali e amici che popolano le pagine dei libri di James Herriott – solo Jim Wight poteva scrivere questa biografia definitiva dell’uomo che non fu solo suo padre ma anche il suo migliore amico.

Monica Pradhan – The Hindi-Bindi Club (Il gusto proibito della cannella)

Da decenni sono inseparabili. Fiere delle loro origini, cucinano piatti tradizionali, amano la lingua, i cibi, i profumi indiani. Compilano lunghi ricettari da tramandare alle nuove generazioni e con coraggio e caparbietà difendono il loro mondo. La memoria per loro sa di curry e cannella. Ma le figlie di queste donne decise e appassionate non ne possono più: nel circolo Hindi-Bindi – così le ragazze chiamano l’affiatato gruppo delle madri – non entreranno mai. Preity, Kiran e Rani si sentono e sono americane fino in fondo: combattono le antiche convinzioni per affermare le proprie, provano a dimenticare i colori e i suoni dell’India per cercarne di nuovi. Ma il legame tra una madre e una figlia non si può recidere, il gusto e il sapore di quella terra non si possono cancellare. Dopo aver fatto le proprie scelte e aver vissuto delusioni e successi, le figlie dovranno affrontare il passato per vivere un nuovo presente. Cercando come le madri di proteggere i propri sogni, e di continuare ad avere un cuore pieno d’amore.


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