Recensione 150 – The Lost Art of Keeping Secrets

ottobre 20, 2011 § 4 commenti

Autore: Eva Rice
Titolo: The Lost Art of Keeping Secrets
(Titolo italiano: L’arte perduta di mantenere i segreti)
Edizione: Headline Review, 2005
Pag.: 352
ISBN: 9780755325504

The Lost Art of Keeping Secrets



The Lost Art of Keeping Secrets è un libro molto piacevole, che mi ha letteralmente portato in un’altra epoca con la sua introspezione e la sua attenzione a tutti quei particolari che costruiscono l’atmosfera di un romanzo. Come molti hanno già fatto notare, non succede molto in questo romanzo, ma questo non è necessariamente un difetto. Siamo a Londra nel secondo dopoguerra, quando le cose cominciano a tornare ‘normali’, il razionamento è ormai finito e i giovani cominciano a pensare al loro futuro. Fuori Londra, nella grande dimora storica di Milton Magna, la diciottenne Penelope vive insieme alla madre Talitha e al fratello sedicenne Inigo. La loro è una famiglia importante ma ormai impoverita e Milton Magna, un po’ per il passare del tempo, un po’ per i danni arrecati dall’esercito che in tempo di guerra l’aveva requisita, necessita di grandi lavori, lavori che la famiglia Wallace, che stenta a sostenere le spese quotidiane, non può permettersi. Questa situazione ricorda molto quella iniziale di I Capture the Castle di Dodie Smith. In entrambi i romanzi c’è la sensazione di un’epoca in via di estinzione. Per noi lettori moderni è inconcepibile che in una famiglia in ristrettezze economiche nessuno pensi di trovarsi un lavoro (a parte Penelope, che lavora addirittura _una_ giornata alla settimana, come aiuto in un negozio di antichità che appartiene a un amico di famiglia). E’ altrettanto inconcepibile che la stessa famiglia tenga alle dipendenze una cuoca e un giardiniere. Questa incosistenza è sia snervante che divertente, e ovviamente richiede un qualche deus ex machina perchè la situazione si sblocchi o si risolva.

Penelope non è solo incapace di pensare a un modo di dare una mano alla madre (il padre è morto in guerra e la madre è ancora giovanissima) ma non riesce neppure a capire cosa vuole fare nella vita. Per il momento si limita a prendere lezioni di italiano e a progettare un viaggio in Italia l’anno successivo (a noi può sembrare una stravaganza, ma all’epoca, e nella classe sociale di Penelope in Inghilterra, questa era una scelta piuttosto banale e diffusa). La vita di Penelope viene sconvolta dall’incontro con la stravagante Charlotte, che la ‘preleva’ a una fermata dell’autobus per portarla a prendere il te a casa della Zia Clare e del cugino Harry. Penelope, che ha un carattere piuttosto perbenista, rimane un po’ sconvolta dall’audacità di Charlotte, ma bene presto abbandona le sue riserve, troppo interessata a questa affascinante famiglia. E proprio Harry coinvolge Penelope in una trama ancora più sconcertante: fingere di essere la sua ragazza per ingelosire il suo grande amore, la miliardaria americana Marina, una specie di Paris Hilton vintage ma molto carismatica, che ha lasciato Harry per sposare una persona molto più adatta. Le nuove frequentazioni di Penelope metteranno in atto in qualche modo una serie di azioni che porteranno a una nuova vita per tutti i personaggi del romanzo.

Bisogna ammettere che questo romanzo non è sicuramente troppo cerebrale o impegnativo, anzi si potrebbe quasi quasi definire chick lit (molti lo hanno già fatto) anche se di una tipologia decisamente particolare. La parte più affascinante a mio avviso è proprio l’ambientazione, e questo stile di vita così lontano dal nostro e per questo così affascinante. Il problema è che, rispetto ad altri romanzi dell’epoca (I Capture the Castle, i romanzi semi autobiografici di Nancy Mitford, ecc.) questo risulta un po’ ‘spento’. The Lost Art of Keeping Secrets parla, fondamentalmente, di un’epoca che sta finendo, e di un’altra che inizia. E ne parla prendendo un gruppetto di personaggi e mostrandoci le loro vite stravolte dalla storia ma soprattutto dalla voglia di vivere e d’amore. Per funzionare al cento per cento questo romanzo avrebbe avuto bisogno di una voce narrante più forte, capace di bucare la pagina, e l’incerta Penelope è troppo sfumata per assolvere a questo compito. Nel complesso un romanzo comunque piacevole, un po’ frivolo che consiglio per qualche ora di svago.

Giudizio: 4/5

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§ 4 risposte a Recensione 150 – The Lost Art of Keeping Secrets

  • Girasonia76 ha detto:

    ma quanto mi piacciono i tuoi post!questo libro ce l'ho in wishlist da secoli (in italiano ovviamente) ma costa sempre un botto e mi sa che non ne faranno mai una edizione economica…prima o poi lo prenderò!

  • Roberta ha detto:

    Ma grazie! Non mi ricordo se leggi in inglese, perchè in questo caso ci sarebbe il sito awesomebooks.com dove trovi questo libro a € 2,85. Non capisco questa politica di prezzi alti ad oltranza! Fra l'altro ho sentito che con questa legge Levi gli acquisti di libri sono diminuiti spaventosamente!

  • Girasonia76 ha detto:

    diciamo che potrei leggere in inglese se mi impegnassi… ma non c'ho voglia!! ho così tanti libri in italiano arretrati che se abbatto la barriera della lingua, poi non uscirò più di casa, sommersa dai libri! la legge levi ci ha effettivamente distrutti…

  • Roberta ha detto:

    Ah ah ma come ti capisco! Io sto cercando di abbattere la lista dei non letti ma è davvero un'impresa assurda. Perché io leggo, leggo, leggo…però poi compro pure! Ma non molto, per lo meno non in italiano, proprio per la legge Levi. Compro usato in Inghilterra, ma ora come ora mi limito pure in questo perché sennò non entro più in casa 🙂

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