Recensione 160 – Benny & Shrimp

novembre 11, 2011 § Lascia un commento

Autore: Katarina Mazetti
Titolo: Benny & Shrimp
Titolo originale: Grabben i graven bredvid
Traduzione dallo svedese: Sarah Death
(Titolo italiano: Il tizio della tomba accanto – ed. Elliot del 2010 anche pubblicato nel 2005 da Salani con il titolo O me o muuh!)
Edizione: Short Books, 2008 (prima pubblicazione 1999)
Pag.: 224
ISBN: 9781904977414

Benny and Shrimp

Benny e Shrimp (o meglio, Desiree) hanno ben poco in comune: una panchina al cimitero, di fronte alle tombe dei loro defunti. La tomba di Orjan, il marito di Shrimp, è una lapide così semplice e disadorna da essere quasi offensiva. La tomba dei genitori di Benny, invece, è un accorato tributo al barocco e un trionfo di piante.
Benny è un agricoltore che vive fuori città in una fattoria che riesce a malapena a gestire, ora che anche sua madre è morta. Shrimp è una bibliotecaria che sta cercando di venire a patti con la sua intempestiva vedovanza. Incredibilmente i due si attraggono ma hanno caratteri e stili di vita così diversi da rendere impossibile a tutti gli effetti una classica storia d’amore.

Benny & Shrimp è un romanzo destabilizzante perché è un chick lit sotto molti aspetti, ma leggendolo ci si aspetta molto di più (di questa ovvia celebrazione dell’amore romantico, intendo). Il problema di Benny è, fondamentalmente, il suo essere uomo. Un uomo che lavora duro e si aspetta una partner che lo aiuti e lo sostenga e crei una casa a cui tornare la sera dopo essersi sfasciato di lavoro. E come biasimarlo? Certo forse dà troppo per scontato che la controparte sia favorevole alla cosa, ma in fin dei conti le sue prospettive non sono _così_ assurde. Shrimp è una donna che pur essendo decisamente adulta ha sempre vissuto in un mondo di rapporti interpersonali tiepidi, e quando per la prima volta si ritrova in una storia invadente e destabilizzante sente il costante desiderio di tirarsi indietro per non essere fagocitata dagli eventi. Shrimp in particolare ha la sua vita, i suoi affetti, i suoi hobby, il suo lavoro, e non ha nessuno intenzione di cedere su nulla per far funzionare un rapporto che vede già destinato al fallimento.

Fondamentalmente un romanzo d’amore che si interroga, un po’ per gioco e un po’ sul serio, su quanto siamo disposti a sacrificare al *vero* amore, e anche su cosa possiamo, in fin dei conti, considerare *vero* amore. Scorrevole e appassionante, anche se non indimenticabile. E’ già stato tradotto in italiano (ma non in inglese) il secondo volume con il titolo Tomba di famiglia.

Giudizio: 4/5

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