Recensione 174 – PopCo

dicembre 14, 2011 § 2 commenti

Autore: Scarlett Thomas
Titolo: PopCo
(Titolo originale: PopCo)
Traduzione: Carla De Caro
Edizione: Newton Compton, 2010 (prima pubblicazione 2005)
Pag.: 466
ISBN: 9788854116979

PopCo

Dopo un’infanzia decisamente anomala, che ci viene raccontata attraverso una lunga serie di flashbacks che si alterna al presente, Alice conduce una vita molto tranquilla: vive nella casa che ha ereditato dai nonni, si mantiene grazie alla scrittura di una rubrica enigmistica settimanale (anche questa ereditata dal nonno), frequenta quasi esclusivamente la sua amica di infanzia Rachel. Fino a quando non viene scovata dai cacciatori di teste di una multinazionale del giocattolo, la PopCo, che la reclutano grazie alle sue competenze di crittografa. Dopo la prima fase di adattamente, il nuovo lavoro di Alice si rivela non particolarmente impegnativo, per lo meno fino a quando non viene nuovamente reclutata dalla stessa PopCo durante la festa annuale dell’azienda in una tenuta sperduta nella campagna, per fare parte di una ‘task force’ di creativi che hanno il compito di conquistare l’universo delle teenagers. Per Alice il passaggio al settore delle adolescenti è piuttosto impegnativo, soprattutto da un punto di vista morale, dato che una full immersion nei meccanismi del marketing le rende sempre più chiaro che il lavoro che fa la PopCo è decisamente poco onesto… Mentre Alice riflette sulla moralità del suo lavoro qualcuno la contatta con brevi messaggi in codice ed Alice deve cercare di capire che cosa vuole da lei questa persona misteriosa.

Il mio primo incontro con Scarlett Thomas è avvenuto circa due anni e mezzo fa, un paio d’anni dopo l’uscita (con grande battage pubblicitario, mi pare di ricordare) di Che fine ha fatto Mr. Y, un libro che mi è piaciuto ma fino a un certo punto (forse dovrei rileggerlo?). Quest’estate ho letto L’isola dei segreti (che ho recensito qui) e che è stato piuttosto deludente nonostante lo stile decisamente limpido rispetto al precedente. PopCo potrebbe essere descritto come un più accattivante miscuglio dei due: come L’isola dei segreti ha uno stile semplice e coinvolgente, come Che fine ha fatto Mr. Y parla di scienza e di segreti e complotti misteriosi. Ho adorato le descrizioni dell’infanzia di Alice e le parti in cui la Thomas ci spiega come lavorano le multinazionali e in particolare cosa vuol dire fare marketing se ti occupi di giocattoli. Molto interessante inoltre il tema della personalità versus omologazione sociale. Certo, devo ammettere che l’autrice si dilunga molto su temi che possono essere poco interessanti per il lettore (per me non è stato così, ma in fin dei conti la crittografia non è _così_ affascinante, lo so). D’altra parte questo è proprio il mio genere di libro, si legge velocemente ed è avvincente. Il bonus? In questo romanzo la Thomas riesce finalmente ad imbastire un finale non dico grandioso, ma soddisfacente.

Giudizio: 5/5

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