Recensione 189 – Bianco su nero

gennaio 6, 2012 § Lascia un commento

Autore: Rubén Gallego
Titolo: Bianco su nero
(Titolo originale: Белое на черном)
Traduzione: Elena Gori Corti
Edizione: Adelphi, 2008 (prima pubblicazione 2003)
Pag.: 187
ISBN: 9788845922695

Bianco su nero


Io scrivo del bene, scrivo di vittorie, gioie e amore.

Fino a qualche giorno fa non avevo idea di chi fosse Rubén Gallego. Mi sono incuriosita quando ho letto qualche citazione su Goodreads. Rubén Gallego è uno spagnolo, cresciuto negli orfanotrofi dell’Unione Sovietica, affetto da paralisi cerebrale, non può usare gambe e braccia, ma solo l’indice della mano sinistra. Bianco su nero, più che un’autobiografia, è una raccolta di bozzetti di ispirazione autobiografica. Come dice l’autore nell’introduzione:

Capita che mi chiedano se quel che scrivo è successo davvero. Se i protagonisti dei miei racconti sono reali.
Rispondo che sì, sono cose vere, personaggi reali; più che reali. Certo, i miei personaggi sono prototipi collettivi dell’infinito caleidoscopio dei miei infiniti orfanotrofi. Ma quel che scrivo è la verità.

La storia di Rubén Gallego è questa: nato dalla relazione tra la figlia del Segretario del Partito comunista spagnolo e uno studente venezuelano, Rubén viene al mondo con una paralisi cerebrale che convince il nonno a liberarsi di lui, piazzandolo in un orfanotrofio fingendo che sia morto in seguito a complicazioni. Rubén viene successivamente spostato di orfanotrofio a orfanotrofio, finché, a causa delle sue inesistenti capacità motorie, viene spostato in un ospizio, il che è praticamente una condanna a morte. Nei suoi anni prima nei vari orfanotrofi, poi nell’ospizio, i bisogni del protagonista (e dei suoi compagni di avventura) vengono raramente attesi, e soprattutto il personale cerca di convincere i disabili che sono solo un peso per la società, dei relitti privi di speranza e di futuro. Rubén riesce però a sopravvivere, a ritrovare la madre, a sposarsi due volte, avere due figlie e pubblicare questo libro.


Non so dire qual è l’ordine in cui avvengono queste cose, né come sia stato possibile per Rubén sopravvivere all’ospizio. La ‘biografia’ di Rubén è infatti lacunosa. Come dice questa recensione, Bianco su nero lascia il lettore con il desiderio di sapere di più della vita dell’autore: le informazioni che ho riportato sopra provengono più dalla quarta di copertina e dall’introduzione che dal romanzo stesso. Nei bozzetti che il romanzo contiene sono descritti singoli episodi, slegati fra di loro, a volte contraddittori, che sarebbero incomprensibili senza l’aggiunta delle poche note biografiche della quarta di copertina. 


Ma è Gallego stesso che giustifica le sue scelte:

“I was told again and again: ‘You don’t write like this,’ ” he said. ” ‘There has to be a plot, a beginning, an end. It’s unclear when the child speaks, when the adult, what’s autobiographical and what’s fiction.’ But there’s a reason for this! In many ways, I remain a child. I am not fully formed.” (fonte)



Nonostante questi ‘difetti’, Bianco su nero è ovviamente un romanzo potente, grazie all’incredibile ottimismo dell’autore, che riesce a ringraziare il mondo per quello che ha ottenuto dalla vita, invece di lamentarsi per quello che gli è stato negato:

Sono cresciuto, ho letto un’infinità di libri e mi reputo molto intelligente. E allora voglio dire grazie agli insegnanti che mi hanno insegnato a leggere. Grazie al governo sovietico che mi ha allevato. Grazie agli americani geniali che hanno inventato il computer e mi hanno dato la possibilità di battere questo testo con l’indice della mano sinistra. […] Grazie di tutto.

Bianco su nero è un romanzo privo di autocommiserazione, è un romanzo sulla capacità di sopravvivenza e sulle amicizie che permisero all’autore di sopravvivere. E’ anche un romanzo che cerca di trascendere i particolari geografici, fisici, personali, per diventare il resoconto di un’infanzia universale. Certo, Gallego denuncia il trattamento dei disabili nell’Unione Sovietica con questo libro, anche se sembra che in Russia non abbia suscitato un gran dibattito. Ma principalmente quella di Gallego è la storia di una persona che ce l’ha fatta, e che continua a combattere la sua battaglia quotidiana. Chapeau.

Giudizio: 4/5

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Recensione 189 – Bianco su nero su a bright shining lie.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: