Recensione 196 – Una passione tranquilla

febbraio 6, 2012 § Lascia un commento

Autore: Helen Simonson
Titolo: Una passione tranquilla
(Titolo originale: Major Pettigrew’s Last Stand)
Traduzione: Laura Prandino
Edizione: Piemme 2011 (prima pubblicazione: 2010)
Pag.: 512
ISBN: 9788856610338

Il maggiore Pettigrew, ormai in pensione, conduce una vita tranquilla e casalinga nel piccolo paese inglese di Edgecombe St. Mary (non me ne ero accorta durante la lettura, ma pare sia un paese – fittizio o meno – del Sussex). Vedovo, con un figlio che lavora nella City londinese, passa le sue giornate leggendo gli adorato Rudyard Kipling e Samuel Johnson, giocando al golf e pranzando al club. La quotidianità del maggiore Pettigrew è deliziosamente inglese, e la sua è una vita tipicamente britannica, anche se forse questa tipicità è più una proiezione esterna che una vera e propria realtà. Ma questo paesino con le signore che si occupano di infilare il naso in ogni cosa e che organizzano orribili balli annuali al club, con i signori che giocano a golf e il Lord locale che organizza battute di caccia, mi ha fatto davvero pensare che l’ambientazione del romanzo fosse più lontana nel tempo, mentre invece la storia si svolge ai giorni nostri. Che poi una tale realtà – che mi ricorda moltissimo, con qualche ammodernamento, il paesino di Cranford inventato da Elizabeth Gaskell e deliziosamente reso nella recente serie della BBC – sia mai davvero esistita, è un altro discorso.

Il romanzo inizia con una telefonata: è mattina presto e il maggiore Pettigrew ha appena ricevuto la notizia della morte dell’amato fratello quando Mrs. Ali – la signora pachistana, ma solo di origine, che possiede il piccolo alimentari del paese – bussa alla sua porta con il giornale. Quando Mrs. Ali si rende conto dello stato di shock del maggiore, entra in casa sua e gli prepara una tazza di tè, nonostante fino a quel momento i rapporti fra i due fossero stati solo quelli tipici tra negoziante e cliente. Questo è il punto di inizio per una timida amicizia tra i due, che condividono non solo la solitudine ma anche l’amore per i libri e la lettura, che è sempre un tocco davvero magico in un romanzo.

Ovviamente, poiché siamo in un paesino tradizionalista e pettegolo, il rapporto fra il maggiore Pettigrew e Mrs. Ali non passa inosservato e provoca un po’ di maretta, soprattutto quando entrambi vengono coinvolti, a diversi titoli, nell’organizzazione del ballo annuale. A queste difficoltà si aggiungono le incomprensioni familiari: il maggiore Pettigrew deve lottare contro il figlio, la nuora e la nipote che vogliono vendere la coppia di preziosissimi fucili Churchill, che per lui rappresentano l’eredità di famiglia (un tocco di simpatia e ulteriormente inglese, i fucili furono un regalo fatto al padre del maggiore, il colonnello Pettigrew, in India nel periodo coloniale). Inoltre il figlio non è affatto contento della nuova amicizia del padre. Anche Mrs. Ali deve combattere contro il nipote, molto religioso, che non approva il suo stile di vita.

Una passione tranquilla (orribile traduzione del titolo originale che, letteralmente, significa L’ultima battaglia del maggiore Pettigrew) è un romanzo posato e ironico, che parla di tradizioni, di famiglie e di passione, questo sì, che nel caso del maggiore e di Mrs. Ali decisamente non è tranquilla, anzi è tale da convincerli a sfidare le convenzioni. Ma la storia d’amore forse non è nemmeno il ‘cuore’ di questo romanzo, che tutto sommato parla di come le persone siano più o meno tutte uguali, in fondo in fondo, con gli stessi problemi e gli stessi sogni. Bellissima l’introspezione psicologica del protagonista, anche se forse, essendo donna e ancora giovane, non sono nella posizione migliore per definire il personaggio ben riuscito! C’è solo qualcosa che stona, ovvero un finale un po’ troppo rocambolesco. Io, a dire il vero, avrei concluso il tutto ben prima, nel capanno (chi ha letto, sa!), ma a dire il vero non mi è dispiaciuto affatto passare ancora qualche pagina insieme a questi personaggi. Un grande peccato non aver letto questo romanzo in inglese, dato che il confronto tra alcuni spezzoni mi ha definitivamente convinto che in lingua originale questo sarebbe stato un romanzo da cinque stelline.

Giudizio: 4/5

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