Recensione 199 – The Siege

febbraio 20, 2012 § Lascia un commento

Autore: Helen Dunmore
Titolo: The Siege
(Titolo italiano: L’assedio)
Edizione: Grove Press 2002 (prima pubblicazione 2001)
Pag.: 304
ISBN: 9780802139580

The Siege

The Siege è un libro quasi ingannevole. La copertina sfumata mostra un paesaggio imbiancato, le prime pagine descrivono le notti bianche e l’arrivo della primavera, quella sensazione di risveglio, di solletichio che proviamo anche noi mediterranei quando la stagione si apre, figuriamoci i russi con gli inverni che si ritrovano… Certo, la vita di Anna non è delle più semplici: ha dovuto lasciare gli studi per allevare il fratellino Kolja, quando la madre è morta dandolo alla luce. E il padre è un intellettuale, con scarsissime attitudini pratiche, per cui tutte le faccende, di casa e fuori di casa, spettano a lei. Senza parlare del fatto che gli scritti del padre ormai non sono più ben visti dalle autorità, causandogli grande dolore. Ma le immagini della nostra protagonista alle prese con la terra di primavera, mentre semina ciò che terrà la sua famiglia in vita nell’inverno a venire, è ancora un’immagine positiva.

Pian piano però la vita si insinua nella vita di tutti: Leningrado è cinta d’assedio e tutti i cittadini danno una mano, combattendo o costruendo barricate o servendo in tutti i lavori possibili. Pian piano però le scorte di cibo si riducono e le persone cominciano a morire per i più stupidi dei motivi: nella Leningrado assediata e priva di cibo, immersa nell’inverno russo, ogni banalità diventa una questione di vita e di morte. La vita cessa di essere vita, ma semplice continuazione, aggiunta di un giorno all’elenco, una possibilità in più di sopravvivere a ogni giorno di resistenza in più. Ma tutto diventa una fonte di stanchezza, quasi impossibile: ricordare, desiderare, sono capacità che il corpo umano tralascia quando deve vivere di pasta di colla e cinture bollite.

E’ incredibile la capacità di Anna di resistere, di lottare seppur al rallentatore, ormai stremata. La sua capacità di sopravvivere ma anche la capacità di abnegazione davanti alle necessità del fratellino, che per lei è a tutti gli effetti un figlio. La capacità di innamorarsi nella più ostile delle situazioni, la capacità di piangere i suoi cari, di rinunciare a qualcosa per aiutare il prossimo. La capacità di inventare nuovi modi di sfruttare il poco che si ha. La capacità di non indulgere a debolezze, di rimandare a domani ciò che oggi non si può nemmeno immaginare di poter cominciare ad affrontare.

Un romanzo forte, certo anche deprimente, o meglio triste, angosciante, difficile. Eppure c’è tanta forza in queste pagine, tanta vita. E descritta in modo così lirico: c’è della poesia in queste pagine. Credo che la descrizione migliore per questo romanzo sia ‘intenso’. Decisamente consigliato. E provvederò a leggere anche il seguito, The Betrayal.

Giudizio: 5/5

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