206 – Below Stairs di Margaret Powell

marzo 27, 2012 § 2 commenti

Autore: Margaret Powell
Titolo: Below Stairs
(non tradotto in italiano)
Edizione: Pan Books/Kindle, 2011 (1968)
ASIN: B004OC07QM

Below Stairs: The Classic Kitchen Maid's Memoir That Inspired "Upstairs, Downstairs" and "Downton Abbey"

Fonte di ispirazione sia per l’apprezzatissima serie tv Downton Abbey, sia per la più datata (e introvabile) Upstairs, Downstairs, questo romanzo racconta come stavano veramente le cose almeno per una rappresentante delle servitù la cui vita viene tanto romanticamente descritta (almeno in Downton Abbey). Senza nulla togliere alla serie tv, che io _adoro_ bisogna ammettere che la situazione idilliaca che descrive è storicamente poco probabile.

La prima cosa che ho pensato, una volta superati i primi capitoli che parlano in modo piuttosto piacevole della vita della famiglia Powell nella loro cittadina, Hove, è che è una vera fortuna essere nata diversi decenni più tardi. Normalmente tendiamo a romanticizzare il passato, ma Margaret Powell, dopo averlo vissuto sulla sua pelle, solo raramente cade nello ‘stavamo-meglio-quando-stavamo-peggio-pensiero’.
All’età di quattordici anni Margaret vince una borsa di studio ma, poiché questa copre solo i costi scolastici e non gli abiti e il cibo, è chiaro che la sua famiglia non può comunque permettersi di farle continuare gli studi. Margaret, che sogna di diventare una maestra, molto pragmaticamente inizia a lavorare per una lavanderia, esperienza per lei molto positiva, senonché allo scadere dell’anno di ‘apprendistato’, viene mandata via per fare posto ad un’altra quattordicenne che può essere ancora sottopagata (certe cose non cambiano mai, a quanto pare). A questo punto le possibilità si restringono e, sebbene molto a malincuore, Margaret deve cominciare ad andare a servizio.

Le sue mansioni come sguattera (lo so che è un brutto termine, ma il lavoro corrispondente è molto peggio) di cucina sono talmente tante (e spesso talmente assurde) da risultare incredibili. Un esempio: Margaret ogni mattina deve pulire tutte le scarpe di tutta la famiglia per cui lavora. Il che significa pulirle per benino, lucidarle, ma anche pulire la suola e poi stirare i lacci (Margaret ci spiega che all’epoca i lacci erano piatti e larghi – il che, personalmente, non giustifica davvero lo stiraggio, quotidiano poi!). Ma soprattutto deve occuparsi delle pulizie, in un’epoca in cui non c’erano sicuramente tutti i detersivi e gli aiuti che abbiamo oggi – anzi, non esistevano nemmeno i guanti! (stiamo parlando degli anni Venti circa). La pesantezza del lavoro spesso rendeva di fatto impossibile al personale di una casa vivere pienamente il poco (pochissimo, e strettamente regolato e deciso dai datori di lavoro) tempo libero. Dopo il suo primo incarico Margaret decide di cercare un lavoro a Londra ma dopo i primi mesi si rende conto che non riesce a visitare niente di quello che vorrebbe (grande appassionata di lettura, Margaret vorrebbe visitare i luoghi dove hanno vissuto i grandi scrittori e in cui sono ambientati i loro libri). Tutto ciò che ha la forza di fare nel suo tempo libero è chiudersi in un cinema, dove può riposare e, nel buio, dimenticare di essere vestita in modo orribile – perché il modo di vestire di una persona a servizio era regolato dai datori di lavoro, e non solo durante le ore di servizio, ma anche nel loro tempo libero. Lo status di un dipendente a servizio all’epoca era quasi quello di una non-persona.

Non meraviglia che Margaret fosse estremamente concentrata nella sua missione di trovare un marito, una caratteristica che per noi può essere fastidiosa, ma che evidentemente per le donne della sua epoca e posizione rappresentava una delle pochissime possibilità di migliorare la propria vita. Ma la ricerca di Margaret dura diversi anni, almeno quanto basta per decidere di tentare anche l’altra strada: passare da sguattera a cuoca, un deciso passaggio di qualità. Alla fine Margaret riuscì anche a sposarsi e a crearsi una famiglia. Non solo, a tempo debito concluse gli studi interrotti molti anni prima e poi, con la pubblicazione di questo libro, divenne molto famosa. Scrisse altri libri e partecipò anche alla stesura di una serie tv ispirata alla sua vita. Direi che fortunatamente alla fine è riuscita a prendersi tutte le sue soddisfazioni!

Giudizio: 4/5

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