207 – Le stanze illuminate

marzo 28, 2012 § Lascia un commento

Autore: Richard Mason
Titolo: Le stanze illuminate
(Titolo originale: The Lighted Rooms; anche pubblicato con il titolo Natural Elements)
Edizione: Einaudi, 2008
Pag.: 495
ISBN: 9788806190033

Le Stanze Illuminate
Perhaps being old is having lighted rooms
Inside your head, and people in them, acting.


Philip Larkin

Richard Mason è un autore che mi piace davvero molto, ed è così fin dal primo romanzo che ho letto, Noi. Anime alla deriva mi è piaciuto un pochino di meno, ma comunque molto, e Alla ricerca del piacere mi è piaciuto allo stesso modo, anche se la scelta di non rivelare che si tratta di una prima parte, to be continued, mi ha indotto ad assegnare una stellina di meno. Le stanze illuminate è bellissimo, forse anche migliore di Noi, che però, devo dire, ricordo poco dato che la lettura risale al 2008.

Devo ammettere che all’inizio la storia mi aveva preso solo fino a un certo punto. Eloise è una donna in carriera che nella vita ha fatto la scelta di essere libera dai legami, familiari o meno. Coerentemente, quando la madre Joan comincia ad avere i primi acciacchi seri, decide di metterla in casa di riposo. E poi, sentendosi in colpa per questo, per quanto la casa di riposo scelta sia estremamente di lusso e conseguentemente costosa, decide di accompagnarla in un viaggio di una settimana in Sudafrica, terra di origine della sua famiglia. La trama, per quanto interessante, mi sembrava anche poco originale. Ovviamente mi sbagliavo, perché ben presto Mason cambia traiettoria, e nella seconda parte del romanzo, soprattutto, cambia completamente stile, sfociando in quello che è stato chiamato realismo magico, e che normalmente a me non è che gusti molto, però in questo caso decisamente si.

Anche i personaggi inizialmente non mi hanno convinta del tutto: Eloise sembra proprio essere stata creata per essere il prototipo dell’egoismo: una donna di quasi cinquanta anni che non solo ha scelto di non avere figli (cosa che posso capire, dato che temeva di ridursi ad accessorio della sua stessa vita) ma addirittura ha preferito rimanere single (cosa che trovo particolarmente difficile da digerire). Quando ha potuto acquistare una casa, lo ha fatto scegliendo quella che meglio dichiarava il suo intento di non prendere la madre in casa nel futuro. Il suo lavoro consiste nell’accumulare quattrini e non ha nessuno di quegli hobby che potrebbero riscattarla umanamente: non legge, non guarda film, non ascolta musica, non lavora a maglia, non fa volontariato, addirittura tratta la sua stessa casa come una discarica, in cui non si è ancora tramutata solo grazie alle cure della donna delle pulizie.
Per quanto riguarda Joan, invece, infastidisce la sua bontà, il perdono verso la figlia egoista e il figlio ancora peggio, l’acquiescenza nonostante la sua vita non sia stata delle più semplici.

A un certo punto però i personaggi hanno cominciato a uscire dalla pagina, la trama si è complicata e io mi sono totalmente innamorata di questo romanzo, che avrei letto anche mentre guidavo tanto mi ha appassionato. Il rapporto madre-figlia è sicuramente un grande tema, ma forse il principale è quello dell’invecchiamento. Non parlo necessariamente di demenza senile, perché gli episodi di cui è protagonista Joan sono interpretabili, e a me piace la lettura più romantica. Credo che forse anche Mason preferisca il lato romantico delle avventure di Joan, dal modo coinvolto e parziale in cui le racconta. In generale però questo romanzo parla di cosa vuol dire invecchiare (anche considerando l’epigrafe di Larkin) e mi ha fatto riflettere parecchio il concetto di perdita della libertà personale. Non che Joan sia stata molto più libera durante il suo matrimonio con Frank: le ingerenze dell’orribile suocera Astrid mi hanno fatto letteralmente fumare. Mason va oltre, aggiungendo una doppia trama nel passato: da una parte la famiglia di Astrid durante la guerra anglo-boera e dall’altra una famiglia vittoriana che abitava nello stabile in cui ora è la casa di riposo di cui Joan è ospite. Forse la storia di Eloise è la meno interessante, ma comunque molto bella, con la sua trasformazione e la lotta per non perdere il lavoro e tutti i suoi soldi.

Giudizio: 5/5

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