213 – Imagined London

aprile 18, 2012 § Lascia un commento

Autore: Anna Quindlen
Titolo: Imagined London. A Tour of the World’s Greatest Fictional City.
(Titolo italiano:
Edizione: National Geographic, 2006 (2004)
Pag.: 176
ISBN: 9780792242079

Imagined London: A Tour of the World's Greatest Fictional City
Solo a me queste scarpe ricordano Il mago di Oz?



so much has been said, but many voices can be heard 

Anna Quindlen è una giornalista e scrittrice americana che fin dalla più tenera età è un’appassionata lettrice e che diventa ben presto un’anglofila in absentia, come dice lei stessa, cioè senza mai essere stata fisicamente in Inghilterra. Evitare un viaggio a Londra sembra per molti anni una missione: il motivo è la paura che la città non sia all’altezza delle sue enormi aspettative. Così Anna viaggia in poltrona fino a quando dopo i quarant’anni non cede (apparentemente, per la promozione di un suo libro). Questo è il resoconto di quel viaggio (e altri, successivi) e del tentativo di conciliare la Londra reale con la Londra creata dai libri.

Imagined London è una lettura estremamente piacevole per svariati motivi: Anna Quindlen ha una bella voce narrativa, parla di molti libri e scrittori (alcuni che conosco molto bene, altri solo di nome) e ovviamente parla di moltissimi posti di Londra che hanno una rilevanza letteraria particolare. La sua prosa è farcita di piccoli aneddoti, bocconcini di informazione che sono sicuramente piacevolissimi. Eppure Imagined London è per me il classico esempio di concept meraviglioso (appassionata lettrice visita Londra rivivendola alla luce delle sue letture anglofile) tradotto in un’esecuzione che non arriverei a definire sommaria, né fallimentare, ma piuttosto vagamente insoddisfacente.

La pecca più grande a mio avviso è la frammentarietà e la scarsa organizzazione del testo. I capitoli sono apparentemente organizzati per argomenti (l’impressione, almeno, è questa, inizialmente) ma non realmente. Di fatto i capitoli non sono organizzati né per argomenti, né per zone, né per autori o gruppi di autori, né seguono un itinerario reale. La confusione del testo non impedisce comunque di ammirare i riferimenti letterari, di prendersi nota di autori da approfondire o di libri da leggere, o di posti da visitare. Al di là di questo, è difficile puntare il dito sui difetti del libro (forse anche perché è il primo di questo genere che leggo).

Probabilmente per me è un problema il fatto che la narrazione è spesso impersonale. Mi spiego meglio. Quando leggo di viaggi nei blog che seguo, le persone si descrivono nell’atto di raggiungere un tal luogo (esempio: dove risiedeva l’editore di Charlotte Bronte) e pensare all’aneddoto legato (la visita di Charlotte al suo editore, che non riusciva a convincersi della sua identità – all’epoca i libri delle sorelle Bronte erano ancora pubblicati sotto pseudonimo). Continuando l’esempio delle Bronte, la blogger in questione passeggia per la City (qui era infatti l’ufficio dell’editore) cercando le cose che presumibilmente erano già lì nel 1848, anno della visita delle Bronte, e che loro potevano aver visto all’epoca. Questo approccio è meraviglioso perché mi dà l’impressione di essere a Londra con la narratrice, e anche di poter replicare personalmente la visita. La Quindlen invece parte dallo specifico (il suo amore per la lettura, e alcuni aneddoti personali) per virare sempre verso il generico (nel tal quartiere c’è una tal via e una tal casa eccetera eccetera) senza condividere un’esperienza personale. Nonostante questo, molti capitoli sono davvero belli (ad esempio quello che parla della distruzione di Londra durante la seconda guerra mondiale). Eppure, con un apporto personale maggiore, il libro sarebbe stato perfetto.

In ogni caso questa è una lettura che consiglio a chi è appassionato di Londra e di libri. Una sola avvertenza: l’autrice parla solo quasi di autori classici e per adulti. Quindi se non avete letto Thackeray, Dickens, Woolf, le sorelle Mitford potreste trovare poco interessante il parallelo letterario (oppure potreste cominciare a leggerli!). Qualche autore moderno c’è: P.D. James, Doris Lessing. Quello che manca è – ovviamente – tantissimo (non ne faccio una colpa all’autrice, come avrebbe potuto includere tutto?) ma soprattutto mancano riferimenti alla lettura per infanzia. Sto pensando soprattutto a J. K. Rowling ma anche a romanzi più classici come quelli di Barrie (Peter Pan) e sicuramente molti altri che non conosco o semplicemente che ora non mi vengono in mente. Detto questo, se il libro vi ispira ancora, vi invito caldamente a leggerlo!

Giudizio: 3/5

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