232 – Some Tame Gazelle

giugno 26, 2012 § 2 commenti

Autore: Barbara Pym
Titolo: Some Tame Gazelle
(Titolo italiano: Qualcuno da amare)
Edizione: HarperCollins, 1983 (Omnibus)
Pag.: 232
ISBN: 9780060806781

Some Tame Gazelle

Some Tame Gazelle è il primo romanzo scritto da Barbara Pym, nel 1935, quando lei aveva solo ventitré anni. Le protagoniste del romanzo sono le sorelle Belinda e Harriet Bede, due zitelle di mezza età che vivono insieme in un paesino inglese e la cui vita sociale ruota intorno alla Chiesa e ad una ristretta cerchia sociale composta da poche – e raramente rinnovate – persone. Le due sorelle sono basate sulla stessa Barbara Pym e la sorella minore Hilary, e l’intero romanzo è una specie di divertissement in cui l’autrice (giovanissima, ricordiamo, che scriveva mentre era ad Oxford e prima che scoppiasse la guerra) si immagina, con la sorella e la loro cerchia di amici, su cui a quanto pare sono basati anche gli altri personaggi del romanzo, una ventina o trentina di anni più tardi. Ma la cosa più straordinaria è che la vita di Barbara e Hilary Pym sembra aver decisamente realizzato le proiezioni della giovane autrice: anche nella vita reale le due non si sposarono mai (pur avendo, chiaramente, la loro razione di amicizie maschili) e dopo il pensionamento di Barbara le due si ritirarono in un cottage nello Oxfordshire.

I romanzi della Pym (ad oggi ho letto questo e Donne Eccellenti che però è successivo) sono deliziose commedie sociali, descrizioni decisamente ironiche della vita di provincia, e in particolare della vita di provincia delle ‘excellent women’ (ovvero le zitelle, che pure hanno così tanto da donare alla società). Una vita che ruota intorno al sermone della domenica, agli eventi parrocchiali e agli inviti a cena estesi ai nuovi curati che si avvicendano per aiutare l’arcivescovo. La forza della Pym non risiede solo nella descrizione precisa e domestica della routine quotidiana di queste deliziose persone, ma anche e soprattutto nella profonda ironia con cui si approccia a queste esistenze (e anche le descrizioni delle coppie sposate sono davvero godibili e genuine). Le dinamiche sociali e sentimentali dei pochi e ben descritti personaggi sono descritte perfettamente e rappresentano davvero uno spunto di riflessione anche per noi, oggi.

La caratteristica più bizzarra di questo romanzo è il fatto che, nonostante la Pym fosse riuscita ad interessare un editore alla pubblicazione del suo manoscritto, per vari motivi questa verrà posticipata fino al 1950 e nonostante qualche (immagino) rimaneggiamento, appare piuttosto evidente che si tratta di un romanzo scritto ben prima della seconda guerra mondiale. Dopo di questo ovviamente l’autrice pubblicò diversi altri romanzi, ma fu negli anni Settanta che ottenne il vero successo, grazie ad un articolo scritto da David Cecil e dal poeta Philip Larkin, che la riteneva “the most underrated writer of the century”. Sulla scia di questo articolo la Pym fu oggetto di diversi apprezzamenti, fra cui la nomina a finalista del Booker Prize del 1977 e l’elezione a Fellow della Royal Society of Literature.

Giudizio: 4/5

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