240 – A Wrinkle in Time

luglio 16, 2012 § Lascia un commento

Autore: Madeleine L’Engle
Titolo: A Wrinkle in Time
(Titolo italiano: Nelle pieghe del tempo)
Serie: Time, #1
Edizione: Farrar, Straus and Giroux, Kindle, 2010 (1962)
Pag.: 228
ASIN: B004OA64H0

A Wrinkle in Time (Time Series, #1)

Più di un anno fa lessi When You Reach Me, incuriosita da un articolo sui romanzi vincitori del premio Newbery Medal (per il 2010 – nel 2009 vinse The Graveyard Book di Neil Gaiman, nel 2011 Moon Over Manifest, che ho intenzione di leggere, e quest’anno Dead End in Norvelt, che sembra davvero interessante). When You Reach Me è un romanzo per ragazzi (il premio Newbery Medal è infatti dedicato alla letteratura per ragazzi) che ha come protagonista la dodicenne Miranda e include un viaggio nel tempo. L’autrice, Rebecca Stead, si è ispirata al famosissimo (negli Stati Uniti, qui in Italia non credo molto, anche se è stato tradotto negli anni Novanta da Bompiani e più recentemente dalla Giunti) A Wrinke in Time (in italiano Nelle pieghe del tempo, anch’esso vincitore del Newbery Medal), un romanzo di fantascienza per ragazzi pubblicato per la prima volta nel 1962. Anche la protagonista di When You Reach Me, Miranda, è molto appassionata al romanzo e continua a rileggerlo. All’epoca l’aneddoto mi incuriosì ma non abbastanza da recuperare e leggere il romanzo di L’Engle, evidentemente. Sabato però in libreria sono incappata proprio nella nuova edizione della Giunti e dall’incipit mi è sembrato il libro perfetto per accompagnare un week end di beata nullafacenza.

Meg Murry si sveglia nel cuore della notte a causa del vento che infuria fuori dalla finestra della sua camera, e non appena sveglia viene assalita dalle sue molteplici preoccupazioni: Meg è una ragazza qualsiasi, un po’ bruttina, con l’apparecchio ai denti, gli occhiali e dei capelli color topo che non stanno in nessun modo. Inoltre, viene costantemente rimproverata dagli insegnanti per la scarsa applicazione, dalle compagne di classe per il suo infantilismo e derisa dai compagni di scuola per il fratellino di cinque anni, Charles Wallace, che tutti considerano tonto. Se questo non bastasse, tutti gli adulti fingono partecipazione nei suoi confronti solo per estorcerle l’ultima novità riguardo a suo padre, uno scienziato impegnato in una missione per il governo, lontano da casa ormai da qualche anno. E che non sta dando notizie di sé da diversi mesi.
Nonostante l’ambientazione iniziale molto ‘cosy’ la storia si sposta ben presto in mondi sconosciuti grazie appunto a un viaggio (nello spazio e nel tempo) il cui obiettivo è quello di sconfiggere il Male che sta minacciando la Terra e, incidentalmente, ritrovare e riportare a casa papà Murry.

A Wrinkle in Time è soprattutto un romanzo distopico per ragazzi (e non mi stupisce che la Giunti lo abbia ripubblicato visto il trend inaugurato con The Hunger Games), in cui il tema del viaggio nel tempo secondo me è davvero secondario rispetto alla visita presso il pianeta Camazotz, governato dal dittatore e ipnotizzante cervello chiamato IT. Un altro tema molto importante è quello cristiano, anche se devo dire che io (forse perché sono cresciuta come cattolica?) non ho notato molto. Certo, si fa riferimento a Gesù come a una delle persone che hanno combattuto contro il Male (personificato nel romanzo da una Dark Shadow che incombe sul pianeta Terra) però insieme ad altre famose personalità non religiose (grandi artisti e scienziati di tutti i tempi). Ed è vero che le tre ‘streghe’ vengono definite, ad un certo punto, angeli custodi, ma non mi sembra abbastanza per affermare che il romanzo è indottrinante. Personalmente ho trovato più forti i rimandi a Shakespeare. Ed esilarante l’incipit “It was a dark and stormy night”, che io conoscevo per via di Snoopy scrittore, nelle strisce a fumetti di Schultz. In realtà ho scoperto che si tratta di un famoso incipit di un romanzo vittoriano. Divenne famoso come esempio di cattiva scrittura, di una scrittura così ornata e fiorita da  distogliere l’attenzione del lettore dal flusso della narrazione, e dal significato della narrazione stessa, ottenendo così il risultato opposto a quello voluto. E’ proprio in questa accezione ovviamente che viene poi riutilizzata nei Peanuts.

Devo ammettere che i libri di fantascienza non sono proprio il mio genere, ho provato When You Reach Me, Il mago di Ursula Le Guin* che è davvero un caposaldo di questo genere, e ora l’amatissimo A Wrinkle in Time e nessuno dei tre mi ha convinto. Forse sono romanzi che possono davvero affascinare in tenera età, e al libro della L’Engle sicuramente bisogna riconoscere che negli anni Sessanta scrisse (o meglio pubblicò, lei il romanzo lo scrisse molto prima) un romanzo di fantascienza con una protagonista femminile, e che protagonista! Meg è una scienziata in erba, un genietto della matematica, non particolarmente bella né particolarmente simpatica, insomma una classica signorina qualunque, in cui sicuramente ci si può identificare, e che però diventa la protagonista attiva di un’avventura tutta sua. Al di là di questi meriti però io non ho trovato il romanzo abbastanza accattivante da convincermi a provare il secondo della serie (questo è auto-conclusivo, badate bene).

*Edit: è vero che Ursula Le Guin è una scrittrice nota nel campo della fantascienza, però per amor di correttezza devo ammettere che Il mago è un romanzo fantasy.

Giudizio: 3/5

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo 240 – A Wrinkle in Time su a bright shining lie.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: