258 – Greenery Street

settembre 6, 2012 § Lascia un commento

Autore: Denis Mackail
Titolo: Greenery Street
(non tradotto in italiano)
Edizione: Persephone, 2002 (1925)
Pag.: 392
ISBN: 9781903155257

I libri della casa editrice Persephone sono normalmente tutti grigi ma hanno i risguardi decorati con delle fantasie tessili intonate al contenuto (nello specifico un tessuto cretonne del 1925 che Felicity avrebbe potuto acquistare per rifoderare il divano 

Greenery Street è il mio primo Persephone, o per lo meno il primo libro edito da Persephone che leggo nella loro (bellissima) edizione. Questa casa editrice si occupa di ripubblicare libri del ventesimo secolo, principalmente scritti da donne, e che per qualche motivo siano stati trascurati dal mondo editoriale. Sono titoli molto interessanti, e per quanto mi riguarda li comprerei in blocco se solo potessi. Questo romanzo in particolare mi ha colpito perché elogiato da addirittura da P. G. Wodehouse, che lo descrisse come “so good that it makes one feel that it’s the only possible way of writing a book, to take an ordinary couple and just tell the reader all about them.” E in effetti l’autore, Denis Mackail, racconta la storia di due sposi novelli, Ian e Felicity, dai giorni del loro fidanzamento e per alcuni mesi dopo il matrimonio, in modo leggermente autobiografico*. Il tutto è ambientato nella Londra degli anni Venti, e in particolare in Greenery Street, appunto, che è – metaforicamente, chiaro – la strada dove tutti i novelli sposi (di una certa classe sociale, aggiungerei) finiscono con l’abitare nei primi anni di matrimonio:

It would clearly be an exaggeration to say that every young couple begins married life at Greenery Street. It wouldn’t even be true to say that every house in Greenery Street contains a young married couple. Yet both these statements have frequently been made; and so accurately do they describe the spirit of the place, that no one has ever troubled to contradict them.We certainly shouldn’t dream of contradicting them ourselves.

Questa strada fittizia corrisponde ad un luogo reale, ovvero Walpole Street, Chelsea, una strada di case vittoriane che all’epoca rappresentavano l’ideale per una giovane coppia, per lo meno fino a quando l’avvento dei figli non le ‘restringeva’. Immagine piuttosto curiosa in un’epoca come la nostra, in cui solo un monolocale e poco altro costringerebbe una coppia a traslocare in caso di figli!

Si tratta di un romanzo in cui, come al solito, non succede moltissimo (anche se in effetti una delle trame secondarie è un po’ misteriosa) ma si legge benissimo: è senza pretese, e risulta sempre divertente e a tratti anche toccante (a tratti, ma brevemente e in modo sopportabile, anche – purtroppo – melenso). La sua bellezza risiede proprio nell’affrontare tutti i piccoli drammi quotidiani che però, in un modo o nell’altro, non offuscano la felicità familiare dei protagonisti.

Grazie anche a un narratore onnisciente e divertito che a volte emerge dalla narrazione con i suoi commenti, veniamo a conoscenze delle tribolazioni e delle gioie della vita matrimoniale: la gestione finanziaria della casa, i regali di nozze, la vita d’ufficio, il personale poco soddisfatto e poco soddisfacente, le crisi familiari. Ian e Felicity infatti, pur provenendo da famiglie danarose, sono (relativamente) in ristrettezze finanziarie, e devono imparare a gestire la cosa. Fa proprio ridere l’idea di una coppia che paga a tempo pieno una cameriera e una cuoca, ma che va spesso a pranzo dai genitori per economizzare. Soprattutto quando si scopre che la cameriera intrattiene il suo spasimante in cucina (a suon di pasti!) e in pochi mesi si è scolata ben sei bottiglie di whiskey, e i nostri eroi non sanno come affrontarla. Anche se la maggior parte delle vicende sono perfettamente condivisibile anche da noi moderni, altre sono infatti proprio inconcepibili e tipiche delle’epoca, ma proprio per questo sono forse ancora più interessanti.

Bisogna chiarire che, benché sia interessante dal punto di vista della storia sociale, Greenery Street è semplicemente il canto di gioia di un marito immerso fino alle orecchie nella beatitudine di una vita matrimoniale felice e soddisfacente. Non ci sono quindi commentari sociali, ma ‘solo’ analisi dell’animo umano (queste ultime sono, però, stupendamente centrate). Il fascino principale è proprio essere testimoni dell’aggiustamento dei due sposini alla loro nuova situazione e l’uno all’altro).

Il libro ebbe molto successo, tanto che l’autore scrisse due seguiti: Tales from Greenery Street (una raccolta di racconti che parlano di altre coppie residenti in Greenery Street) e Ian and Felicity (che è ambientato qualche anno dopo di questo). Purtroppo entrambi sono fuori catalogo, ma speriamo che Persephone si convinca a ripubblicarli!

* Una curiosità: non solo Denis Mackail abitò in una delle case in Walpole Street (per poi trasferirsi alla nascita della seconda figlia) ma quella casa era stata precedentemente occupata da P. G. Wodehouse, e al momento del trasferimento lasciò il passo da Jan Struther (autrice di Mrs. Miniver, poco noto in Italia tempo, ma assai famoso in Inghilterra). E’ anche vero che Mackail crebbe in un ambiente letterario: la sorella, Angela Thirkell, è una nota romanziera; da bambino Denis conosceva J. M. Barrie e da adulto divenne amico intimo sia di Milne che di Wodehouse.

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