261 – Tolstoy and the Purple Chair

settembre 13, 2012 § 3 commenti

Autore: Nina Sankovitch
Titolo: Tolstoy and the Purple Chair: My Year of Magical Reading
(Traduzione italiana: Se per un anno una lettrice: la vita, un libro alla volta)
Traduzione: Eleonora Cadelli
Edizione: HarperCollins (Kindle), 2011
Pag.: 261
ASIN: B004MMEIWI

Tolstoy and the Purple Chair: My Year of Magical Reading

Tolstoy and the Purple Chair è il resoconto di un anno da lettrice piuttosto speciale: Nina Sankovitch decide di leggere un libro al giorno, per un anno, e di scrivere la recensione di ognuno nel suo blog. Le regole sono poche (niente riletture, solo un libro per autore), le ore previste per giornata sono sei (quattro per la lettura, due per la recensione) e le intenzioni sono le più serie. Nina esce infatti da un periodo estremamente frenetico durante il quale, come reazione alla morte della sorella di quarantasei anni per cancro, ha cercato di vivere al doppio della velocità standard, quasi a voler recuperare tutto quello che la sorella non era più in grado di fare. Ma il dolore va affrontato e, anche se chiunque abbia vissuto un lutto sa che non svanisce mai, perlomeno addomesticato.

La lettura è sempre stata importante per Nina e per la sua famiglia, e ora lei decide di rivolgersi ai libri per avere aiuto: I needed comfort now. I needed hope. Hope that when life turns on you for the worst, it will turn back again, for the good (Avevo bisogno di consolazione. Avevo bisogno di sperare. Sperare che, quando la vita ti si rivolta contro, un giorno si volterà nuovamente, verso il meglio). Attraverso i libri che legge in questo anno, affrontando la sfida come se fosse un lavoro (e quindi chiedendo anche la collaborazione del marito e dei quattro figli) e nonostante ciò ricavandone enorme piacere, Nina affronta uno a uno i nodi del suo dolore: come accettare la morte di una persona cara? Come evitare che sigillare il passato per non dover più soffrire? Come è possibile avere di nuovo fiducia nel futuro e tornare a vivere? I libri non sono solo un conforto immediato ma anche e soprattutto un modo di tornare alla vita: words are alive, and literature becomes an escape, not from, but into living (le parole sono vive, e la letteratura diventa una fuga non da, ma verso la vita).

L’autrice è riuscita a mio avviso a miscelare perfettamente la parte di memoir (i vari interrogativi che nascono in seguito al suo lutto assumono una prospettiva esistenziale molto ampia) e la parte di commento sui vari libri letti. Ho notato che molti lettori hanno sottolineato come la prima parte sia preponderante. Personalmente non l’ho trovato fastidioso: le recensioni sono ancora disponibili nel sito dell’autrice, volendo, e comunque al di là dei vari suggerimenti di lettura che ho già ricavato dal testo, trovo più interessante il modo in cui viene connessa la lettura non solo con la vita, ma una riflessione di ampio respiro su come si possa migliorare la propria vita. Lo trovo un concetto estremamente vivificante. Leggere – non solo romanzi, ma anche memoir, o saggi, come questo) ci aiuta anche a chiederci: stiamo vivendo al meglio? ci stiamo prendendo le nostre responsabilità? stiamo provando ad essere gentili, a migliorare la nostra esistenza, a reagire al meglio alle avversità?

Giudizio: 4/5

* le pessime traduzioni sono mie.

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§ 3 risposte a 261 – Tolstoy and the Purple Chair

  • Phoebes ha detto:

    Non mi è ben chiara una cosa: nelle quattro ore giornaliere didicate alla lettura il libro poteva anche non essere finito? E in caso affermativo quindi lo abbandonava e lo recensiva lì dov'era arrivata?So che è una domanda stupida rispetto al tema del libro, ma mi ha incuriosito molto questo aspetto "pratico".

  • Roberta ha detto:

    Eh lo so, ha incuriosito molto anche me… Il libro doveva essere finito (entro la mezzanotte di ogni giorno). Da come ho capito quando iniziava un libro se entro le prime dieci pagine non la prendeva, smetteva e ne iniziava un altro. Quelli non conclusi non venivano recensiti, quelli conclusi invece sì. E' stupefacente pensare che non ha mai fallito nel leggere un libro al giorno no? Anche se la maggior parte erano dalle 100 alle 200 pagine circa (lei cercava libri con il dorso non più largo di un pollice, due centimetri e mezzo). In ogni caso alcuni erano molto più lunghi…

  • Phoebes ha detto:

    Caspita!!! per quanto possano essere corti, io sinceramente non so se ce la farei a finire tutti i giorni un libro!Grazie di avermi tolto questa curiosità!

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