275 – Il sole dei morenti

ottobre 4, 2012 § Lascia un commento

Autore: Jean-Claude Izzo
Titolo: Il sole dei morenti
(Titolo originale: Les soleil des mourants)
Traduzione: Franca Doriguzzi
Edizione: e/o, 2011 (1999)
Pag.: 239
ISBN: 9788876417801

Jean-Claude Izzo è famoso per la sua trilogia marsigliese (Caos totale, Chourmo e Solea) di cui ho letto il primo volume. Ho letto anche Marinai perduti, un romanzo singolo, e Aglio, menta e basilico, una raccolta di brani inediti. La prosa di Izzo, bellissima e dolente, è una miscela di malinconia e violenza, una medicina da assumere con cautela per gli effetti esplosivi che può avere. De Il sole dei morenti avevo sentito parlare così bene che non mi sono nemmeno chiesta di che cosa parlasse prima di acquistarlo.

La prima sorpresa è l’ambientazione: non siamo nella chiassosa, profumata Marsiglia con il suo crogiolo di razze, bensì in una gelida Parigi, vista attraverso gli occhi di Rico, un senzatetto che si ritrova a dover affrontare la morte dell’amico Titì per assideramento, in una stazione. Afflitto dalla perdita del compagno d’avventure, Rico decide però di prendere la strada verso Sud, e tornare a Marsiglia, dove ricorda una gioventù felice e soprattutto un primo amore incredibilmente dolce.

Durante il suo viaggio, fra un incontro e l’altro, Rico rievoca la sua esistenza come libero professionista, il suo matrimonio con la bella moglie, il naufragio della sua vita sentimentale e poi della sua vita in generale. Izzo non cerca di dare giudizi o spiegazioni, ma è chiaro che questo è un romanzo – a modo suo – di denuncia. Non ho però trovato la densità di emozioni dei suoi altri libri, forse perché questo, in qualche modo, è una storia lontana dalla sua essenza. Anche la parte finale mi ha lasciata un po’ perplessa, decisamente non del tutto convinta.

La terribile storia di Rico lascia decisamente l’amaro in bocca: non si può dire che Rico se la sia cercata, anche se bisogna ammettere che ha fatto delle scelte sbagliate e che hanno partecipato alla sua discesa negli inferi della società. Il ritratto che ne fa Izzo è quello di una persona complessa, ovviamente molto diversa dall’immagine che la società ha dei senzatetto, dei barboni. La sensazione è che, nella vita perfetta di ognuno di noi, basti un passo falso per scatenare un terribile ed inarrestabile effetto domino. Resta un immenso sentimento di spreco.

Giudizio: 4/5

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