279 – By Bread Alone

ottobre 10, 2012 § Lascia un commento

Autore: Sarah-Kate Lynch
Titolo: By Bread Alone
(Titolo italiano: Pane e cioccolato)
Edizione: Black Swan, 2004
Pag.: 318
ISBN: 9781869415679

By Bread Alone

La parte migliore di questo romanzo è senza dubbio quella relativa al meraviglioso pain au levain, ovvero pane preparato con il lievito madre (o pasta madre). Il lievito madre è un impasto di farina, acqua, e zuccheri che, mescolati insieme fermentano spontaneamente. Va tenuto attivo provvedendo periodicamente a sostituire una parte del lievito madre con una nuova dose di farina ed acqua. Quando si vuole preparare il pane, bisogna utilizzare il lievito madre nella misura di circa un terzo rispetto alla quantità di farina prevista dalla ricetta. Il lievito madre è una preparazione che in teoria sembra piuttosto semplice, forse un po’ laboriosa ma da quanto leggo è sicuramente un modo di ottenere un pane migliore. Se interessa, questo link spiega bene il procedimento (ovviamente ce ne sono di vari tipi). Leggendo By Bread Alone la prima cosa che succede è che viene voglia di pane. Casareccio, con il crostone croccante e la mollica umidissima. Servito magari insieme al burro e alla marmellata come nel libro. O inzuppato in un bel minestrone fatto in casa.

Esme vive nella campagna inglese in una casa bizzarra con il marito Pog, il figlio Rory, il suocero Henry e la nonna Grannie Mac, facendo il pane ogni mattina, coltivando ortaggi oscenamente deformati e occupandosi di una serie di animali quanto meno bizzarri (capre cieche, api inferocite, asini zoppi). Esme ha recentemente vissuto una tragedia, che però non viene specificata, che rende la sua vita molto dura e che le fa pensare di aver buttato via la sua occasione alla felicità. A diciannove anni, infatti, Esme ha passato l’estate in Francia con l’amico omosessuale Charlie, e qui il fascinoso panettiere Louis le ha insegnato l’arte della panetteria e l’arte dell’amore, per poi completare l’opera spezzandole in cuore. Ora Esme ama Pod e la sua famiglia, ma i tempi sono duri e il ricordo della felicità priva di complicazioni di quell’estate è estremamente tentatrice. Così quando Esme, a Londra per un pranzo, incontra proprio il famoso Louis, cosa potrà mai succedere?

La trama è piuttosto banale, nonostante il ‘segreto’ che viene svelato molto avanti nella narrazione. Esme risulta simpatica anche se i suoi sentimenti e le sue azioni sono poco condivisibili. Faccio piuttosto fatica a conciliare l’immagine della giovane romantica idealista, della donna in carriera e della casalinga disperata, ma in generale credo che tutti i personaggi di questo romanzo siano poco credibili, o per lo meno sopra le righe. A cominciare da Pog, tanto virtuoso da essere decisamente noioso, per finire con l’amica del cuore Alice, completa di figlio adolescente disadattato e un’assuefazione agli appuntamenti al buio. Nel complesso carino, simpatico, ma niente di particolare.

Giudizio: 3/5

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