280 – The Quiche of Death

ottobre 12, 2012 § 2 commenti

Autore: M. C. Beaton
Titolo: The Quiche of Death
(Titolo italiano: Agatha Raisin e la quiche letale)
Serie: Agatha Raisin, #1
Edizione: Robinson (Kindle), 2009 (1992)
Pag.: 196
ASIN: B002RCZAOK

Agatha Raisin & the Quiche of Death (Agatha Raisin, #1)

Questo romanzo appartiene di sicuro alla tipologia dei cozy mysteries, gialli che tendono ad evitare, minimizzare o trattare in modo umoristico i temi del sesso e della violenza, e che sono ambientati in comunità piccole e socialmente intime (la definizione è ripresa pari pari dalla pagina di wikipedia). Stranamente ero convinta che si trattasse di un libro molto, molto più vecchio (forse perché in Italia è pubblicato dalla meravigliosa casa editrice Astoria, che in linea di massima si occupa di autori più datati?) e quando ho iniziato la lettura mi sono stranita quando ho realizzato che Agatha, da brava donna in carriera, non sa cucinare e sopravvive grazie ai pasti pronti surgelati e al microonde. Il libro infatti è stato pubblicato negli anni Novanta, quindi piuttosto recente, anche se da allora l’autrice è riuscita ad arrivare addirittura al ventitreesimo libro della serie, per mio sommo diletto, dato che ho adorato questo.

Agatha Raisin è una donna di mezza età che ha dedicato tutte le sue energie a crearsi una vita migliore di quella dei suoi genitori, poveri ma soprattutto alcolizzati. Scappata appena possibile da Edimburgo, a Londra Agatha è riuscita a mantenersi agli studi e poi ad aprire un’agenzia di PR con grande successo, al punto che ora può realizzare il sogno di una vita: ritirarsi e trasferirsi nei Cotswolds, una zona collinare dell’Inghilterra molto famosa per i suoi caratteristici cottage. Mi ha divertito molto l’approccio al trasferimento della protagonista: una volta venduta la sua agenzia ad una molto più grossa, Agatha acquista un cottage, assume un arredatore che le riempia la casa di mobili e una ditta di traslochi che si occupa perfino di riporre i libri sugli scaffali. Quando arriva nel villaggio di Carsely, ad Agatha non rimane nulla da fare, se non ‘rubare’ la donna di servizio alla vicina. Decisamente è una donna abituata a risolvere i problemi trovando chi è in grado di farlo e pagandolo bene, e nei pochi casi in cui questo metodo non si applica, applicando una testata alternanza di lusinghe e minacce. A un certo punto del romanzo Agatha si rende conto che il suo approccio, per quanto di successo in campo lavorativo, non è il massimo se desidera crearsi una vita sociale, però prima di raggiungere questa illuminazione avrà il tempo di fare la sua buona dose di figuracce, incluso partecipare a una competizione di cucina con una quiche comprata, che poi finisce per coinvolgerla in un omicidio o apparente tale, che Agatha stessa si impegna in prima persona a risolvere.

Devo ammettere che all’inizio la scoperta di un’ambientazione più moderna di quello che credevo e l’incontro con una protagonista poco accattivante mi ha un po’ deluso. Non potevo credere di avere fra le mani una protagonista che, pur avendo ampie disponibilità di soldi e tempo, non si prende neppure la briga di comperarsi i mobili per la casa e affida carta bianca a un arredatore. Non solo, una donna che sembra non essere in grado nemmeno di cucinare una bistecca, un uovo, o un caffè che non sia liofilizzato, e che al primo apparire della polvere sul tavolino del soggiorno si alza e va ad ‘adescare’ la donna di servizio della vicina. Eppure già dopo poche pagine, Agatha mi ha conquistato con la sua testardaggine, la sua capacità organizzativa e la sua ingenuità nei rituali sociali. La parte gialla è forse un po’ deludente, se siete il tipo di persona che si aspetta una certa coerenza e un certo livello di coinvolgimento. Ho trovato le investigazioni davvero sciatte (anche se forse questo è voluto dall’autrice, in fin dei conti parliamo di un paesino talmente piccolo che il comune nemmeno ci manda lo spazzaneve d’inverno) ma soprattutto le modalità operative dell’assassino poco poco credibili. Ovviamente non posso dire di più ma se avete letto o leggerete fatemi sapere che cosa ne pensate…

Giudizio: 4/5

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§ 2 risposte a 280 – The Quiche of Death

  • Phoebes ha detto:

    Oddio, mi intriga moltissimo! La questione dei ventritré libri un po' mi spaventa, però! 🙂

  • Roberta ha detto:

    Eh ma se sono come questo sono autoconclusivi eh! Ti saprò dire quando leggo il secondo. Non sai quanto mi sono sentita orfana quando ho finito questo romanzo, e quanto mi ha consolato sapere che ne esistono altri 23 😀 Te lo consiglio proprio!

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