281 – One Fine Day

ottobre 16, 2012 § 2 commenti

Autrice: Mollie Panter-Downes
Titolo: One Fine Day
(non tradotto in italiano)
Edizione: Virago UK, 2003 (1947)
Pag.:192
ISBN: 9780860685876

One Fine Day


One Fine Day racconta, attraverso gli occhi di Laura Marshall, del marito Stephen e della loro figlia Victoria, la giornata (la bella giornata del titolo) di una famiglia qualsiasi in un paesino rurale inglese, Wealding. E’ il 1946 e le persone stanno cercando di tornare alla normalità. Peccato che la normalità, dopo i devastanti anni di guerra, non esista più, o per lo meno assomigli assai poco a quello che un tempo si riteneva normalità. Molte persone sono andate in guerra e non sono tornate, altre sono rimaste uccise dai bombardamenti; chi è tornato dalla guerra è tornato diverso e a una casa, una famiglia, un mondo diversi.

E’ una fortuna immensa che Stephen Marshall sia tornato sano e salvo dalla guerra, e abbia ritrovato sane e salve la moglie e la figlia, e finanche la loro grande casa. Eppure la moglie Laura è precocemente invecchiata e ingrigita, consumata dallo sfiancante lavorio quotidiano necessario per tenere in piedi la casa, per vivere. Victoria da frugoletto è diventata una preadolescente. La grande casa non è mai del tutto pulita, il giardino è afflitto dalle erbacce. C’è ancora il razionamento ed è difficile acquistare il cibo. Stephen parte tutte le mattine  verso Londra e la city, dove svolge un lavoro non meglio specificato, e che Laura stessa si rifiuta di capire, perché è cresciuta con la mentalità tipica delle famiglie ricche, per cui parlare e ragionare di soldi è volgare.

Tante regole si sono frantumate durante gli anni di guerra, ma con il ritorno a una più tranquilla routine quotidiana Laura e Stephen sentono riemergere le assurde abitudini pre-guerra: non si mangia in cucina, ma in sala da pranzo, per quanto scomodo; si assume una cuoca, un giardiniere, una donna di servizio, anche se le cuoche, i giardinieri, le donne di servizio disponibili sono persone anziane e contese, mentre i giovani se ne vanno in città in cerca di un lavoro migliore, o di più vita. Victoria, nata poco prima della guerra, è già priva di questa mentalità borghese, che tiene a mantenere vive le apparenze, e sarà forse la sua generazione a dare un vero senso a questa sofferta vittoria.

Il romanzo ha quasi sempre la prospettiva di Laura, ma in generale, anche se c’è un senso di nostalgia rispetto a un mondo che non esiste più, e che Laura e Stephen poi identificano anche con la loro gioventù, e soprattutto con la loro spensieratezza ormai svanita, tutti e tre i componenti della famiglia Marshall sono consapevoli della loro fortuna, della felicità di svegliarsi la mattina senza doversi preoccupare della guerra, dei bombardamenti, delle invasioni, anche se a volte questa consapevolezza si perde nella nebbia dell’abbrutimento lavorativo. C’è il profumo di un nuovo futuro, che rimpiazzerà un passato ormai obsoleto, per quanto dorato. E questo nuovo futuro è quello che Laura, Stephen e tutte le altre persone, stanno costruendo con le loro mani e con la loro forza, anche e soprattutto per le generazioni successive.

One Fine Day è un romanzo particolare, che unisce un’ambientazione estremamente domestica ad un linguaggio estremamente poetico (e con il quale ho anche un po’ lottato, perché lessicalmente ricco, al contrario di me). I lettori inglesi di questo romanzo sottolineano il suo patriottismo, e la ventata di ottimismo che si sente nell’aria. Concordo, però io sono rimasta anche molto colpita dalle osservazioni di Laura, a volte disarticolate ma sempre pungenti: sullo svanire di quel fascino che colpisce anche i giovani, sull’abbrutimento dei compiti domestici che non permette di leggere un libro, di pensare, di riflettere. Su come la faticosa routine ci distolga dalla realizzazione di quanto siamo – o potremmo essere, per lo meno – liberi, felici, fortunati. Per fortuna a fine giornata, per quanto stanchi, sfiniti, preoccupati, ognuno torna alla famiglia con un esilarante senso di anticipazione, di condivisione, di intimità. Una disamina davvero precisa e toccante della fine di un’era, della storia di una nazione, ma anche e soprattutto della storia di una famiglia, di una donna, di un uomo, di una bambina.

Giudizio: 4/5

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