283 – Neve in agosto

ottobre 17, 2012 § Lascia un commento

Autore: Pete Hamill
Titolo: Neve in agosto
(Titolo originale: Snow in August)
Traduzione: Marina Astrologo e Massimo Birattari
Edizione: Salani, 1999 (1997)
Pag.: 297
ISBN: 9788877826855

Neve in agosto


Neve in agosto racconta la storia di Michael, un ragazzino di origini irlandesi che vive a Brooklyn con la madre (il padre è morto in battaglia) nel secondo dopoguerra. Il quartiere (e il palazzo) in cui vivono non è dei migliori, ma Michael è un bravo ragazzo – aiuta la madre, è chierichetto – e si diverte dividendo con gli amici i fumetti, i dolci e i pomeriggi al cinema. La sua è la classica infanzia dell’epoca (almeno per quello che posso dedurre dai film e dai libri), completa di bulli del quartiere, che nello specifico fanno capo al famigerato diciassettenne Frankie.

La vita di Michael cambia quando conosce il rabbino del suo quartiere, Rabbi Hirsch. Il loro rapporto inizia come uno scambio di favori ma diventa ben presto un’amicizia speciale, in cui Michael fornisce al rabbino le coordinate linguistiche e culturali per interpretare l’America, la terra della libertà, il suo baseball, la sua musica, e Rabbi Hirsch per contro insegna a Michael la sua lingua, la storia del suo popolo e della sua città, L’amicizia con il rabbino e i dissensi nati dalla decisione di una squadra di baseball di ingaggiare un giocatore di colore spingono Michael a riflettere sui motivi del razzismo. Altri interrogativi morali sorgono quando, dopo aver assistito al pestaggio di un negoziante ad opera di Frankie, deve decidere se testimoniare contro di lui – assicurandosi sicure rappresaglie e l’onta di diventare agli occhi dell’intero quartiere una spia – oppure stare zitto – mettendo al sicuro se stesso e la madre ma rinunciando a fare la cosa giusta.

Neve in agosto è un romanzo davvero bello, la formazione di un ragazzo con cui è immediato simpatizzare. Le scelte che deve fare non sono semplici, così come non è facile farsi guidare solo dalla morale. Potrebbe quasi sembrare un romanzo per ragazzi, se non fosse così profondamente pessimista. Il coraggio di Michael e della madre e l’entusiasmo del Rabbi Hirsch si infrangono contro un mondo duro e crudo: un mondo di pestaggi, di persone che vengono ostracizzate per futili motivi, di amici che voltano le spalle e signorotti locali del crimine che spadroneggiano (senza contare una polizia che non sembra tanto meglio del crimine che combatte). Per creare un ‘lieto’ fine l’autore deve pescare a piene mani nel mondo della fantasia, con un finale davvero rappezzato e che forse ha solo il merito di mostrarci quanta poca fiducia nel genere umano egli abbia. Nonostante questo brutto finale e una certa ‘pesantezza’ in alcuni capitoli molto raccontati, la lettura di questo romanzo è stata entusiasmante e lo consiglierei di certo.

Giudizio: 4/5

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