287 – Il fabbricante di eco

ottobre 29, 2012 § Lascia un commento

Autore: Richard Powers
Titolo: Il fabbricante di eco
(Titolo originale: The Echo Maker)
Traduzione: Giovanna Granato
Edizione: Mondadori, 2008 (2006)
Pag.: 576
ISBN: 9788804579786

Il fabbricante di eco

Il fabbricante di eco parla di un operaio del Nebraska, Mark Schluter, che una notte si ribalta con il furgone su un rettilineo e dopo alcuni giorni di coma si sveglia afflitto dalla sindrome di Capgras (apparentemente, una sindrome che impedisce a chi ne è afflitto di riconoscere i propri cari) ed è pertanto convinto che la sorella Karin, arrivata in città per assisterlo, sia solo un’attrice che le somiglia. Karin lascia il lavoro e vende il suo appartamento e si trasferisce in quello del fratello per essergli vicino e prendersi cura di lui. Quando il fratello esce dall’ospedale si trasferisce a casa di un suo ex, un ambientalista, con cui nel frattempo ha ripreso i contatti e con cui sta ricostruendo una storia, nonostante abbia ripreso i contatti anche con il suo ex amante, un burbero e sposato costruttore edilizio. Alle vicende del paranoico Mark e dell’isterica Karin si intrecciano quelle di Gerald Weber, uno scienziato e scrittore alla Oliver Sacks che, contattato di Karin, accetta di vedere Mark, in realtà più per l’interesse aneddotico che il suo caso rappresenta che per la volontà di aiutarlo sul serio.

Tutta la trama secondaria che lo riguarda è piuttosto confusa: Weber è uno scrittore di successo che, proprio mentre sta uscendo il suo nuovo libro, decide di limitare la sua attività letteraria e concentrarsi sulla ricerca scientifica. Il nuovo libro però, pur essendo sostanzialmente uguale a quelli precedentemente pubblicati, suscita una bufera mediatica di cui egli diviene il capro espiatorio: dileggiato e accusato di essere nient’altro che un parassita che sfrutta i malati, Weber entra in crisi e mette in discussione tutta la sua carriera di scrittore, quella di scienziato e in generale la sua vita. Sull’onda di questa crisi decide di tornare in Nebraska per proporre a Mark una cura farmacologica precedentemente trascurata. Mentre la sorella di Mark e Mark stesso cercano di decidere cosa è meglio fare al riguardo, Weber rivede Barbara Gillespie, un aiuto infermiera che è stata particolarmente vicina a Mark e che ha l’impressione di aver già conosciuto.

Sullo sfondo delle vicende assistiamo alla battaglia tra il gruppo di ecologisti per cui lavora il fidanzato di Karin e un gruppo di costruttori (fra cui figura anche il suo ex amante) che vuole costruire una struttura turistica vicino al fiume locale, già pesantemente minacciato nel suo ecosistema e oggetto delle periodiche migrazioni delle gru, un vero e proprio spettacolo e attrazione turistica. Alle vicende principali si intreccia anche la ricerca spasmodica da parte di Mark del misterioso autore di un biglietto trovato sul comodino da Karin appena arrivata in ospedale, subito dopo l’incidente. Autore che ha evidentemente assistito all’incidente e potrebbe fornire delle spiegazioni al riguardo, soprattutto relativamente alle altre due tracce di pneumatici ritrovate sul luogo dalla polizia e mai associate ai relativi veicoli.

Era da tempo che volevo leggere Powers, ma la lunghezza dei suoi romanzi e un vago sospetto che fosse un autore ‘pesante’ mi scoraggiavano. Dopo quest’esperienza posso affermare che Powers ha una prosa molto scorrevole (o forse è solo merito della traduttrice?) anche se alcuni degli argomenti trattati, specialmente la crisi del neurologo Weber e le relative disquisizioni sul concetto di identità e di percezione, ma anche le parti che parlano delle gru, sono pesanti e sembrano non portare da nessuna parte. Nel complesso Il fabbricante di eco, pur essendo una lettura abbastanza piacevole, ha dei grossi difetti: è esageratamente prolisso e – forse questo secondo è un diretto effetto del primo) non riesce a focalizzare bene i protagonisti, che risultano poco credibili, a volte decisamente incredibili, in generale sviluppati male, privi di una traiettoria o di un’essenza che li identifichi. Sono ancora molto curiosa di leggere The Time of Our Singing, che sembra aver ricevuto recensioni molto più omogeneamente positive di questo.

Giudizio: 3/5

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