290 – Jane and the Man of the Cloth

novembre 8, 2012 § Lascia un commento

Autore: Stephanie Barron
Titolo: Jane and the Man of the Cloth
Serie: Jane Austen Mysteries #2
Edizione: Bantam, 1997
Pag.:  288
ISBN: 9780553102031

Jane and the Man of the Cloth (Jane Austen Mysteries, #2)


Jane and the Man of the Cloth è il secondo romanzo della serie di Stephanie Barron ‘Le indagini di Jane Austen’ (‘Jane Austen Mysteries’ in lingua originale). Jane con tutta la famiglia (padre, madre e sorella Cassandra, dato che i fratelli sono nella Marina) si trasferiscono a Lyme Regis per una vacanza. L’arrivo nella bella cittadina costiera però non è dei migliori: la vettura su cui stanno viaggiando si ribalta e Cassandra batte la testa, per cui Jane è costretta a raggiungere l’abitazione più vicina insieme al conducente per cercare aiuto. Si imbatte così nel maleducato e scorbutico Mr. Sidmouth, che suo malgrado li ospita per la notte, e diventa poi oggetto di molte speculazioni quando la famiglia Austen scopre, frequentando la società di Lyme Regis, che è tenuto in gran considerazione da alcune persone, e un infame da altre, che addirittura lo accusano di essere il famigerato Reverendo, un contrabbandiere locale. Ovviamente Jane si imbatte nel solito mistero che risolve da sola affrontando molte avversità!

Che delusione! Il primo libro mi era piaciuto parecchio (Lady Jane e la disgrazia di Lady Scargrave) anche se, a distanza di tre anni, ricordo solo di aver apprezzato molto lo stile, mentre la storia gialla in sé e per sé mi era parsa piuttosto blanda. Per questo volume, posso solo ripetere che la storia gialla davvero non merita: fin dai primi paragrafi si capisce già moltissimo, la narrazione è trasparentissima. Per quanto riguarda lo stile, invece, non mi è piaciuto per nulla: esagerato, quasi pacchiano, e con una narratrice davvero spocchiosa. Aggiungo anche che – anche se in linea di massimo non lo ritengo fondamentale – la figura di Jane Austen rappresentata è _davvero_ inverosimile. E’ vero che una certo grado di libertà è necessario visto che stiamo accettando l’idea che Jane Austen possa comportarsi da detective in erba, ma qui mi sembra si esageri, tanto che molti lettori si sono chiesti se il libro non fosse ispirato più a Jane Eyre che all’autrice Jane Austen. Belle le note, invece, che forniscono informazioni più o meno interessanti relativamente alla vita dell’epoca e alle reali connessioni con la vita vera di Jane Austen – in generale ho apprezzato la descrizione della vita quotidiana dei personaggi. Volevo leggere l’introduzione per avere conferma della veridicità di queste note ma purtroppo il libro mi è piaciuto così tanto che ho realizzato solo ora che me ne sono già liberata!

Giudizio: 2/5

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