293 – The Beginner’s Goodbye

novembre 14, 2012 § Lascia un commento

Autore: Anne Tyler
Titolo: The Beginner’s Goodbye
(Titolo italiano: Guida rapida agli addii)
Edizione: Chatto & Windus, 2012
Pag.: 198
ISBN: 9780701187194

The Beginner's Goodbye

Il mio primo romanzo di Anne Tyler è stato Un matrimonio di dilettanti, letto un bel po’ di tempo fa (meno di dieci anni, più di cinque). Per anni ho poi dimenticato questa autrice, fino al 2010, quando ho letto il bellissimo The Accidental Tourist. Nel 2011 è stata la volta di Breathing Lessons che ho trovato un po’ sotto tono rispetto agli altri due, nonostante sia quello per cui ha vinto il Pulitzer nel 1989. Fra i miei non letti c’è da un po’ Ristorante nostalgia, che a detta di molti è uno fra i suoi migliori. The Beginner’s Goodbye è la sua ultima pubblicazione. I romanzi di Anne Tyler parlano sempre di persone normali, con i loro difetti, le loro scelte di vita, le loro relazioni con parenti e amici e la nostalgia per qualcosa che è successo – o non è successo – nel passato. Persone che vivono in una versione alla Anne Tyler di una Baltimora che non assomiglia per nulla a quella dipinta dalla serie tv The Wire.

Anche il protagonista di The Beginner’s Goodbye è preda della nostalgia, nostalgia per la moglie Dorothy, morta a causa del crollo di una quercia sulla loro casa. La prima frase del romanzo mi ha terrorizzato, convinta che l’autrice si fosse dedicata all’urban fantasy, ma ovviamente non è così. Siamo sempre in una Baltimora che potrebbe essere quella di venti anni fa, se non altro perché il protagonista Aaron Woolcott, lavora per l’azienda di famiglia, una casa editrice che di fatto si occupa di pubblicare libri a pagamento, e la cui collana di punta è una serie di volumi fai da te stile ‘for Dummies’ (The Beginner’s Spice Cabinet o The Beginner’s Cancer, ovvero L’armadietto delle spezie per principianti e Cancro per principianti). Un’impresa apparentemente anacronistica nel mondo della rivoluzione digitale.

The Beginner’s Goodbye racconta il lutto di Aaron che a inizio romanzo confessa di vedere il fantasma della moglie, ma subito dopo ci riporta indietro nel tempo, al giorno della morte di Dorothy, e prima ancora, al giorno in cui si sono conosciuti per poi sposarsi nell’arco di quattro mesi. Aaron, balbuziente e afflitto da un’invalidità dovuta a un attacco di influenza infantile, sente di aver passato la vita a sfuggire le attenzioni soffocanti della madre e della sorella Nandina. Quando conosce Dorothy, una dottoressa brusca e pratica, apparentemente priva di istinti sociali, Aaron sente di aver trovato la sua anima gemella. Quando Dorothy muore in modo così tragico e inatteso, dopo un loro banale bisticcio, il suo mondo va in pezzi. Con la casa distrutta Aaron si strasferisce dalla sorella Nandina e cerca di tenere a distanza tutti i suoi amici familiari e colleghi, stizzito al minimo accenno di premura o gentilezza.

Grazie ai ricordi di Aaron, anche stimolati dalle brevi apparizioni di Dorothy, emerge un’immagine del loro matrimonio sempre più precisa, fino a quando lo stesso Aaron è costretto ad ammettere che in realtà la loro non era una relazione perfetta, non era una relazione felice.

 “Or it was difficult, at least. Out of sync. Uncoordinated. It seemed we just never quite got the hang of being a couple the way other people did. We should have taken lessons or something; that’s what I tell myself.”

E’ costretto ad ammettere che forse Dorothy era leggermente diversa da come lui la vedeva, e che il suo rifiuto di essere vezzeggiato da tempo si è trasformato nel ripudio della semplice gentilezza. Questa ammissione – e il relativo desiderio di cambiamento – è il risultato di un percorso che si intreccia all’elaborazione del lutto, o meglio lo rende possibile.

Devo ammettere che nemmeno questo è fra i migliori romanzi della Tyler. L’autrice ha il pregio di credere nelle persone e nella loro bontà, che trasfigura le loro esistenze ordinarie producendo alcuni momenti di grande bellezza. Questa meticolosa indagine del quotidiano, del banale, delle piccolezze e la loro interpretazione in termini più ampi è uno dei suoi lati più interessanti. The Beginner’s Goodbye è però poco sostanzioso, pur essendo quasi una novella. E’ un po’ superficiale, se non nello svolgimento, per lo meno nel messaggio, quasi banale, di cui si rende portavoce. Direi quindi una lettura piacevole ma pur sempre un romanzo minore per Anne Tyler.

Edit 14.11.2012

L’unico romanzo di Anne Tyler che ho recensito in questo blog è Breathing Lessons. Rileggendo quel post mi sono resa conto che anche in The Beginner’s Goodbye è molto chiara l’influenza delle dinamiche familiari nella proprie scelte di vita. In Breathing Lessons Maggie cerca di essere quanto più diversa dalla madre (finendo con il replicare il carattere del padre), qui invece Aaron sceglie una compagna di vita talmente noncurante da rasentare il patologico per bilanciare una madre e una sorella eccessivamente premurose. Per quanto nei romanzi queste dinamiche siano sempre così trasparenti, mi sembra che nella vita reale, se presenti, siano impossibili da individuare, per lo meno per le persone direttamente coinvolte.

Giudizio: 4/5

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo 293 – The Beginner’s Goodbye su a bright shining lie.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: