298 – Sense and Sensibility

novembre 29, 2012 § 4 commenti

Autore: Jane Austen
Titolo: Sense and Sensibility
(Traduzione italiana: Ragione e sentimento)
Edizione: Random House UK, 2008 (1811)
Pag.: 384
ISBN: 9780099511557

Sense and Sensibility

Jane Austen è stata la mia scoperta letteraria del 2007. Nonostante questa autrice sia così ‘classica’ e soprattutto nota, letta ed amata, io non avevo letto niente di suo prima di quell’anno.* Il fatto che in cinque anni di superiori e in quattro anni di università io non abbia mai studiato nulla di Jane Austen (ma in compenso ho dovuto imparare a memoria parti delle opere di Shakespeare, ovviamente in lingua originale) è scandaloso ed è anche indice di un approccio a quest’autrice che non posso definire misogino ma certamente condiscendente.

L’ideologia delle sfere separate (che ho trovato sempre molto affascinante) e la convinzione della superiorità dell’uomo sulla donna, che hanno imperato per tanti secoli influenzano ancora oggi molti aspetti della nostra vita. Questo significa che gli argomenti tipicamente maschili – come ad esempio la guerra e lo sport – vengono considerati in genere gli unici argomenti ‘importanti’ dai quali le donne vengono estromesse. Gli argomenti tipicamente femminili – come l’amore e la vita domestica – vengono considerati argomenti leggeri e privi di importanza.

Mi rendo conto che la mia frase può sembrare decisamente contestabile (sto pensando, ad esempio, ai reportage di guerra di Oriana Fallaci) ed è certamente vero che sotto alcuni aspetti è un’esagerazione, però in parte è ancora applicabile. Riuscireste a portare vostro marito al cinema a vedere Orgoglio e pregiudizio? Non è forse vero che la maggior parte degli uomini non si farebbe trovare a leggere un libro della Austen nemmeno morto (anche se leggendoli, probabilmente li apprezzerebbero)?** Certo, in parte queste scelte sono imputabili ai gusti personali, però in parte sono anche imputabili alla generica convinzione che le opere della Austen siano romanzi d’amore, praticamente ‘harmony’, mentre i ‘veri’ classici sono Shakespeare, Dickens, Hardy e via dicendo. Io credo invece che sia giusto affrontare ogni autore in modo oggettivo, senza pregiudizi. Poi se non piace, pazienza.

Nel 2007 credo di aver preso in considerazione Orgoglio e pregiudizio probabilmente grazie all’omonimo film di due anni prima (probabilmente l’anno prossimo – anniversario della pubblicazione del romanzo – ne parlerò, per ora basti dire che mi è piaciuto, con riserva). Poi mi si è aperto un mondo, e ho letto tutti gli altri romanzi, con l’esclusione degli incompiuti e degli juvenilia. Ho letto anche qualche romanzo ispirato a Jane Austen, con risultati altalenanti. Quest’anno, proprio in occasione del prossimo anniversario, ho deciso di rileggere il primo romanzo pubblicato, Sense and Sensibility, questa volta in lingua originale.

Sense and Sensibility è la storia di due sorelle, Elinor e Marianne. Elinor, la maggiore, è una ragazza posata e riservata che si lascia guidare nella vita dall’educazione e dalla ragione. Marianne, la minore, è invece una creatura fatta di passione che affronta ogni avvenimento e gestisce ogni preferenza in modo teatrale e passionale: ciò che non è vissuto in modo forte ed emotivo non è degno di essere preso in considerazione. Elinor vede il carattere della sorella minore come il risultato, fondamentalmente, della sua ingenuità, e teme di vederla soffrire per le sue imprudenze ed il suo sprezzo per le convenzioni. Marianne, per contro, ritiene che il comportamento contenuto della sorella rifletta la mancanza di sentimenti forti, anche se questo non le impedisce di amarla profondamente.

Alla morte del loro padre, Elinor e Marianne sono costrette ad abbandonare, insieme alla madre, Mrs. Dashwood e alla sorellina Margaret, la dimora di una vita, Norland, che viene ereditata dal figlio di primo letto, Mr. John Dashwood. A causa della loro piccola rendita, accettano da un lontano cugino l’offerta di un cottage in affitto, nel Devonshire, dove cercano di ambientarsi nella nuova società e di conoscere meglio i nuovi vicini. Mentre Elinor aspetta, invano, una visita da parte di Edward Ferrars (il fratello della cognata, la moglie di Mr. John Dashwood) fingendosi indifferente, Marianne incontra (nel più romantico dei modi) l’aitante e focoso Mr. Willoughby e non si preoccupa di manifestare apertamente, a lui e a tutte le sue conoscenze, di essersene innamorata.

Jane Austen è in grado di creare una trama avvincente (come nei migliori classici, anche quando si conosce la trama a memoria, la lettura è estremamente intrigante) ma soprattutto si distingue per l’introspezione psicologica e la caratterizzazione dei suoi personaggi. Nato come romanzo epistolare, Sense and Sensibility si interroga sulla validità, appunto, della ragione e del sentimento. Elinor è estremamente assennata, e anche se dobbiamo ammettere che la sua apparente freddezza è solo la superficie del suo carattere, rimane qualche dubbio sulla sua decisione di non combattere per quello che le è caro. Se nelle singole occasioni affrontate dal romanzo le sue decisioni risultano essere le più logiche e anche le più eleganti, in generale il suo comportamento sembra indice di una certa remissività che non convince fino in fondo. Marianne, d’altra parte, è eccessivamente aperta e si fida troppo delle emozioni, spesso volatili, ma possiede anche molte qualità, e il suo intuito alla fine si rivela fine. Inoltre il finale (non posso espormi troppo per chi non conosce la storia) per quanto riguarda Marianne non è completamente soddisfacente. La biografa dell’autrice, Claire Tomalin, dichiara che l’approccio di Jane Austen è un po’ altalenante perché lei stessa, nella stesura del romanzo, non riusciva a decidersi completamente per la ragione piuttosto che per il sentimento.

Personalmente, credo che Jane Austen credesse profondamente nei sentimenti, ma anche nella necessità di gestirli con una certa dose di raziocinio, lezione che è valida ancora oggi. Porsi dei limiti ed aspirare ad una certa oggettività non significa, comunque, rinunciare alla profondità delle emozioni e alla spontaneità. Certo è che, nel dinamismo fra Elinor (ragione) e Marianne (sentimento) Jane Austen sembra aver anticipato le accuse che le verranno lanciate da Charlotte Brontë (e alle quali non fu in grado di rispondere, chiaro, non essendo all’epoca più in vita).

* A dire il vero ho il dubbio di aver letto da giovanissima per lo meno Orgoglio e pregiudizio, ma prima di aNobii non tenevo nota dei libri che leggevo, soprattutto a prestito in biblioteca, e la mia memoria è notoriamente inutile in questi casi.

** Mi viene in mente la scena di ‘Una mamma per amica’ in cui il ragazzo di Rory, Dean ammette di aver apprezzato Jane Austen:
RORY: Oh, how’d you like it? 
DEAN: Well, I could tell you, but then I’d have to kill you. 
RORY: Aha! You liked it! You liked Jane Austen. I knew you would! Lane, Dean likes Jane Austen. LANE: Wow, who would’ve thought. 
RORY: I told him he would. But he was all, forget Jane Austen, you have to read Hunter Thompson. DEAN: You do have to read Hunter Thompson. 
RORY: Not as much as you needed to read Jane Austen. 
E poi Rory gli suggerisce di leggere anche Charlotte Brontë.

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§ 4 risposte a 298 – Sense and Sensibility

  • Gwen1984 ha detto:

    Accurata recensione, come sempre: è davvero un piacere leggerti 🙂 Sono d'accordo sulla questione dei pregiudizi che spesso aleggiano intorno alle opere di Jane Austen… secondo me chi critica la sua produzione accostandola ad un filone meramente rosa/romantico non ha capito molto dello spirito dell'autrice ;-)bella la scena di Gilmore Girls 😀

  • Roberta ha detto:

    Grazie! Concordo con te sullo spirito di Jane Austen, nei suoi romanzi c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, non solo relativamente alle relazioni di coppia, ma in generale sulla vita. Basta pensare all'ironica e precisissima resa delle giustificazioni che Mr. John Dashwood produce per passare dall'idea di fornire una rendita alle sorellastre alla convinzione che il mero aiuto nel trasloco sarà sufficiente a mantenere la parola data al padre di aiutarle. Ancora più ironico che il fatto che la nuova dimora sia piuttosto lontana lo esima dal fornire perfino questo!La serie di Gilmore Girls è fantastica, credo che se dovessi salvarne solo una, sarebbe questa!

  • Gwen1984 ha detto:

    Mr. John Dashwood e consorte sono la quintessenza della meschinità, eppure oltremodo realistici 😀 ho riso e mi sono, allo stesso tempo, risentita leggendo i ragionamenti di questo "amorevole" fratello 😉 Completamente d'accordo su GG 🙂 su anobii hanno da poco creato un gruppo per leggere tutti i libri nominati da Rory durante le sei stagioni, ti lascio il link qualora ti interessasse partecipare 😉 http://www.anobii.com/groups/01ca482ba1916d4103/

  • Roberta ha detto:

    Eh sì, Jane Austen è la regina dell'introspezione psicologica! Grazie mille per il link, sembra interessantissimo!

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