308 – Omicidio a Road Hill House

dicembre 25, 2012 § 7 commenti

Omicidio a Road Hill House è la ricostruzione di un delitto reale, avvenuto nel giugno del 18690. Saville Kent, un bambino di tre anni, un mattino risulta assente dal suo lettino nella nursery e viene ritrovato poche ore dopo, sgozzato e accoltellato, in un angolo della proprietà Road Hill House. Inizialmente i sospetti del paese di Rode (all’epoca Road), nel Somerset, e della polizia, ricadono sul padre di famiglia, il signor Samuel Kent, e sulla bambinaia, ma senza che emergano prove definitive a carico di qualcuno. Per questo motivo viene chiamato da Londra uno dei primi detective dell’epoca, Jonathan Whicher.

Anche il libro si legge come fosse un vero romanzo poliziesco (e a questo proposito vi invito a fare attenzione nel leggere recensioni e articoli per non rovinarvi la lettura*) l’approccio dell’autrice e giornalista Kate Summerscale è ben più ampio e ci introduce non solo alla società vittoriana (in cui ad esempio i primi detective erano visti molto di cattivo occhio perché violavano la privacy e l’intimità della famiglia, considerati all’epoca sacrosanti in Inghilterra) ma anche alla creazione del primo corpo poliziesco specializzato e alla formazione della vera e proprio crime novel, che si può dire quasi nacque con questo stesso caso.

Il caso di Saville Kent non era certo il primo di questo genere, purtroppo, ma colpì in modo particolare l’attenzione dell’opinione pubblica proprio perché la famiglia Kent era una famiglia agiata e rispettabile. La natura stessa del delitto (l’assenza di un testimone, di prove chiare, di un movente credibile) rese necessaria l’indagine approfondita delle dinamiche e del passato della famiglia Kent. Man mano che i loro segreti venivano esposti alla luce del sole senza che però venisse individuato un colpevole, la fascinazione nei confronti della figura del detective si trasformò in profonda antipatia nei confronti di chi violava la santità della casa e della vita famigliare.

Il caso di Road Hill trasformò tutti in detective, inclusi letterati come Charles Dickens e Wilkie Collins (i loro romanzi The Mystery of Edwin Drood, incompleto, e The Moonstone devono molto a questo caso) e soprattutto ispirò tutta una letteratura da cui derivano l’attuale romanzo giallo e tutti i suoi derivati.

Se in Omicidio a Road Hill House manca la prospettiva di alcuni personaggi fondamentali (grazie alla mancanza della relativa documentazione storica pervenuta, ad esempio non ci sono osservazioni relative alla madre del piccolo Saville) sicuramente c’è però un’indagine davvero affascinante non solo del singolo caso, ma di un’intera epoca, che non mancherà di affascinare.

* Inizialmente ero terrorizzata dalla possibilità che il caso affrontato in questo libro fosse irrisolto, e che alla fine mi sarei ritrovata con una serie di ipotesi inconclusive. In realtà l’omicidio di Saville Kent ebbe una risoluzione nella storia, con tanto di arresto e, anche se all’epoca comunque parte dell’opinione pubblica la mise in dubbio, l’autrice ci offre una spiegazione logica e ragionevole.

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§ 7 risposte a 308 – Omicidio a Road Hill House

  • Camilla P ha detto:

    Questo libro mi ispira un sacco!Grazie per il consiglio di non leggere articoli a riguardo, non vorrei proprio rovinarmi la storia 🙂

  • Roberta ha detto:

    A me all'inizio ispirava però avevo anche paura che fosse noioso! Timore decisamente infondato, me lo sono bevuto, te lo consiglio proprio.

  • Lightblue ha detto:

    Ho fatto bene a seguire il tuo consiglio di non leggere nessun articolo su internet prima di finire la lettura :)**********************************************ATTENZIONE SPOILER!**********************************************Secondo te, l'assassino è realmente quello che ha confessato? E ha agito da solo? Non scrivo il nome per evitare che qualcuno legga per sbaglio!

  • Roberta ha detto:

    Eh, hai visto? ti avrebbero rovinato il finale alla grande!**********************************************ATTENZIONE SPOILER!**********************************************Secondo me si, però io credo che non abbia agito da solo (hai già capito con chi!) fra l'altro se guardi su wikipedia c'è tutta la vita che ha fatto dopo e a mio avviso si capisce che se non c'è stato l'aiuto effettivo sicuramente c'era l'appoggio morale o comunque una certa idea condivisa di 'giustizia'. Certo è che il romanzo è davvero poco romanzato, infatti ti lascia sempre un po' così, in sospeso, che rabbia! Leggendo mi domandavo come potevano essere valide simili motivazioni, che sembrano così effimere. Eppure proprio tu hai fatto riferimento a Sarah Scazzi e anche in quel caso lì si tratta di un omicidio apparentemente commesso per una meschina gelosia (poi chissà cos'è davvero successo, non lo sapremo mai, soprattutto ascoltando i giornali!) Mi dispiace che il libro non ti sia piaciuto proprio tantissimo, però è vero che l'autrice ha un approccio da saggista. Comunque se ti interessa ti consiglio il film che ha un taglio molto più romanzato!

  • Lightblue ha detto:

    Si mi segnerò sicuramente di vedere il film, grazie! Eh penso non mi sia piaciuto come speravo anche perchè in questo periodo sono un po' stanca e forse avrei avuto bisogno di qualcosa di più "leggero" (infatti ora sto leggendo un libro della Dessen, autrice YA che adoro!, e vado molto più veloce!). Invece me lo sono trascinato per giorni e sicuramente questo ha aggravato il giudizio. Poi quello che dici tu, sulle motivazioni, purtroppo è vero, sono talmente futili che non si può non provare rabbia! E sentire certi moventi (nel passato, come nel presente) mi lascia dentro un grande senso di impotenza!

  • Roberta ha detto:

    Eh ci sono proprio periodi in cui le letture leggere sono un vero toccasana! Quello che mi stupisce di certe motivazioni così futili è che al giorno d'oggi abbiamo davvero moltissima libertà: di viaggiare, trasferirci, cambiare lavoro, ricrearci una vita, degli amici, una famiglia. Diciamocelo, in epoca vittoriana la società era molto più chiusa, le possibilità personali molto molto minori, invece oggi per quanto le cose vadano male, con un po' di forza di volontà e di spina dorsale si trova sempre una via di fuga. E invece le persone continuano a cercare di 'risolvere' i problemi nel modo più efferato…Terribile.

  • Lightblue ha detto:

    Condivido in pieno!

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