309 – The Wind in the Willows

dicembre 26, 2012 § Lascia un commento

Sicuramente in molte delle camerette di tutto il mondo genitori creativi imbastiscono storie per i propri bambini. Poche di queste, però, hanno poi l’onore di diventare pietre miliari dell’infanzia di ogni bambino, come The Wind in the Willows. Noi italiani forse non lo conosciamo, ma per i bambini inglesi è un famosissimo classico, e nacque proprio dalle storie che Kenneth Grahame raccontava al figlio Alistair, evocando un’Inghilterra rurale in cui animali antropomorfi conducono una vita di agio e spassi sul fiume (lo stesso tipo di vita che proprio Grahame intraprese dopo essersi ritirato dal lavoro in banca).

The Wind in the WillowsUno dei personaggi principali è Talpa, che si distrae dalle pulizie di primavera e incontra Ratto, dedito ad una vita domestica e fluviale, che lo inizia alle gite in barca e gli presenta sia il vanesio (ma di buon carattere) Rospo, sia il burbero e asociale ma profondamente saggio e altruista Tasso. L’amore per la vita quotidiana e ordinaria, piena di piccole gioie, permette solo un breve ed effimero interesse per il mondo esterno. Rospo, che, con le sue passioni, che si spengono altrettanto velocemente di quanto si accendono, minaccia il mondo di idillio fluviale dei suoi amici, viene da questi costantemente ripreso.

Sebbene The Wind in the Willows sia stato pubblicizzato all’epoca come una satira sociale* e sia venato dalla consapevolezza di minacce allo status quo, a me è sembrato più di tutto un’ironica ma estremamente affezionata celebrazione della vita rurale inglese, rappresentata ovviamente da una middle class composta da gentiluomini dotati dei mezzi necessari per evitare il lavoro e circondarsi di tutte le comodità. Uno stile di vita che assomiglia molto a quello di Bilbo Baggins prima della sua grande avventura, con case confortevoli, grandi quantità di cibo e una piacevole e poco impegnativa vita sociale. Il tutto sullo sfondo, nella vita reale, di profondi e incombenti cambiamenti sociali che sembrano appunto infiltrarsi in qualche modo nella narrativa.

The Wind in the Willows è un romanzo piacevole e ha un’atmosfera accogliente ma risulta anche un po’ sconcertante: il comportamento di Rospo passa da maniacale-divertente a maniacale-criminale, la guerra contro i furetti che gli hanno invaso la casa mentre era in prigione è angosciante e non c’è coerenza nel trattamento dei personaggi: Rospo riesce a travestirsi da lavandaia umana, gli animali antropomorfi mangiano altri animali e utilizzano altri animali (come un cavallo) che non possiedono il dono della parola e si comportano come animali ordinari. Probabilmente la maggior parte dei bambini non lo nota, ma io l’ho trovato abbastanza fastidioso perché o è un segno di sciatteria da parte dell’autore oppure ha un significato preciso che però non ho scoperto. Per quel che mi riguarda questa è stata una lettura interessante (anche doverosa, visti i costanti riferimenti a questo romanzo nel mondo letterario anglosassone) che però non mi ha completamente conquistata.

* Molti critici hanno fatto notare quanto siano poco animaleschi gli animali di Grahame, e quanto poco il suo romanzo sia in realtà diretto ai bambini, anche se contiene tutto ciò che gli adulti pensano debba contenere il perfetto libro per bambini.

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