312 – La quasi luna

dicembre 28, 2012 § Lascia un commento

Alice Sebold è l’autrice dell’amatissimo The Lovely Bones (Amabili resti) e del memoir Lucky, in cui racconta lo stupro di cui è stata vittima. The Almost Moon (La quasi luna) incredibilmente è ancora più crudo dei precedenti, per quanto non si possa certo tacciare di disonestà, dato che già dalla prima riga l’autrice ci comunica che la protagonista, Helen, una donna di mezza età, ha ucciso la madre, malata e ormai non più in sé. Il resto del romanzo si legge per due motivi: capire perché Helen ha compiuto quest’atto, e capire se la farà franca.

Sì, perché Helen come assassina è decisamente poco abile: soffocando la madre le rompe il naso, quando realizza cosa ha fatto la sveste tagliando i vestiti, la pulisce e poi la trascina fino in cantina per metterla nel freezer. Prima di lasciare la casa della madre, le taglia la lunga treccia di capelli e se la mette in borsa. E all’elenco di azioni incomprensibili si aggiunge la telefonata all’ex marito a cui confessa il crimine per sapere che cosa deve fare ora, e il sesso in macchina con il figlio della sua migliore amica.
Questo romanzo non è stato molto ben accetto dai lettori (dai critici, a quanto pare, in parte lodato e in parte bocciato) soprattutto per la tematica: non stiamo certo parlando di eutanasia, ma di un omicidio in piena regola come atto finale di una relazione madre-figlia a dir poco difficile. E se ho apprezzato l’idea dell’autrice di affrontare onestamente una tematica a dir poco scioccante, devo anche ammettere che l’esperimento non è riuscito, o è riuscito solo in parte. I flashback con i quali Helen cerca di dare un contesto al suo atto ci spiegano che la madre di Helen, un ex modella di biancheria intima delusa dal matrimonio e dalla vita in provincia, era agorafobica ma, quando in casa, perfettamente in grado di dare voce alla sua cattiveria, nonostante la quale sia il marito (anche lui evidentemente non pienamente sano, come un ricovero in un istituto di cura mentale e un suicidio dimostrano) che la figlia Helen si dedicano a soddisfare ogni suo capriccio. Questo miscuglio di amore morboso e profondo risentimento impedisce a Helen di vivere la sua vita, fa fallire il suo matrimonio, e in generale rende la sua stessa esistenza vuota, un semplice tributo all’esistenza della madre.

Almost MoonNonostante gli sforzi dell’autrice e nonostante la mia ammirazione per un romanzo davvero coraggioso, alla fine del romanzo non siamo più vicini a capire le scelte di Helen e il suo lavorio di mentale di quanto lo fossimo al cospetto dello sconcertante incipit. Non sono riuscita a contestualizzare, a mettere in prospettiva, né l’omicidio né, più in generale, le varie scelte della protagonista. Devo anche ammettere di aver trovato fastidiosa tutta la parte relativa all’investigazione e ai tentativi di Helen e del suo ex marito di evitare la galera. Per me questo è un aspetto della storia poco importante in questo genere di romanzo, anzi, distoglie l’attenzione e non trovo che sia stato affrontato in modo significativo, poteva essere tranquillamente tagliato.

Se Alice Sebold scriverà un altro romanzo (e me lo auguro) lo leggerò sicuramente, perché trovo che abbia una prospettiva davvero interessante, ma devo ammettere che The Almost Moon per me non è stato un successo. Detto questo, ammetto che dopo The Lovely Bones sono disposta a perdonare alla Sebold molto di peggio.

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