Antichrista di Amélie Nothomb

marzo 1, 2013 § 4 commenti

Chi crede che leggere sia una fuga è all’opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte il reale nella sua massima concentrazione, il che, stranamente, è meno spaventoso che avere a che fare con le sue eterne diluizioni.

AntichristaAmélie Nothomb è una scrittrice decisamente particolare, io mi sono innamorata prima di tutto dei suo romanzi autobiografici (Stupore e tremori, Metafisica dei tubi, Sabotaggio d’amore) mentre con gli altri ho ancora qualche problema (mi è piaciuto molto, però, Il viaggio d’inverno). Antichrista non mi ha convinto (anche se, apparentemente, sempre di più di Igiene dell’assassino), forse anche per i personaggi, tutti odiosetti. Blanche è un’adolescente introversa, timida, bruttina, studiosa e desiderosa di integrarsi, anche se non ci riesce. Christa è il suo opposto: bella, vivace, ardimentosa e popolare (e sempre brava negli studi). Blanche l’ammira da distante senza osare l’approccio, finché quasi per caso le due ragazze si conoscono e cominciano a frequentarsi: Christa pian piano si rivela una ragazza bugiarda, crudele e manipolatrice (non aiuta il fatto che i genitori di Blanche siano dei borghesi piattissimi e creduloni) e agli occhi di Blanche si trasforma in Antichrista, appunto.

Come già detto, questo romanzo non mi ha convinto completamente. Blanche non conquista perché, anche se è piacevole scoprire che ha delle risorse innate, non smette di sembrarmi snob. Christa alla fin fine non è l’anticristo, ma una ragazza disturbata in grado di provocare molti danni, se solo le si dà abbastanza corda. Tutti i personaggi sono paurosamente grotteschi, ma questa è una caratteristica tipica della Nothomb. Forse la parte migliore è quella in cui Blanche decide di andare nel paese di Christa ad indagare sul suo conto: sembra davvero una fiaba, grottesca, ma fiaba. Forse sarebbe stato interessante avere qualche informazione in più sui genitori di Blanche, o sul suo fantomatico ragazzo. In generale però questo scontro fra il bene e il male non mi ha convinto, e certo era questo l’intento dell’autrice, credo (basta leggere il finale, che forse sto cominciando a capire ora, ma comunque in generale fa capire che i confini fra le due ragazze non erano così netti come sembrava).

Non posso dire molto, ovviamente, però il finale non mi ha soddisfatto, anche se credo che nessun finale lo avrebbe fatto, tutto sommato. Nel complesso ho apprezzato moltissimo le riflessioni di Blanche sulla lettura, da cui la citazione a inizio post, che credo sia spesso molto vera.

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