Wolf Hall di Hilary Mantel

aprile 12, 2013 § 2 commenti

Quando ho finito di leggere questo romanzo sono stata sul punto di aprire una bottiglia, anche se al tempo stesso non posso certo essere felice di assegnare due stelline a un libro che ha esaltato praticamente tutti tranne me. Wolf Hall è un romanzo storico che racconta la vita di Thomas Cromwell, politico inglese del Cinquecento e primo ministro inglese di Enrico VIII (sì, il re che ebbe sei mogli) dal 1532 al 1540. Hilary Mantel, pur cercando di dare una dimensione più umana alla storia, e una prospettiva particolare, ovviamente parla soprattutto degli eventi politici dell’epoca, in cui Cromwell era grandemente coinvolto. Questi eventi politici si concentrano, ovviamente, sul tentativo di Enrico VIII di far dichiarare nulla il suo matrimonio a Caterina d’Aragona per poter sposare Anna Bolena. Personalmente non sono una gran fan dei Tudor e non ne conosco la storia, ma chi invece ne sa più di me ha molto apprezzato la prospettiva della Mantel, che filtra tutti gli eventi attraverso gli occhi di Cromwell. Importante anche ricordare che Wolf Hall non solo è un tomo di 650 pagine, ma è anche il primo di una trilogia (il secondo è già uscito nel 2012, Bring Up the Bodies, di sole 432 pagine – il terzo non è ancora pubblicato).

Wolf HallLa narrazione di Wolf Hall è tutta al presente, e in terza persona, anche se l’autrice ha poi deciso di utilizzare un bizzarro espediente per renderla più intima: la maggior parte delle volte in cui usa il pronome he (lui) intende Cromwell, anche quando è una scelta poco logica a livello sintattico, grammaticale e dil buon senso.
Un esempio: He says, ‘It’s not really a good year for soft fruit.’ More looks at him out of the tail of his eye; he smiles. He chats genially as he leads them into the house.
Una volta capito che cosa sta facendo l’autrice, basta dare per scontato che he sottintenda Cromwell ma, oltre a rendere la lettura meno scorrevole, devo dire che non l’ho trovata una tecnica soddisfacente: il tempo verbale e la prospettiva strettamente cromwelliana rendono la narrazione simile ad un bizzarro e straniante flusso di coscienza, che mi ha aiutato decisamente poco ad avvicinarmi al personaggio, anche se devo ammettere che è una scrittura a tratti di rara bellezza (il fatto poi che 650 pagine di questo tenore più che belle risultino stremanti non stupirà, credo, ed è comunque un effetto scontato su di me quando parliamo di narrativa sperimentale, e questa lo è di certo).

In generale credo che Wolf Hall sia consigliabile a chi ama (e già conosce molto bene*) la storia di Cromwell, Enrico VIII e i Tudor, e a chi ama una narrazione stimolante, che rappresenti una sfida. * A causa della mia ignoranza, credo, ho trovato particolarmente confusionario l’ammontare spropositato di Thomas (ce ne sono moltissimi nel romanzo) e l’abitudine di chiamare lo stesso personaggio a volte con il nome proprio a volte con il titolo, caratteristiche che hanno trasformato la catena di eventi di Wolf Hall in una pozza di fango dal quale a tratti emerge una trama appena distinguibile. Non parliamo poi dei continui flashback o salti temporali che, uniti all’onnipresente ed ambiguo he, contribuiscono a dare il colpo di grazia all’ultimo barlume sopravvissuto di logica. Sono contenta di aver letto questo romanzo perché sono sicura che se non l’avessi fatto mi avrebbe perseguitato a vita, se però manifesterò l’intenzione di leggere anche il seguito, per piacere sparatemi.

P.S.: un ultimo avviso: se il libro vi ispira a causa del titolo sappiate che nemmeno una mezza pagina dell’azione si svolge a Wolf Hall e Jane Seymour è un personaggio decisamente minore in questo volume.

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§ 2 risposte a Wolf Hall di Hilary Mantel

  • Inanna Morganna ha detto:

    Aiuto! io speravo tanto in questo libro, volevo leggerlo prima o poi…mi ispirava in tutto, trama e copertina

  • Roberta ha detto:

    Ma non è detto che a te non piaccia! La Mantel è brava, scrive benissimo e chi ne sa dice che la ricerca storica è fantastica. Diciamo che per me proprio non ha funzionato, ma non boccio il libro in toto.

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